Cultor College

 

L'autore:
Timothy Allen è nato a Tonbridge nel sud-est dell'Inghilterra nel 1971.
A 22 anni, dopo essersi laureato in zoologia all'università di Leeds ha lasciato il Regno Unito ed ha trascorso tre anni in giro per l'Indonesia, dove si è scatenata la sua passione per la fotografia. Negli anni novanta, dopo essersi diplomato in fotografia, si è aggregato ad un convoglio di aiuti per la Bosnia al fine di realizzare il suo primo progetto di reportage. In seguito si è trasferito a Londra dove ha iniziato a lavorare per il Sunday Telegraph, collaborando con tutte le pubblicazioni inglesi di grande formato, passando poi all'Indipendent.

Timothy Allen
Timothy è entrato nell'Agenzia fotografica Axiom nel 2002, portandola a coprire una vasta gamma dinamica di storie globali.

Negli ultimi anni, il suo lavoro si è focalizzato sulle società indigene rimaste ancora sul nostro pianeta per documentare la diversità del patrimonio culturale dell'umanità.
I suoi servizi, che gli hanno meritato molti premi e riconoscimenti, lo hanno portato in ogni angolo del globo, dalle cime del'Himalaya alle profondità del
mar Cinese Meridionale, passando per l'Artico, la foresta pluviale tropicale e molte altre località sperdute.

Ultimamente Timothy ha passato quasi 2 anni con la troupe della BBC durante la produzione della serie televisiva Human Planet.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Copyright 201-12 Timothy Allen

Timothy Allen



Scattare migliori foto di viaggio
5 suggerimenti pratici che possono aiutare

di Timothy Allen ©


Scattare la foto ideale magari richiede di stare sospesi per un bel po'….

Una ricerca pubblicata recentemente ha suggerito che ci sono circa 3,5 miliardi di fotocamere attualmente in uso, in tutto il mondo. La realtà di questa statistica sarà fin troppo familiare a coloro che viaggiano e scattano fotografie: significa che nelle parti più belle e più interessanti del nostro pianeta, se si decide di puntare la fotocamera su qualcosa, sarà più che probabile che si dovrà condividere questo soggetto almeno con un altro sensore digitale.

Quindi cosa rende la foto di viaggio di una persona migliore di un'altra? .. E come si può migliorare la qualità della tua? Bene, l'esperienza dei miei anni di viaggi ha reso sempre più evidente che la chiave per imparare a scattare immagini davvero buone dipenda soprattutto da due fattori:

Esperienza di vita ed esperienza della fotocamera.

L'esperienza di vita è un viaggio molto personale che ogni fotografo fa essenzialmente da solo. Il modo per imparare dall'esperienza di vita di altri fotografi è quello di studiare le loro fotografie e usarle come ispirazione per il vostro viaggio, ma per quanto mi riguarda non posso certo dirvi come debba svolgersi la vostra esperienza di vita. Solo voi potete far sì che questo processo avvenga.

L'esperienza con la fotocamera, invece, è qualcosa che è un po' più facile comunicare. Rappresenta l'interfaccia tra la vostra esperienza di vita e le vostre foto ed è qualcosa che sembra evolversi in maniera molto simile in tutta la carriera della maggior parte dei fotografi. Come tale, è certamente qualcosa che io posso essere in grado di offrire ad alcuni di voi, con vari aspetti molto interessanti.

Internet è pieno di suggerimenti su come migliorare la vostra fotografia, molti però sembrano ignorare il semplice fatto che la fotografia è una forma d'arte intuitiva, che deve tutto alla nostra innata capacità umana di capire che cosa è che tutti noi troviamo bello o interessante, piuttosto che un qualsiasi insieme di leggi cerebrali che potremmo imparare a memoria. Così non sto pensando di centrare questo articolo sulla regola dei terzi o sul 'momento decisivo' o su tutti quegli argomenti tecnici che, penso, saranno appresi naturalmente da chi pratica questo mestiere con grande passione.

Invece, qui ho riassunto cinque semplici scelte pratiche che ho fatto nella mia carriera, nel corso degli anni, che sicuramente mi hanno aiutato a migliorare la qualità delle mie immagini. Provatele ... per me hanno funzionato bene.


