L'uso delle zone di Ansel Adam in fotografia - Understanding & Using Ansel Adam’s Zone System

Cultor College

Tecniche dell'Arte fotografica

Comprendere ed usare
il sistema delle Zone di Adams

di Diana Eftaiha


L'Autore:

Diana Eftaiha, è una fotografa di Amman, in Giordania. Studiosa delle arti visive, ha fondato e conduce il sito web The D-Photo for Photography.

D-Photo tratta tutti gli aspetti della fotografia: dall'ispirazione, alle tecniche, dall'attrezzatura alla post produzione ed è diventato una vera e propria galleria d'arte dove vengono esposti i migliori lavori dei foto-artisti.
In questo articolo Diana spiega ai lettori di Cultor la
tecnica delle Zone di Adams, applicata al digitale.

La tecnica delle zone di Adams

Questo sistema è stata formulato da Ansel Adams e Fred Archer intorno al 1930. Si tratta di un approccio ad un modo standardizzato di lavoro fotografico che garantisce una corretta esposizione in ogni situazione, anche nelle condizioni più difficili di luce quali l'illuminazione posteriore, l'estrema differenza tra zone di luce e ombra di una scena, e molte altre condizioni simili che hanno molte probabilità di ingannare i misuratori della fotocamera, generando un'esposizione completamente errata.

Vediamo quindi di scoprire questo sistema e di indagare come può migliorare le nostre fotografie.
Le
modalità di misurazione della fotocamera sono progettate per fornire un lettura corretta nella maggior parte delle situazioni medie. Ma quando dovete affrontare una situazione eccezionale, questa calibrazione può essere facilmente ingannata, proponendo una scena più luminosa o più scura di quanto sia effettivamente.

In questi casi la conoscenza del sistema delle zone può risparmiare un sacco di guai, aiutando a catturare ogni volta esposizioni non solo corrette ma anche intriganti.

Anche se i calcoli per questo sistema inizialmente erano basati sulla pellicola in bianco e nero, il sistema delle zone è applicabile anche alla fotografia digitale.


I vantaggi di utilizzare il sistema delle Zone

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Acquisire una corretta esposizione ogni volta, anche nelle più difficili situazioni di luce o di ambientazione.
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Avere una valutazione precisa dei toni della scena e una gamma dinamica, ancora prima di effettuare uno scatto.
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Sapere quando è necessario utilizzare filtri neutri a densità graduata.
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Sapere esattamente quanto siano ampi gli stop per effettuare il bracketing per poi realizzare la fusione.
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Individuare le situazioni dove è necessario utilizzare un flash di riempimento per ottenere una corretta esposizione.


Medio Grigio

La misurazione della fotocamera è progettata per fornire letture corrette in circostanze medie. Questo significa che la fotocamera esamina una scena e cerca di renderla di media riflettanza (18% di riflessione), che è il colore grigio medio (un valore giusto a metà tra il nero puro e il bianco puro).
Quando una scena risulta troppo brillante, però,
la fotocamera tenta di renderla media scurendola e causando sotto-esposizione.
D'altra parte, quando una scena è troppo buia, la camera cerca di renderla più "media" in modo da alleggerirla, causando la sovraesposizione.

Noi, come esseri umani, vediamo a colori, invece che in bianco e nero.

Ci sono colori che sono considerati medi.

Significa che, riflettono una quantità media di luce, che è circa la stessa riflessa dal grigio medio.


Imparare a riconoscere i toni medi è fondamentale per l'attuazione del sistema delle zone.


Concetti fondamentali del sistema delle Zone

Il sistema delle zone divide la scena in 10 zone della scala tonale (anche se ci sono variazioni a 9 e 11 zone).
A ogni gamma tonale viene assegnata una zona. Ogni zona differisce dalla precedente e dalla seguente di 1 stop.
Così, ogni cambiamento di zona è pari a 1 differenza stop. Le zone sono identificate da numeri romani, con il tono medio (con il 18% di riflessione), identificato dalla zona V (che è la zona 5).


