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L’Urushi è la lacca giapponese più pregiata di tutto l'oriente. La sua particolarità, al contrario di altri prodotti dell'artigianato tradizionale, è che ha un’origine totalmente autoctona, senza cioè essere stata importata dall’estero.

Questo articolo è stato redatto con la collaborazione della Iwasawa Oriental Art, una delle più importanti gallerie d'arte della California, oltre che attivissimo centro culturale nipponico.


Urushi è un albero deciduo, di circa 10 cm di diametro, che cresce a circa 10 metri di altezza. Le foglie spuntano intorno ad aprile o maggio, a giugno sbocciano fiori giallo-verdi, mentre in autunno l'albero diventa rosso brillante.

Tra le diverse varietà che si possono trovare anche in Cina, Vietnam e Sud-Est asiatico, quella giapponese è indubbiamente la migliore. Questo albero è stato trapiantato anche in Messico dove è utilizzato dall'artigianato locale.

Le origini: la pianta

Urushi è la linfa elaborata dalla pianta omonima [Rhus  verniciflua] da cui si ricava la lacca pregiata universalmente conosciuta con lo stesso nome.

Se i cinesi utilizzarono le lacche dal 4000 aC, in Giappone, nella Tomba Shimahama nella Prefettura di Fukui, sono stati rinvenuti oggetti laccati, come pettini e vassoi, usati prima del periodo Jomon, vale a dire circa 5.500 anni fa.

Si pensa che la parola giapponese urushi derivi da 'uruwashi' (bello, gradevole) e 'uruosu' (umido e lussuoso).


Inizialmente questa linfa era utilizzata, per le sua qualità adesive, nella realizzazione di armi da guerra e da caccia. Successivamente sono emerse altre caratteristiche, come il fatto che gli oggetti trattati, oltre alla bellezza, guadagnavano in robustezza e impermeabilità, al punto che gli oggetti del periodo Jomon conservano ancora oggi consistenza e brillantezza.

L'Urushi è molto resistente agli acidi, alcali ed alcool. Inoltre, resiste a quasi 300 gradi centigradi (600 gradi Fahrenheit) di calore. Il suo unico difetto è la vulnerabilità ai raggi ultravioletti, come gli altri prodotti naturali.



La raccolta

L'Urushi è raccolto mediante tagli sul tronco dell'albero. Da giugno a novembre, queste incisioni parallele sono praticate sul tronco, a intervalli regolari, per far scolare la linfa (Urushi grezzo).

Durante i 14 a 15 anni, periodo medio in cui la linfa può essere raccola, ogni albero produce solo circa 200 grammi di Urushi. Fatto questo che ne determina rarità e valore commerciale.

Componenti

La linfa è composta da urushiol, gomma ed elementi di azoto liquido. E' l'urushiol che conferisce le particolari caratteristiche di questa lacca, maggiore la sua percentuale, migliore il prodotto. E' stato verificato che questo componente è presente in misura maggiore nelle piante giapponesi, quindi in quelle della Cina e del Vietnam.



La proprietà
L'
Urushi differisce sostanzialmente dalle altre lacche dal modo in cui si asciuga. Infatti non segue un processo di essiccazione, ma richiede invece l'esposizione a temperature ed umidità specifiche (cioè tra 10-20 gradi centigradi e tra il 70 e il 90 per cento di umidità). Nell'ambito di queste condizioni le componenti significative di urushiol e lacca subiscono una trasformazione chimica che produce una "cortina" cioè lo strato di lacca.

Una volta indurita, la lacca, crea una guaina resistentissima e brillante, dotata inoltre di grande forza adesiva.

L'
Urushi non si scioglie con l'acqua, ma con trementina, olio di canfora, o kerosene. Quando l'acqua viene applicata a urushi invece di sciogliersi, si affretta il processo di indurimento.


Altri usi di Urushi

Si dice che urushi abbia anche proprietà medicinali con effetto sull'acidità di stomaco, mani e piedi screpolati, e come tonico. Per essere commestibile, il rivestimento esterno dei semi urushi deve essere rimosso e quel che rimane deve essere macinato, ottenendo una polvere fine che viene preparata come il caffè.