1. Quando fotografate le persone, smettete di usare tanto le lenti lunghe.

Dopo tanti anni di valutazioni dei lavori degli aspiranti fotografi, posso tranquillamente affermare che i due problemi più comuni che riscontro sono: la tendenza che induce disillusi fotografi di viaggi ad accumulare enormi collezioni di immagini mediocri e una dipendenza malsana ad usare lenti lunghe quando si riprendono le persone.
Mi dispiace dirlo ragazzi, ma per la maggior parte delle persone la scomoda verità di questa dipendenza è il fatto che dipende da una cosa e da una cosa soltanto: la paura.

Non credo sia una coincidenza il fatto che nella lingua inglese si sia evoluto l'utilizzo del verbo 'take' (prendere) per descrivere l'azione di scattare una foto. Secondo me questo accenno etimologico serve per ricordarci che quando fotografiamo qualcuno, forse non dovremmo trascurare il fatto che, in realtà, stiamo prendendo qualcosa da loro e che in quasi tutti gli altri aspetti della nostra vita, quando prendiamo qualcosa da qualcuno, di solito prima chiediamo e dopo ringraziamo.

Perchè dovrebbe essere diverso nel campo della fotografia? Chiedere e ringraziare coinvolge il contatto con le persone e le lenti lunghe fanno sì che questo sia facile da evitare. Tendono a mettere una grande distanza, sia fisicamente, che emotivamente tra voi e la gente che state fotografando, isolandovi da ogni possibile interazione intima col vostro soggetto.

L'ho visto molte in passato: questo porta alla mancanza di intimità nelle immagini.

Lasciare nella borsa i grossi calibri significa dover avviare la connessione con i vostri soggetti. Conosco fin troppo bene quanto possa risultare snervante questa fase. Credetemi quando dico che dopo tutti questi anni ho ancora una stretta allo stomaco quando devo affrontare un estraneo per fotografarlo. Questo è un fattore della mia vita, ma per quanto mi riguarda una vita sana e corroborante comporta anche affrontare un sacco di sentimenti scomodi. Sono presenti e dobbiamo averne coscienza, quindi se vi riconoscete in quello che sto dicendo, anche se provate del timore, seguite ugualmente il mio consiglio se volete che le vostre immagini risuonino di intimità.

Non fraintendetemi. C'è un posto posto nel mondo anche per le lenti lunghe... io uso un 200 millimetri f 2.8 e un 400 millimetri f 5.6, ma vorrei dire che in genere tendo ad usarli, quando sto scattando tra la gente, per condensare i contenuti dello sfondo della mia inquadratura. Tuttavia, utilizzare una lente lunga per cogliere le persone tra la folla, come un cecchino, è certamente qualcosa che non approvo. Non fatelo, se volete che le vostre immagini si distinguano dal resto delle fotografie anonime che vengono abitualmente riprese dai fotografi che usano questi obiettivi.


Utilizzo di una lente lunga per condensare i contenuti di sfondo dell'immagine (400mm)

"Che dire del fatto che quando si utilizza un obiettivo lungo si ottengono scatti più naturali delle persone, perché non sanno che le stai riprendendo?"

Ingenuo? .. Sì, forse .. Sciocco? .. sicuramente. Ho sentito spesso questo argomento utilizzato per giustificare il fatto di nascondersi dietro una macchina fotografica, favorendo la pigrizia e la produzione di immagini sciape e blande. Perché non cercare di ottenere uno scatto genuino con un obiettivo corto? ... Ora che questo fa parte delle nostre competenze.

Provate questa tecnica la prossima volta che decidete di avvicinarvi a qualcuno/a che volete fotografare. Invece di scattare come un fulmine, provate a chiedere se non gli dispiace se li accompagnamo per un po', mentre scattiamo qualche foto. Se dicono di no, io li ringrazio e vado avanti. Invece, se sono d'accordo, secondo la mia esperienza, dopo poco tempo non fanno più caso al fotografo e le immagini risultano molto più personali. Questa tecnica funziona particolarmente bene quando si stanno visitando le persone nelle loro case. Basta fare in modo di concentrarsi sul fatto di allacciare un rapporto interpersonale, il che significa anche dimenticare la fotocamera. La qualità delle immagini sarà un riflesso diretto del grado di impegno e coinvolgimento sia con il soggetto che con il suo ambiente ... e nella mia esperienza, la parte più importante ed interessante si questa esperienza avviene quando le macchine sono chiuse nella loro borsa.