Noi fotografi digitali, siamo solo interessati alle zone dalla III fino alla VII (dalla zona 3 alla 7).
La parte più scura di una scena cade nella zona III, mentre quella più brillante è nella zona VII. Qualsiasi cosa più scura della zona III risulta come il nero puro, senza dettagli (sottoesposta), mentre ogni cosa più luminosa della zona VII equivale al bianco puro, senza dettagli (sovraesposta).


Se si punta la macchina fotografica in una zona con riflettanza media e si ottiene la corretta lettura dei contatori (a zero sul misuratore della luce), tale area sarebbe resa come media.
Se aprite l'obiettivo o rallentate la velocità di scatto di uno stop, quella zona diventerà sovraesposta di uno stop.
Se si chiudete l'obiettivo o aumentate la velocità di scatto di uno stop, quella zona diventerà sottoesposta di uno stop.

Ora, abbiamo convenuto che un tono medio è naturalmente inserito nella zona V.

Se sovra-esponete di uno stop, lo collocherete nella zona VI (zona 6), rendendolo più luminoso di quanto non sia effettivamente.


Se sotto-esponete di uno stop, lo collocherete nella zona IV (zona 4) rendendolo più scuro di quanto non sia effettivamente.


Piazzare differenti toni di colore in zone diverse

Come si può vedere nell'immagine qui sotto, i colori medi sono resi correttamente quando sono in una zona media, appunto la zona V. Per
rendere correttamente voglio dire, che apparirà sulla foto finale allo stesso modo in cui appare nella realtà, senza sovra o sotto-esposizione.

Le tonalità di colore che sono un po' più luminose rispetto alla media, dovrebbero trovarsi nella zona VI.
Questi colori sono più simili ai pastelli, colori sbiaditi o media. Tali toni puri comprendono giallo, rosso brillante-rosato, azzurro baby, rosa baby e simili ...

Le
tonalità di colore ancora più chiare devono essere poste nella zona VII. Queste includono neve, nuvole, nebbia, fumo, sabbia brillante ...

Le tonalità di colore leggermente più scure rispetto alla media dovrebbero trovarsi nella zona IV.
Queste comprendono tronchi d'albero, cielo blu scuro e così via ...
I toni ancora più scuri che dovrebbe essere generalmente posti in zona III. Tali toni comprendono i cuccioli neri, scarpe nere, ombre estreme, carbone e simili ...


Nella fotografia digitale, un'esposizione generalmente corretta (tecnicamente parlando) di una scena di media è una che espone i toni medi, senza zone bruciate o scure. Sottolineo le zone bruciate perchè recuperare i dettagli di queste foto risulta più difficoltoso rispetto a quelli delle foto scure.

Quindi, se la gamma dinamica di una scena è maggiore di una che si può catturare con un solo scatto, si pone la scelta se sacrificare le luci o le ombre della fotografia. A meno che l'area messa a repentaglio è davvero troppo piccola per avere un qualche significato, è necessario proteggere sempre le alte luci. Eliminare le alte luci produce la sensazione che alla foto manchi qualcosa, mentre eliminare i dettagli delle ombre è più accettabile e, a volte, anche intenzionale per gli effetti specifici.

Per esporre correttamente una scena media, individuate con l'esposimetro (in modalità spot) un colore o un tono medio. Regolate le impostazioni della fotocamera su quel colore, assicurarsi che non si sovraespongono le alte luci e scattate.

Ad esempio se abbiamo una scena dove compaiono delle parti bianche, che risulta importante rendere proprio così nella nos
tra immagine, puntiamo l'obiettivo verso una di queste parti e calcoliamo l'esposizione, ad esempio: 1/250 sec. e f/8. Da quanto detto sopra sappiamo che questa esposizione non ci darà il bianco che vogliamo, ma solo un grigio medio. L'esposimetro, infatti, colloca il nostro bianco nella Zona V. Così dobbiamo spostarci verso un bianco puro, ad esempio portarlo nella Zona VI (1/125 sec e f/8 o 1/250 sec e f/5.6).

Lo stesso vale se stiamo cercando di rendere bene il nero. Una parte nera, ad esempio, sarebbe di un grigio medio se seguissimo le indicazioni dell'esposimetro. Bisogna "portare" questa parte dalla Zona V alla Zona IV o alla Zona III, chiudendo sempre più il diaframma e/o riducendo il tempo di scatto.