La Purificazione

Dalla linfa ottenuta dall'albero vengono filtrate le impurità poi, lentamente, l'acqua contenuta evapora.

Questo processo serve a produrre la stagionatura che genera la viscosità, lucentezza e trasparenza, caratteristiche di un prodotto di qualità.
Questo lavoro si chiama "nayashi" o "kurome".



Le Varietà

La linfa tratta dall'albero Urushi è definita grezza. Quando il contenuto d'acqua evapora si ottiene il primo Urushi, denominato "chiaro". Miscelandolo con polvere di ferro si ottiene l'urushi nero. Queste tre grandi categorie sono la base per le tecniche decorative della lacca.


Ki-Urushi (Urushi grezzo)
Suki-Urushi(Urushi chiaro)
Kuro-Urushi(Urushi nero)


La struttura degli oggetti

Il nucleo degli oggetti che vengono laccati può essere in ceramica o metallo. Nei tempi antichi venivano utilizzate anche pelli di animali.

Nell'immagine a destra vediamo la preparazione al tornio di oggetti di legno che, in seguito, verranno dipinti.



Tessuto

Per rinforzare ulteriormente la struttura, mantenendola allo stesso tempo flessibile, sulla struttura rigida (ad es. legno) viene applicato del tessuto utilizzando urushi grezzo. Quindi viene applicata una sostanza appiccicosa chiamata sabi.

Successivamente sopra lo strato di tessuto, viene applicata con una spatola una polvere di lucidatura e acqua per perfezionare la forma.

La laccatura viene eseguita a mano da un artigiano esperto, spesso usando i polpastrelli, lavorando in ambiente protetto, con una temperatura di 20 gradi e un'umidita del 55 %. In questa fase, la lacca puo provocare forti reazioni allergiche a contatto con la pelle, anche se gli artigiani più esperti dicono di esserne immuni.



Lacca, soffice come la pelle

Al fine di creare una guaina sopra l'applicazione di tessuto, vengono applicati almeno due strati succesivi di lacca (solitamente sono molti di più), quindi lo strato superiore e definitivo.




Varietà di lacca

kakiawase nur
trama del legno visibile sotto la lacca

nunome Nuri
trama del tessuto visibile sotto la lacca

kiji tamenuri
trama del legno visibile sotto la lacca marrone chiaro

Tamenuri
lacca color marrone chiaro

Ikkannuri
lacca sulla cartapesta

roshoku Nuri
lacca nera cerosa, finita a specchio






Decorazione

La lacca viene applicata a strati, aspettando la completa asciugatura, prima di passare a quello successivo. In tal modo si forma una crosta dura che può essere intagliata. Le parti cave vengono riempite con strati di lacca di colore contrastante o altri materiali, soprattutto madreperla. Un'altra tecnica, posteriore, consisteva nell'applicare strati di lacca di colori diversi, poi si intagliava lo strato superficiale (solitamente nero) per far affiorare i diversi colori.

Altre tecniche decorative sono gli intarsi con l'oro (chinkin), i modelli incisi (kinma) e le immagini nascoste (mittae).

Materiali usati: polvere d'oro (kinpun)

polvere d'argento (ginpun)
metallo lavorato (kanagu)
lamine d'oro (kirikane)
intarsi di madreperla (raden)


"La cassa di Mazarino" di artista sconosciuto risalente al 1640, conservata al Victoria & Albert Museum di Londra.


I maestri laccatori hanno prodotto opere squisite sviluppando, dall'VIII secolo fino ad oggi, tecniche di lavorazione e decorazione assolutamente originali. L'uso della lacca in Giappone comprendeva non solo suppellettili ed arredi domestici (oku-dōgu) e di rappresentanza (omote-dōgu), ma pure oggetti religiosi, attrezzatura da guerra e . Durante il Periodo Edo (1603-1868) quest'arte raggiunse il suo culmine con la lavorazione di materiali diversi (metalli nobili in polvere, foglia o lamina, madreperla bianca e iridescente, avorio, tartaruga, ceramica, e anche guscio d'uovo e la pelle di alcuni pesci)che venivano inglobati, protetti e decorati con l'Urushi.