2. Iniziate ad utilizzare lenti veloci

Non molti lo sanno, ma un fisso 50mm f1.8 probabilmente è l'obiettivo più economico che si possa acquistare per la vostra DSLR. Purtroppo, la prima cosa che molti aspiranti fotografi fanno, dopo aver speso una piccola fortuna per una fotocamera digitale di ultima generazione, è spendere una quantità esorbitante di denaro per acquistare un obiettivo zoom che, anche se dispone della messa a fuoco e dell'esposizione più avanzata, molto spesso verrà utilizzato sempre con un'apertura di f3.5.

Per me, alcune delle foto migliori capitano nei luoghi dove la luce è delicata e morbida. (Vedere il suggerimento n. 4). Questi sono i luoghi in cui le lenti fisse veloci entrano realmente nel loro elemento. Ambienti illuminati solo dal fuoco, corridoi bui, la mattina molto presto e la sera tardi ... per ottenere immagini nitide ed incise in questo tipo di ambienti avrete bisogno di una lente con un diaframma che si apre ad almeno f2.

A volte sento dire che è possibile compensare una piccola apertura aumentando gli ISO. Questo, a mio parere, è un grave errore. Se ritenete che questo sia vero, allora perderete gli incredibili benefici che derivano dall'utilizzo di ottiche fisse veloci. Anche il vostro costoso obiettivo zoom f2.8 avrà problemi in una stanza illuminata a lume di candela, ma risulterà bene con un 50mm f1.4 relativamente poco costoso, in modo che l'ambiente in cui vi trovate prenda letteralmente vita.

Quando la gente canta le lodi delle lenti fisse tende a concentrarsi sui fenomeni d'immagine che questi obiettivi producono, in particolare l'effetto bokeh e la profondità di campo (davvero minima), che queste lenti possono dare. Anche se mi rendo conto che queste sono le caratteristiche migliori per la vendita di questi obiettivi, quello che in realtà mi stimola di più, sul loro uso, è il modo in cui possono modificarere il nostro atteggiamento verso l'immagine, aprendo nuove possibilità.
Che consentano di avventurarsi in situazioni di scarsa illuminazione è un'opportunità ovvia, ma molti dei modi in cui possono influenzare la fotografia, nella mia esperienza, tendono ad essere un po' più esoterici .
In qualche modo, la loro chiarezza e semplicità visiva influenzerà il modo in cui si sceglie di utilizzarli e questo può avere un effetto molto profondo sul tipo di immagini che si producono. Queste lenti ci costringono anche a zoomare con i piedi, piuttosto che regolando il nostro obiettivo, offrendo prospettive più dinamiche ad ogni situazione, inducendoci ad un'ispirazione più minimalista e più semplice della fotografia, che sicuramente si rifletterà nel vostro immaginario.

A volte, sento dire che le lenti zoom incoraggiano la versatilità mentre un bell'obiettivo fisso può indurre a diventare bravi con una sola focale. Nella mia esperienza, una volta che hai iniziato a utilizzare i fissi, è difficile tornare indietro.


85mm - f1.2 - 1 / 8000 sec - ISO 50

Nel corso degli anni ho posseduto quasi ogni obiettivo in commercio, ma posso onestamente dire che non c'è ancora niente di meglio della sensazione di uscire tra una folla di persone al tramonto, con solo un 50mm f1.2 e un sorriso. Questa, a mio parere, è la fotografia nella sua forma più zen.
Se non avete mai posseduto un fisso, magari provate a comprare un 50mm f1.8, potrebbe cambiarvi la vita.

