Cultor College

 

L'autore: Michael Oswald è uno degli esponenti di punta dell'arte digitale.

MichaelOCon altri artisti che lui stesso predilige, come Anry Nemo, Craig Mullins e Chuck Close, sta aprendo nuove strade alla creatività e all'espressione.

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Alcune delle sue copertine:michaelO
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AmalgaMATE3, la foto originale.
Modella: Natasha Lazareva, New York, novembre 2009.

 

 

 

 

 

 

 

 

Michelangelo
"MichaelO's Donna". Alcuni, riferendosi anche al suo nome MichaelO, lo hanno definito il "Michelagelo moderno". Per questo l'artista ha pnesato di creare una statua digitale in omaggio al grande Michelangelo.
Modella Anne Rutherford

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ManifestiManifesti cinematografici

 

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"Lacrime di coccodrillo" Ehi, questa volta il modello sono io, le mie mani (e i miei vecchi monitor). Come potete vedere nelle immagini qui sotto ho dovuto prendere due foto distinte, perché con una mano ho dovuto spingere il pulsante di scatto mentre l'altra posava. Poi, ho scattato un'altra foto, perché volevo un aerografo, invece di un pennello:MichaelO

 

 

 

 

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Copyright 2016 Michael Oswald ©

 




Artisti contemporanei:

MichaelO maestro dell'elaborazione digitale

con la collaborazione di Michael Oswald ©


 

Michael Oswald (meglio noto come MichaelO) nato nella California centrale, dove vive, è un artista dell'ultima generazione, con uno stile unico che gli permette di elaborare delle fotografie in vere e proprie opere d’arte digitali. Quando gli chiediamo perché non si trasferisca a New York o Los Angeles risponde: "Con Internet, sono in grado di fare affari ovunque. Inoltre, mi piace considerarmi lo Stephen King del mondo dell'arte digitale vivendo, come lui, in mezzo al nulla!"

La sua ispirazione è sempre stata quella di diventare un artista e grazie ad Internet ha potuto esplicare questa sua vena, mostrando e vendendo i suoi lavori in tutto il mondo.
Lui stesso definisce la sua arte "manipolazione fotografica" unita ad un tocco di "pittura digitale", infatti inizia i suoi lavori con una seduta fotografica in cui arriva a scattare anche 400 foto del suo soggetto, che poi passa ad elaborare al computer, creando quadri digitali.
Inizialmente usava anche immagini in stock che gli piacevano, prese da vari siti, poi i problemi di copyright lo hanno indotto a scattare personalmente le sue foto. Per Michael questa parte della lavorazione, le foto, è diventata la più piacevole anche se in questo campo dice di dover ancora affinare le sue capacità: "E' interessante notare che a volte è più interessante lavorare su una foto di qualità non ottimale".

L'artista predilige la comodità e l'immediatezza di strumenti semplici, la bellezza del suo lavoro viene dalle sue capacità, non dalle innumerevoli potenzialità di strumentazioni sofisticate e complesse. Lo si nota subito visitando il suo studio, una vera e propria postazione multimediale che è stata creata partendo dalla scrivania costruita su misura da un artigiano locale (foto qui sotto).

 

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Il monitor a sinistra è un computer separato che usa per la posta elettronica e la musica. Si tratta di un sistema molto semplice comprato in un negozio dell'usato per 60 dollari. La sua unica funzione è quella di eseguire Outlook, Winamp e Rhapsody, quindi non ha bisogno di tecnologia sofisticata.
I due monitor al centro sono una configurazione a doppio monitor per il mio computer principale, un quadcore con 6GB di RAM. I monitor sono 24pollici Dell UltraSharp. "La scheda grafica è la migliore in circolazione - spiega Michael - anche perché avevo bisogno di ruotare entrambi i monitor verticalmente. Preferisco questo orientamento perché la maggior parte delle mie opere è verticale.
Consideratemi testardo ma uso ancora Windows XP e Photoshop CS2, senza utilizzare nessun filtro. Preferisco infatti strumenti molto chiari e componenti semplici che fanno il lavoro che ho bisogno di fare, senza aggiunte che non userò mai. Oltre a Photoshop, che uso per il 95% del tempo, a volte mi piace incorporare tridimensionalità in un'immagine utilizzando 3DMax o alcuni sfondi con ArtRage".