Benchè serva qualche calcolo, il Sistema delle Zone è un buon supporto alla creatività: infatti permette di decidere quale tonalità dovrà avere il soggetto che stiamo fotografando, facilitando anche il compito senza dover ricorrere a un lungo (e non sempre possibile) lavoro di post produzione.

Un esempio delle zone di Adam (in bianco le 5 zone utilizzabili nel digitale), con riferimenti relativi di apertura e velocità
Approfondisci: Il Sistema delle Zone di Adams: esempi e differenze tra analogico e digitale

Qui di seguito alcune foto, ognuna con l'interpretazione del giusto tono di colore sotto di essa. Questo per darvi un'idea di come si ossono valutare diversi colori, suddividere la scena, e porre ogni tono nella sua zona corrispondente.

Nell'immagine qui a fianco, il giallo è in zona VI.

Il giallo generalmente è sempre posto nella zona VI, perchè ha uno stop di riflessione in più rispetto ai colori medi.


L'arancione leggermente brillante può anche essere considerato un +1 in questo caso, forse anche un +1 / 2.

L'arancione saturo è il colore medio quindi il suo posto è in zona V.

Il rosso, di solito, è sempre considerato un colore medio a meno che non sia troppo scuro o troppo luminoso.

Qui è collocato nella zona IV per essere più scuro rispetto alla media.

Il pavimento è decisamente luminoso, per cui è posizionato nella zona VII.





Photo by Samy Lamouti dzpixel


In questa immagine il blu, verso la metà del cielo, è nella media, così lo collochiamo nella zona V.

Verso il fondo, diventa più brillante, proprio intorno alla zona VI.

Al vertice, è un po' più scuro (circa -1 stop ) rispetto alla media, per cui è posizionato nella zona IV.


Per quanto riguarda gli alberi, l'erba e le foglie di solito hanno sempre un colore medio, a meno che questo non sia troppo scuro o troppo luminoso.

In questa foto, il colore dell'erba è intorno alla media per cui è posto in zona V.

Gli alberi in fondo a destra sono di circa uno stop in meno più scuri rispetto alla media, quindi sono collcati nella zona IV.

Le nuvole sono bianche, ma mantengono i dettagli, quindi sono in zona VII.

Per quanto riguarda la strada, risulta più scura di circa -1 stop rispetto alla media (forse anche un -1 1 / 2 stop), quindi viene collocata nella zona IV (o in mezzo tra zona IV e la zona III).
Photo by Claudio Alejandro Mufarrege











Nella foto qui a destra, il mare verso il basso a destra è nella media per cui è posto in zona V.

Salendo verso l'alto però, comincia a diventare più scuro in modo che la parte più alta dell'acqua risulta più scura di uno stop (-1) e viene definita come zona IV.

Per quanto riguarda il cielo, in alto a destra, è intorno al colore medio, in modo che la sua zona è considerata una zona V.

Scendendo a sinistra diventa più scuro (-1 stop) rispetto alla media, in modo da essere collocato in zona IV (forse leggermente più luminosa di una zona IV, per cui si potrebbe considerare un -1 / 2 o -2 / 3).

Poco più in basso si inizia a schiarire entrando in una zona VI e, infine, una zona VII all'estrema destra.

Per quanto riguarda il molo, il colore è molto scuro con qualche dettaglio, per cui è considerato una zona III.








Photo by skoov





Ho scelto questa foto per mostrare le varie tonalità che può prendere il fogliame e come si dovrebbe fare per collocare le diverse tonalità di verde nelle rispettive zone.

Per cominciare, l'erba sulla sinistra è a riflettanza media, per cui è posta in zona V.

Intorno ai bordi della strada andando a ritroso verso sinistra e verso destra, diventa più chiara, così è considerata come zona VI.

Gli alberi su entrambi i lati della strada sono più scuri (circa -1 stop) rispetto alla media, quindi sono in zona IV.

I cespugli sul retro sono di due stop più scuri rispetto alla media, quindi sono considerati in zona III.
Photo by Ben Fredericson



In questa immagine la sabbia è molto luminosa pur mantenendo la sua struttura ed il dettaglio, con due stop in più di luminosità rispetto alla media, così è una buona zona VII.

