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Il pontile (o nartece o jubé) è una struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo.
Collegava le navate con l'esterno della chiesa, funzionando come un corto atrio largo quanto la chiesa stessa.

Pianta di una cattedrale in cui è evidenziata la zona creata dal Pontile.


Entrando nella Chiesa, si ammira subito l'opera più importante della chiesa: il Pontile, specie di portico, che divide in due parti la chiesa: la prima riservata ai catecumeni, la seconda ai battezzati. Si tratta di uno dei pochi esempi rimasti in Italia, in quanto le divisioni di questo tipo, generalmente, vennero eliminate in seguito dei dettati del Concilio di Trento.

Il Pontile di Vezzolano poggia su cinque arcate sorrette da colonne con capitelli a foglie e a gemme, sul quale si distende un bassorilievo a due fasce che racconta i trentacinque patriarchi antenati alla Vergine.
Il colore azzurrognolo, sembra dipinto con smalti, invece è di calcare lucido.

Ai piedi del bassorilievo, a caratteri incerti, si legge che l'opera fu compiuta
"regnando Federico Barbarossa, l'anno 1189".
Oltre all'utilizzo come separazione tra battezzati e catecumeni, il pontile, secondo un'altra interpretazione era costruito come divisione fra nobili e popolani.

Il Pontile visto dall'interno della chiesa.
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Abbazia di Vezzolano