Makie: Urushi più oro


Hira Makie (piatto)
La tecnica più usata consiste nell'applicare uno strato di Urushi, quindi cospargerlo con polvere d'oro, quindi applicare un altro strato di Urushi e lucidare.

Taka Makie (in rilievo)
Pittura su motivi in rilievo usando del Sabi (vedi sopra), Sumi, oro o argento in polvere. Viene posta una base, con motivi in rilievo creati con i materiali citati, quindi viene applicato la strato superficiale di Urushi.

Togidashi Makie (lucido)

E' una tecnica per la quale un disegno dipinto viene applicato su uno strato intermedio di lacca, sul quale viene poi spalmato un altro strato di Urushi. Quindi l'intera superficie è lucidata in modo che salti all'occhio. Si dice che questo sia il metodo originale makie.


Hira Makie (piatto)
Taka Makie (in rilievo)
Togidashi Makie (lucido)

Queste decorazioni makie, letteralmente "pittura cosparsa", sono le più famose ed apprezzate. Vengono eseguite da un artista specializzato, chiamato " makieshi". Quest'arte, iniziata nel IX secolo, i disegni e i motivi decorativi vengono realizzati cospargendo polvere d'oro (o d'argento) sulla lacca, con cannucce di bambù schermate da garza. Questa tecnica prevede lavorazioni diverse per il fondo e per il disegno. Il fondo può essere tenue (usumaki), medio (chūmaki) o completo (ikakeji), assumendo l'aspetto di una superficie metallica. Alternativamente può creare effetti come il "fondo buccia di pera" (nashiji), nel quale il rivestimento di particelle metalliche scabre e irregolari, coperte di strati di lacca gialla trasparente, somiglia alla buccia della pera giapponese (nashi). Le decorazioni makie possono essere piane (hiramakie), a rilievo (takamakie) e inglobate nel fondo (togidashimakie).
In questo modo il disegno appare come velato dall'acqua.



Lucidatura

In questa fase l'artigiano usa spesso i polpastrelli, sfregando vigorosamente sullo strato superficiale di lacca della polvere di ossido di titanio che fa emergere la definitiva brillantezza. Anticamente per questa operazione si usava una polvere ricavata da corna di cervo.

Per ottenere un oggetto finito sono richiesti più mesi di lavoro, anche fino ad un anno, con il coinvolgimento di diversi specialisti. Maggiore il numero degli strati di lacca utilizzati, più lunghi diventano i tempi di asciugatura, maggiore pregio acquista l'oggetto in questione.
Lo stile di questi lavori rispecchia la cultura millenaria in cui è radicato, basato su natura, armonia, semplicità e serenità.


Okumura Toshinobu (attivo nel 1717-50)
'Giovani amanti sul monte Fuiji', 1720 circa.
Urushi-e (stampa lacca). Firma: eshi-Yamato Okumura Toshinobu hitsu, Timbro: Okumura, Editore: Izumiya Gonshiro.


Urushi-E

La lacca compare anche nelle famose stampe giapponesi. Questi lavori prendono il nome di Urushi-e.

Letteralmente, "immagini di lacca". L'Urushi viene usato come collante miscelato con l'inchiostro nero, poi brunito dopo la stampa, per emulare la lacca.


Stampe raffinatissime, dipinte a mano usando nuovi colori come il rosso e il giallo, insieme alla polvere d'oro, sono state realizzate nel periodo 1720-40.

Generalmente Ukiyo-e o 'immagini del mondo fluttuante' è il termine utilizzato per descrivere le xilografie popolari giapponesi e i dipinti del periodo Edo (1615-1868).

Questa stampa stata creata ripassando a mano le linee di contorno di una xilografia, poi colorandola a mano, con Beni (rosso di cartamo), come colore predominante. Tali stampe sono note anche come Beni-e.

Stampe urushi-e, come quella qui a destra, venivano colorate a mano. Per le zone nere veniva usata una miscela di colla animale e pigmento nero (o anche lo stesso Urushi, ma questo rendeva il procedimento molto più costoso) che conferiva al colore ottenuto la lucentezza della lacca.



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