Il cane nelle parti chiare è anche una zona VII, mentre nelle parti scure è di circa -2 stop più scuro del colore medio, quindi lo piazziamo in zona III.

Si noti che l'occhio sinistro del cane è un pochino sotto-esposto, ma va bene, in quanto se avessimo tenuta bassa l'esposizione per mantenere il dettaglio in questa piccola area, avremmo spento tutti i bianchi nell'intera immagine.


Le parti molto luminose o molto scure di una scena del genere sono superiori al range dinamico della gamma di una fotocamera digitale, quindi non si possono conservare tutti i dettagli di luci e ombre con una sola esposizione.
Inoltre, come abbiamo detto in precedenza, parti in ombra sono più tollerabili di parti troppo luminose.

Le nuvole sono luminose, con dettagli in modo da essere una zona VII.

Il cielo in questo scatto è più luminoso rispetto alla media, di uno stop in alto a sinistra, così che è una zona VI.



Photo by Jon Hurd

Il Sistema delle Zone nei ritratti

Mentre i fotografi di paesaggio hanno più familiarità con la collocazione nelle varie zone delle tonalità in natura (come il colore di montagne, alberi, cieli, mari e così via), i fotografi che lavorano con i ritratti hanno più attenzione e dimestichezza con le tonalità della pelle ed il colore dei capelli.

La maggior parte delle persone, per quanto riguarda la tonalità della carnagione, in genere si colloca tra la zona IV e la VI, salvo alcune eccezioni come i toni della pelle molto chiara o molto scura.

Quando si scatta un ritratto, si è più preoccupati ed attenti ai toni della pelle.

I vestiti sono anche importanti, ma non tanto quanto il tono della pelle del soggetto, soprattutto se nell'immagine compare solo una piccola parte dell'abbigliamento.

Vediamo allora di dare un'occhiata a come si collocano i vari toni della pelle nelle rispettive zone.

Questo piccolo uomo, ritratto a fianco, ha soprattutto un tono brillante della pelle, circa +1 1/2 più luminoso rispetto alla media.
Così cade tra le zone VI e VII.
Anche la sua maglietta chiara mantiene ancora i dettagli, quindi non c'è nulla che esca dai parametri.


Forse, dentro la bocca, i dettagli sono in ombra, ma va bene così.
Primo, perchè non vogliamo perdere i nostri dati con un eccesso di esposizione per registrare questa piccola area in ombra.

In secondo luogo, come abbiamo visto prima, quando una gamma dinamica di una scena è troppo ampia per essere catturata con un solo scatto, una parte in ombra è più accettabile di una parte troppo luminosa.





















Photo by creativesam











In questa foto, la ragazza ha una pelle più scura del bambino visto sopra, ma non scura come un colore medio.

La sua carnagione risulta intorno a un +1/2 stop più luminosa rispetto alla media.

I punti di forza rappresentati dai suoi occhi e dai denti sono ben dettagliati.

Non c'è nemmeno una perdita di dettagli nelle zone scure come i suoi capelli, vestiti ed accessori.














Photo by Mr. Theklan















Quest'uomo ha un tono della pelle intorno alla media, così da essere collocato nella zona V.

C'è qualche qualche perdita nelle parti più scure dei suoi capelli, ma finchè si riesce ad evidenziare i dettagli va bene.













Photo by Fabio Gismondi

Photo by Rajiv Ashrafi


La carnagione di questa povera vecchia signora è di circa -1 1/2 stop più scura rispetto alla media, così è tra la zona IV e la zona III.
Vediamo però che non è esattamente una zona III, confrontando il colore della sua pelle con il nero puro dei suoi capelli.
Si vede chiaramente che la sua pelle è più luminosa.
C'è solo una minuscola parte di alte luci sulla spalla sinistra, ma non disturba. Se fosse stata più grande, lo scatto avrebbe dovuto essere rivalutato o ricomposto per preservare tutti i dettagli dell'immagine.