3. Smettete di usare l'esposizione automatica

Nella mia esperienza, tanto migliora l'abilità fotografica, tanto più si iniziano a rifiutare le funzioni automatiche della fotocamera (escluso l'autofocus, che funziona diversamente). La prima ad essere abbandonata sarà, senza dubbio, l'esposizione automatica. Le moderne fotocamere non sono troppo male nel valutare l'esposizione quando si è ripresa in luce 'piatta', ma a parte questo sono terribilmente ingenue quando si tratta di valutare ciò che si vuole veramente. Fortunatamente per voi, le reflex digitali permettono di rivedere immediatamente l'immagine, per cui ai giorni nostri non ci sono scuse per sballare la vostra esposizione.

Una volta che si inizia a prendere sul serio la fotografia, controllare ogni aspetto della vostra esposizione diventerà imperativo, soprattutto se seguite i miei consigli 2 e 4 ed iniziate le riprese in condizioni di luce scarsa.

Da molti anni sto usando più o meno la stessa tecnica semplice per esporre manualmente: mentre faccio in modo di essere sempre consapevole dei cambiamenti dell'intensità della luce, entrando in ogni nuova situazione la prima cosa che faccio è misurare le alte luci. Questo significa fare una corretta esposizione per la parte più luminosa della situazione che inserirò nella mia inquadratura. Allora so che posso scattare seguendo le mie sensazioni fino a che noto un cambiamento di luce; a questo punto regolerò l'apertura (o la velocità dell'otturatore) utilizzando i rispettivi quadranti della mia macchina fotografica.


Immagini del genere sono impossibili da scattare con l'esposizione automatica

Più spesso che no, a meno che non si scatti in esterno in una giornata molto variabile o contrastata (che non è consigliabile in ogni caso ... vedi il consiglio n. 4), oppure in una situazione in cui una sorgente di luce è irregolare (ad esempio attorno al fuoco di notte ), l'esposizione sarà relativamente costante e facile da seguire, una competenza che alla fine vi troverete ad attuare inconsciamente. Tuttavia, all'inizio, quando si sta imparando ad esporre manualmente potrebbe essere necessario scattare una prova rapida per controllare l'esposizione sullo schermo della fotocamera, ogni volta che si sente che l'intensità della luce è cambiata.
Ma non vi preoccupate, con l'andare del tempo, questa competenza diventerà una seconda natura. Lo prometto.

4. Iniziate a scattare più foto al di fuori dell''orario d'ufficio'

Di volta in volta, i fotografi che stanno cercando di entrare nel settore mi mostrano i loro portfolio di viaggio e mi stupisco di vedere che il 99 per cento delle loro immagini sono state scattate nella luce cruda del sole pieno. C'è normalmente un motivo molto semplice per questo. Prevalentemente, le persone non amano alzarsi presto e verso le 17:00 iniziano ad avere fame per la cena, perciò io penso che molti fotografi lavorino proprio seguendo le ore di ufficio solo perché questo è quello che fanno tutti e rende loro la vita più facile.

Bene, se siete una di quelle persone allora ho paura di dire che la vostra fotografia ha colpito un muro ... un muro che non si potrà superare a meno di iniziare ad avventurarsi in situazioni di illuminazione più delicata. Questo significa uscire al di fuori delle ore di lavoro della vostra guida turistica o se ciò non è possibile, inghiottire ogni timore e bussare a qualche porta per andare a visitare le persone nelle loro case e luoghi di lavoro durante il giorno.

Sento già che molti di voi già protestano ... "Molti eventi culturali avvengono solo alla luce del sole!"
Sì, questo può essere vero, ma io vi dico ... scattare un'immagine sorprendente in una luce fantastica vale centinaia di immagini ambientate nella luce cruda di una giornata di sole. Questa è la mia opinione. Nella mia esperienza, si può sempre trovare un modo per fare almeno uno scatto in piena luce, non importa quale sia la situazione. Si deve solo pensare un po' fuori dagli schemi e fare un piccolo sforzo in più per contribuire a realizzarlo.