"Il sistema operativo è in esecuzione in 'Modalità classica' con uno sfondo grigio chiaro.
Mi sono appassionato all'arte digitale al liceo (nel 1996), quando seguivo il corso di disegno meccanico in Auto CAD, ma era tremendamente noioso, così con alcuni compagni preferivo dedicarmi a Photoshop che mi ha coinvolto sempre di più.
Il monitor sulla destra è ovviamente un televisore. A volte mi piace ascoltare musica mentre lavoro, così accendo la televisione, anche se, cerco di non farlo troppo spesso, perché è fonte di distrazione.
Infine, vedete che io non uso una tavoletta grafica. Ne ho una, ma ho verificato che mi trovo meglio col mouse che uso per il 90%. Il mio stile non è basato sulla rigorosa pittura digitale fatta di pennellate sulla tavoletta. Mi piace usarla solo per i capelli e alcuni effetti".

 

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“AmalgaMATE” è uno dei lavori cui Michael è più affezionato, anche se la foto iniziale (visibile qui a fianco) non è sua ma di George Mayer. La modella è Nadezda Koroblkova. Mosca, gennaio 2009.


Oltre ai quadri digitali Michael produce copertine di libri e manifesti (molto richiesti, ad esempio, dalla cinematografia indiana). Attualmente il suo carnet di ordinazioni è completo e per ordinare un lavoro bisogna mettersi in lista d'attesa.

 

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“Under My Skin” è probabilmente l'opera più amata dall'autore che ne ha realizzato anche la fotografia di partenza (vedi immagine a fianco). La modella è Danilla Bae. California, febbraio 2010.


I soggetti preferiti sono essenzialmente femminili, la maggior parte del suo lavoro scaturisce da motivazioni emotive e come spiega lui stesso: "La sessualità è una parte importante della mia ispirazione e chiaramente la trovo di più nei personaggi femminili".
Del resto la parte essenziale delle sue creazioni sta nei 'concetti' espressi nelle forme, un'immagine per meritare l'elaborazione digitale deve ispirarlo, per questo in ogni lavoro Michael cerca di esprimere il massimo della sua personale sensibilità.

 

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AmalgaMATE 3. A fianco la foto originale


Di solito MichaelO inizia elaborando un'idea, un concetto, ancora prima di scegliere una modella le cui caratteristiche vi si adattino. Quindi scatta una serie di foto, variando posizioni e luci. Poi sceglie uno o più immagini da utilizzare ed inizia l'elaborazione con Photoshop. In generale cambia sempre lo sfondo, inoltre lavora sui colori per far sì che l'immagine sia sempre meno simile ad una foto. Sempre per questo motivo, per renderla più simile ad un dipinto, usa l'aerografo, macchie, sfocature ecc.

 

"Ecco qui sopra un esempio della mia lavorazione: sono partito dalla foto in alto, fatta a Mosca pochi mesi fa. Come sempre volevo elaborare un concetto specifico che avevo in mente quando ho scattato la foto: l'idea era quella di creare un robot con all'interno un essere umano (la penna sarebbe diventata un cacciavite), sottlinenado la differenza col colore degli occhi. Una volta iniziata l'elaborazione mi sono accorto che l'immagine non aveva sufficiente equilibrio per sostenere la parte sinistra, così ho deciso di ritagliare solo la testa, ma a questo punto ho dovuto anche rielaborare il concetto generale. Una mia amica mi ha suggerito di ispirarmi ad una matrioska (le babole russe impilate una dentro l'altra). L'idea era buona, ma volevo un tocco migliore, così ho diviso la testa in verticale per vedere come sembrava. A fianco si può vedere l'elaborazione finale che ho intitolato 'Skin Deep' (sotto la pelle), si riferisce al significato profondo della bellezza: un bel viso a volte può nascondere un mostro. Quello che trovo interessante di questa immagine è che può essere molto difficile da guardare. I nostri cervelli sono così fissati con l'immagine di ciò che è un volto al punto che vederla divisa in questo modo crea una sorta di confusione".