Valutare le scene con un'ampia gamma dinamica

Quando una scena ha una differenza molto grande tra i toni più scuri e quelli brillanti, significa che ha una gamma dinamica troppo elevata che rende impossibile mantenere tutti i dettagli dell'immagine in contrasto con un solo scatto.
Così a meno che non si abbia in programma di effettuare più scatti diversi per poi fonderli in post produzione, oppure di utilizzare un filtro neutro a densità graduata (che potrebbe anche non essere di aiuto in tutte le situazioni), sarà sicuramente necessario fare una scelta. Tenere fuori le ombre o le alte luci ?


La stragrande maggioranza delle volte, la risposta sarebbe di proteggere le luci e far cadere tutto il resto dove possibile. A meno che la zona troppo illuminata sia effettivamente molto piccola per rovinare lo scatto, o non abbia un significato particolare per l'immagine, o perdendo delle ombre si rovini la foto, si dovrebbero sempre proteggere le alte luci.

Guardando la foto qui a lato, si deve essere in grado di dire se si devono sacrificare le alte luci o le ombre.

Dal momento che non si può fare a meno della nebbia bianca e luminosa che copre la metà superiore dell'inquadratura (a meno di perdere il senso di tutta l'immagine), la misurazione della scena è molto semplice.

Effettuate la vostra misurazione sulla nebbia luminosa, collocatela in zona VII, ricomponete e scattate.
Tutto il resto andrà a posto. Aver ritagliato le ombre non sarà un problema, dal momento che la nebbia, le acque di seta e la barca galleggiante sono ciò che danno un valore aggiunto e drammatizzano questa immagine.

Photo by Evan Leeson

In questo esempio sappiamo che la luce proveniente dalla finestra è troppo forte per catturare, con un solo scatto, l'esterno e l'interno, senza perdita di dettagli.

Il fotografo così ha scelto di fare un uso creativo della situazione: con le sagome della gente e mantenendo tutta la bella atmosfera esterna della città, realizzando così uno scatto più intrigante per lo spettatore.


Per la misurazione si dovrebbe puntare la camera sulla parte più alta e luminosa del cielo, piazzarla in zona VII e lasciare che tutto il resto si adegui.

Photo by Gwenael Piaser


In questa foto, con il sole all'interno dell'inquadratura, non c'è modo di mantenere tutte le parti estremamente luminose in evidenza, anche usando una velocità dell'otturatore molto rapida.

Si può solo lasciare una vasta area scura, un piccolo punto luminoso e nient'altro.

Per questo motivo, lasciando che il sole risplenda nell'inquadratura, lasciamo fuori tutti gli altri dettagli, eccetto il cielo, il rosso dei fiori e un po' del verde dell'erba. Ma ne vale la pena.

Un'alternativa, in questo caso, sarebbe stata quella di cambiare la prospettiva e ricomporre l'inquadratura in modo da non includere il sole all'interno dello scatto, ma credo che così si sarebbe perso tutto ciò che di particolare e speciale ha quest'immagine.

Questa volta, quindi, non è il caso di preoccuparsi delle parte troppo brillante.

Photo by Jamie Hladky

Conclusione

Qualcuno potrebbe sostenere che il sistema delle zone non è stato creato, e non si applica, alla fotografia digitale, ma è vero il contrario. Mentre nell'analogico questo sistema risulta ottimo soprattuto per il bianco-nero (in quanto le sovra- o sottoesposizioni danneggiano l'equilibrio cromatico) si può affermare che un punto di forza del digitale stia proprio nel fatto di poter applicare tale sistema anche ai colori.

Forse non esattamente nello stesso modo in cui era destinato ad essere utilizzato inizialmente, ma certamente fa una grande differenza per la vostra fotografia. Costringe a pensare all'esposizione e a pianificare lo scatto migliore.

La regola generale è che, con scene medie, basta puntare la fotocamera su un colore medio, posto in zona V e poi ricomporre.
Con le scene di alta gamma dinamica, a meno che si pensi di effettuare esposizioni multiple, utilizzando alcuni flash di riempimento, o utilizzando un filtro a densità neutra, si deve fare una scelta.
Siamo più interessati alle luci, o alle ombre?
Scegli il tuo percorso, effettua la tua misurazione in quella zona e tutto il resto andrà a posto.



Last modified: Tuesday, March 29 -2011