In Fotografia è fondamentale la Comunicazione- di Rolando Gomez

Cultor College



La Comunicazione è essenziale
per scattare ottime foto

di Rolando Gomez

La cattiva comunicazione di solito è la radice di tutti i problemi;
questo vale anche in fotografia: pensa, comunica e poi scatta!


L'Autore:

Rolando Gomez è un fotografo, ex fotoreporter di guerra che, nel 1994, è stato selezionato dal Dipartimento della Difesa USA, come uno dei cinque migliori fotografi militari nel mondo.
Nel 1993 è stato insignito dal Dipartimento della Difesa con la medaglia "Meritorious Service" per aver documentato la guerra alla droga in America centrale e meridionale.Veterano di Desert Storm, Gomez nel 1995 è diventato il capo del dipartimento Multimedia per l'Air Force News Agency.

In seguito si è dedicato alla fotografia Glamour e all'insegnamento, creando anche alcuni siti internet specializzati come, Garage Glamour, Lens Diaries ed Editorial Nudes.
Nel corso della sua carriera, ha insegnato in più di 500 workshop di fotografia e ha viaggiato in tutto il mondo per documentare gli avvenimenti più importanti.
Ha scritto diversi libri e
nel 2010 ha insegnato presso l'Università di Calgary in Canada.
In questo intervento spiega l'importanza della Comunicazione, con i soggetti fotografati, per realizzare ottime immagini.


I più grandi fotografi del mondo hanno tre cose in comune: un occhio creativo, la conoscenza delle loro attrezzature e la capacità di comunicare sia con il loro soggetto che col pubblico o, come mi piace dire, ralizzano le tre C della fotografia: Creatività, Comprensione e Comunicazione.

Ad un certo punto nella nostra vita, sentiamo spesso che la comunicazione o la sua mancanza è la radice di tutti i problemi, quindi qui mi concentrerò proprio sulla comunicazione poichè gran parte della fotografia comporta un qualche tipo di dialogo tra il fotografo e un soggetto.

Durante un concorso "Best US Army Ranger", due Rangers ricevono istruzioni, anche in questo caso la comunicazione è fondamentale. © Rolando Gomez.


In primo luogo, al fine di comprendere meglio la comunicazione, un fotografo dovrebbe ispirarsi a ciò che è noto come la "madre di tutti i modelli di comunicazione" quello di Claude Shannon e Warren Weaver.
Questo modello è composto dai seguenti elementi: un emittente (fonte d'informazioni), un messaggio, una trasmissione, un canale, un ricevitore e una destinazione.
In questo sistema è previsto anche il concetto di rumore o interferenza.

I fotografi sono le fonti di informazione che trasmettono comunicazione visiva e verbale ai loro soggetti.
La voce del fotografo è il trasmettitore, e come tutti i trasmettitori, può non funzionare, il messaggio così potrebbe non essere recepito correttamente ed i risultati di questa comunicazione confusa potrebbero avere un impatto negativo sull'esecuzione del lavoro.

I soggetti recepiscono anche, inconsciamente, i segnali provenienti dal linguaggio del corpo del fotografo che possono influenzare le loro percezioni circa la sua professionalità ed abilità .

Il canale è la sessione fotografica, e se questa sessione è disturbata da rumore, o distrazioni, come ad esempio il telefono cellulare che squilla, guardare l'orologio perchè il soggetto o il fotografo hanno altri impegni, ecc, il messaggio risulta ugualmente disturbato.

Se un fotografo ha problemi con le attrezzature, di solito perchè non sono state controllate in precedenza, questo fornisce una distrazione che, minando la fiducia del soggetto sulle capacità del fotografo, avrà un impatto negativo sulle riprese.

Jenni modella dell'Agenzia Elite, risponde al suo cellulare. Le modelle oggi hanno sempre con sè il loro telefonino, per rimanere in costante comunicazione con amici e contatti di lavoro. © Rolando Gomez.


Un soggetto diffidente avrà, incosciamente, una faccia tirata, con gli angoli degli occhi non in armonia con gli angoli delle labbra, quindi con un volto e di conseguenza una fotografia non reale. In questa maniera si otterrebbe solo un'immagine che mostra un soggetto che non è a suo agio.

Il soggetto è il ricevitore. Se il ricevitore non accetta il canale, ad esempio non gradisce la location o la posizione degli oggetti di scena, il ricevente e il mittente avranno delle interferenze e l'intera sessione di foto sarà un fallimento.

La destinazione è la foto finale, non le immagini; chiunque può realizzare uno "scatto fortunato", ma pochi possono creare fotografie. Al fine di produrre una grande fotografia, soggetto e fotografo devono arrivare alla stessa destinazione o conclusione.


La Comunicazione non inizia nel momento in cui il fotografo prende in mano macchina fotografica,comincia la prima volta che si avvia il contatto con il potenziale soggetto, sia che avvenga per telefono, email o di persona.

La Comunicazione, come rapporto, è sempre attiva: dal primo contatto, poi durante le riprese e quindi alla consegna delle immagini e a quello che, eventualmente, ne segue.

Per i fotografi è quindi di importanza fondamentale stare attenti alle parole e al tono scelto per comunicare.

I fotografi devono capire che le email sono parole stampate e spesso risultano più dure di quanto siano quelle pronunciate, in quanto manca un segnale verbale o visivo per aiutare a decodificare la reale intenzione del messaggio comunicato.

Il tono giusto o l'inflessione della voce di un'altra persona, spesso aiutano a trasmettere un messaggio più chiaro rispetto alle parole stampate.

Una parola stampata, senza chiarificazione può creare rumore che farà sì che il soggetto (ricevitore) si chiuda, mentre le parole giuste o il tono vocale adeguato sono in grado di favorire chiari canali di ricezione.

Le email non ci permettono di vedere il linguaggio del corpo, un'altra forma importante di comunicazione visiva dal mittente al destinatario.

Per fare un esempio, quando devo parlare fisicamente con i miei soggetti, prima di uno scatto, di solito mi siedo direttamente di fronte a loro.

Mia figlia e suo marito in viaggio di nozze, mentre stavo tenendo un workshop fotografico nelle Isole Vergini. La foto è stata scattata mentre loro erano in piedi sul bordo di una piscina a sfioro. Questa è anche la copertina del mio quinto libro che è possibile scaricare gratuitamente (in inglese) al link: www.freephotographybooks.com. © Rolando Gomez.

Camera, Canon 5D, 85mm f / 1,2.


Questa posizione ci pone allo stesso contatto di livello visivo. Evito di stare in piedi se il mio soggetto si siede durante una conversazione, perchè non voglio guardare dall'alto il mio interlocutore mentre conversiamo.
Invece, quando fotografo il mio soggetto, normalmente scatto da una posizione più bassa, di solito un po' sopra l'altezza dell'ombelico, dando così al mio soggetto la sensazione di essere su un piedistallo.


In definitiva come fotografi dobbiamo fare attenzione a quello che abbiamo da dire, quando lo diciamo, come lo diciamo e dove lo diciamo, quando comunichiamo con i nostri soggetti.
Come un medico che deve essere molto attento al suo rapporto con un paziente, un fotografo deve mettere in pratica la sua professionalità quando comunica con un soggetto.
Seguire i concetti di Claude Shannon e il modello di comunicazione di Warren Weaver contribuirà a garantire al fotografo di non avere alcun problema con i suoi soggetti, creando così le condizioni per scattare ottime immagini.



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Last modified: Monday, March 29 -2016