Di solito MichaelO usa combinazioni di colori monocromatici usando poco la miscelazione. A volte i colori della fotografia originale sono abbastanza vibranti e necessitano solo di un po' d'incremento. In ogni caso l'ispirazione per il colore finale viene da quello originale della fotocamera.
Per completare un lavoro di solito impiega dai 2 ai 4 giorni. Ci sono state occasioni in cui ha completato l'immagine in un giorno solo, ma lui stesso confessa che "mi piace dormirci su per almeno una notte". “Destiny” (vedi immagine a fianco) è stato il lavoro più lungo in termini di tempo, diverse ore in cinque giorni in quanto ha dovuto modificare l'impostazione delle luci e costruire un guardaroba digitale creandolo da zero. Se con il materiale fotografico di partenza ha già le luci e l'abbigliamento giusto, con Photoshop generalmente gli servono da 2 fino ad un massimo di 4 giorni di lavoro.

 

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"Still standing", un pezzo di ispirazione religiosa. Creato per rappresentare come i tempi cambino, abbattendo ciò che si vede in superficie, sia da parte di coloro che sono contro il concetto in tutto o in parte, sia da parte di quelli, come me, che mettono in dubbio alcune delle pratiche attuali.
Ma in fondo, una base spirituale è ancora viva e vegeta in questo mondo. Modella: Sara Duncan ... e un bel po' d'aiuto è venuto dalla statua degli Angeli sul ponte Sant'Angelo a Roma (vedi originale a fianco).


 

La dimensione minima che usa per i suoi lavori è di 12 "x 18" @ 300 dpi (3600 x 5400pixels).

Viste le molte richieste di suggerimenti, consigli e tutorial, Michael ha deciso che in un prossimo futuro preparerà un dvd per insegnare la sua personalissima tecnica di lavoro e, magari, qualcuno dei suoi segreti.
A chi gli chiede quanto sia importante la tecnica per realizzare lavori di questo tipo Michael risponde che la sensibilità e l'ispirazione sono più rilevanti delle conoscenze tecniche. Giocare con Photoshop, provare e riprovare, scoprire, può essere utile per creare uno stile proprio.
Un artista è un artista, sia esso tradizionale o digitale. Le regole standard di base, sono sempre le stesse, il mezzo è solo una scelta personale. 
La tecnologia, per l'artista moderno, è solo uno strumento, come i pennelli per i grandi pittori. Quello che conta è la creatività e la sensibilità personali, che sono doni naturali. Certo è importante anche la ricerca, lo studio e tanta pratica.
Inoltre, per apprendere e migliorarsi, il suo consiglio è quello di osservare e studiare i lavori dei migliori in questo campo cercando di superarli. "La competitività è importante - spiega - in realizzazioni di questo tipo dove all'inizio non sempre si arriva subito all'effetto voluto, è importante avere delle motivazioni per superare le difficoltà e conseguire il risultato voluto".

 

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"Apple" con questo lavoro mi sono divertito parecchio! Ci sono voluti due giorni interi (solo fermandomi per mangiare, dormire e andare al bagno) ma sono arrivato a vedere le stelle. Avevo già lavorato con questa modella un anno fa (AmalgaMATE 3). A fianco la foto del primo piano originale di Natasha Lazareva.


 

 

Consultate l'unico tutorial prodotto da Michael Oswald: I capelli del "Sentiero fiorito".