Niente batte la luce dorata del sole al tramonto

Durante il giorno quando c'è il sole, le riprese in interni consentono di lavorare se la luce esterna è dura.
Più spesso che no, tutto ciò che serve è una stanza con solo una singola finestra o una porta che lascino entrare la luce per produrre una bella immagine. Per un modo semplice di scattare un ritratto senza tempo, quando il sole là fuori è troppo duro, la cosa più semplice da fare è portare il soggetto all'interno, posizionarlo di fronte alla fonte di luce e scattare da una posizione al loro fianco in questo modo:


Se la luce è troppo dura fuori, portare il soggetto all'interno

E' una semplice tecnica utilizzata da fotografi professionisti di tutto il mondo e può migliorare notevolmente la qualità del vostro portfolio. Tutto ciò che serve è un po' di sforzo organizzativo supplementare e del tempo per relazionarsi con la persona che si desidera fotografare. Oh .. e cercate di non dimenticare il vostro per favore e grazie.

Per quanto mi riguarda, quando si lavora all'esterno si dovrebbe iniziare a scattare il più possibile intorno all'alba e dal tardo pomeriggio in poi, anche di notte, quando si può lavorare con le temperature di colore di molte luci artificiali, per migliorare le immagini. Se c'è qualcosa o qualcuno in particolare che si desidera fotografare all'esterno, allora il mio consiglio è di non cominciare a pensare di scattare qualsiasi foto fino a quando il sole non è basso nel cielo.

5. Passa al pulsate 'back focus'

Il mio consiglio finale è solo per coloro che fanno uso della messa a fuoco automatica, ma vorrei tentare di indovinare che questo è probabilmente il 100 per cento di chi sta leggendo. E' una tecnica molto semplice che rende la composizione e la messa a fuoco automatica molto più facili e più veloci.

Per quanto ne so, tutte le fotocamere sono dotate della funzione di messa a fuoco automatica assegnata al pulsante di scatto per default. Premere a metà questo pulsante causerà la messa a fuoco prima di premere a fondo il tasto per scattare la foto. Se si desidera mantenere questa impostazione si dovrebbe mantenere questa posizione di metà corsa dopo ogni fotogramma, ma spesso si finisce per rifocalizzazare dopo ogni scatto singolo o a raffica.

Riassegnando la funzione di messa a fuoco automatica ad un pulsante dedicato sul retro della fotocamera è possibile liberare il pulsante di scatto, lasciandogli fare solo una cosa, la cosa che sa fare meglio ... scattare la foto. Con questa nuova configurazione, (usando una DSLR Canon in modalità manuale), il pollice è ora utilizzato per la messa a fuoco con il tasto posteriore e la regolazione dell'apertura con la ghiera posteriore mentre l'indice scatta le immagini con il pulsante di scatto e regola la velocità dell'otturatore con la rotella superiore.

Io di solito ottengo sguardi fissi nel vuoto quando dico alla gente di passare a questa configurazione, quindi non preoccupatevi se siete nella stessa condizione davanti al vostro schermo. Tuttavia, devo ancora incontrare qualcuno che è tornato ad utilizzare il pulsante di scatto alla vecchia maniera, dopo aver padroneggiato questa nuova configurazione. All'inizio ci vuole un po' di tempo per abituarsi, ma una volta che diventa una seconda natura vi chiederete come mai prima lavoravate diversamente.

Non posso parlare per gli utenti di Nikon, ma per tutti voi Canoniani che usate la 5D là fuori, ecco come fare... nelle funzioni personalizzate: C. FnIV: Operazione / Altro, C. FnIV-1 il pulsante AF-ON deve essere impostato a 3; la Commutazione AF-ON/Blocco AE deve essere impostata a 1: Attivo (il menù C. FnIV ora dovrebbe riportare: 3 1 0 0 0 0). Questo renderà il tasto (*) posteriore in alto a destra della fotocamera il pulsante messa a fuoco automatica, disattivando l'usuale messa a fuoco automatica sul pulsante di scatto.

Per me, un pulsante dedicato al fuoco è essenziale per la ripresa veloce di azioni di movimento, con un piano focale mutevole.

Un breve riepilogo

1. Sfidate l'abitudine e perdete la dipendenza dal vostro amato obiettivo lungo.

2. Lasciate che le lenti veloci vi conducano all'avventura nel crepuscolo.

3. Riprendete il controllo della vostra macchina fotografica imparando ad esporre manualmente.

4. Alzatevi presto, continuate a scattare fino a tardi e lasciate perdere il sole di mezzogiorno.

5. Provate il pulsante di messa a fuoco automatica. Ha funzionato per me e migliaia di altri.

 

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