Cultor College



Tantra

Arte della Filosofia - 2
simbolismo, realizzazione ed estetica dell'Arte tantrica

metafisica visiva


Questa è la seconda parte del saggio realizzato grazie alla collaborazione di Kumar Nitin di "Exotic India" una delle più importanti Gallerie d'Arte indiane, con la sede centrale a Nuova Delhi e una succursale negli Stati Uniti.
"Exotic India" si occupa di tutto quanto riguarda l'arte indiana: dipinti, sculture, gioielleria, tessuti e libri.
< prima parte

Il Cerchio

Si trova molto spesso negli yantra e deriva principalmente dal moto di rivoluzione dei pianeti. Simboleggia la totalità o la completezza e rappresenta il principio che non ha inizio, né fine, per esempio il tempo. Una perfetta entità simmetrica , equidistante dal centro in tutti i punti, indica il regno della radiazione che procede dal grande centro. In altre parole, un campo circoscritto di azione.

Quando utilizzato in uno Yantra, un cerchio è solitamente posto all'interno di un quadrato, modello descritto qui di seguito:


Il Quadrato

E' il formato fondamentale di molti Yantra. Ha un significato logico: il mondo fenomenico si estende in quattro direzioni che rappresentano la totalità dello spazio mantenendo unita la terra. Il quadrato è anche la manifestazione più semplice e perfetta del numero quattro, in virtù delle quattro linee eguali che delimitano la perfezione della sua forma. Quindi è visto come il simbolo perfetto per indicare il mondo terrestre. Questo mondo fisico, mondano, è quello che deve essere superato con la pratica spirituale.

Il modello quadrato ha quattro porte, una in ciascuno dei punti cardinali. Sono note come porte cosmiche, perché è attraverso di loro che l'aspirante entra simbolicamente nello Yantra. Rappresentano il passaggio dal mondo terreno a quello interiore, lo spazio sacro dello Yantra. Queste porte sono anche una soglia di iniziazione. Si ritiene che questi passaggi siano custoditi da forze divine che proteggono l'interno del recinto sacro, da forze negative e di disintegrazione.


Il Loto

Nell'arte tantrica il loto è il simbolo dell'espansione della coscienza, che porta l'aspirante dal buio degli abissi dell'ignoranza alle altezze radianti del risveglio interiore. Grazie alla sua superficie liscia e oleosa il loto non è influenzato dalle acque in cui cresce. Quindi proprio come la pianta di loto cresce nel 'buio del fango' e i suoi fiori spuntano gradualmente in superficie dalle acque, immacolati dal fango e acqua che li alimentano, così il sé interiore trascende oltre i suoi limiti materiali, senza macchia, non corrotto da illusione ed ignoranza.

Il fiore di loto è uno dei principali simboli archetipi utilizzati in uno Yantra. Generalmente centrato sull'asse con i suoi petali aperti verso la circonferenza, è l'immagine appropriata per illustrare il dispiegarsi della potenza dell'essenza divina.

A causa della sua associazioni con lo sviluppo e l'espansione della vita il loto rappresenta la manifestazione del fiore dell'anima nel processo di realizzazione spirituale. Nella cosmologia antica, il loto è anche associato ai miti della creazione, spesso è raffigurato mentre scaturisce dall'ombelico di Vishnu, per sostenere e generare Brahma, il creatore.

Dopo che Brahma ha creato l'universo, Vishnu viene al mondo in una delle sue dieci forme o incarnazioni, per mantenere l'ordine e garantire la giustizia.

E' il ciclo della creazione. Alla fine Shiva danza e l'universo viene distrutto.

Brahma si addormenta, il loto si chiude e torna nell'ombelico di Vishnu. Vishnu dorme poi sulle spire del serpente e il processo ricomincia nuovamente. Il loto rappresenta quindi il dispiegamento di una nuova era (yuga in sanscrito), analogamente in uno yantra significa il risveglio del sé interiore.

Fin dai primi tempi, il loto è sempre stato un simbolo del cuore, la sede del Sé. Gli Yogi credono che ci siano reali centri spirituali dentro di noi, la cui natura essenziale e luminosità possono essere sperimentate durante la meditazione. Questi centri spirituali sono spesso rappresentati simbolicamente come fiori di loto, e la loro 'apertura' implica lo stato di riposo completo quando lo scopo della meditazione yogica è raggiunto.

In ultima analisi, anche se uno Yantra è composto da diversi elementi, l'obiettivo fondamentale del rituale e della meditazione è quello di fondere tutti queste dimensioni, per facilitare l'adepto nel cammino spirituale, come segue:
La parte più esterna del santuario ha uno spiazzo di fronte ad ognuno dei suoi quattro cancelli, rappresentazione bidimensionale di una serie di bassi gradini che conducono da terra al piano rialzato del santuario.

Questo parte è la sede della divinità ed è il modello su cui è costruito esattamente un tempio indù. Quindi ogni tempio hindù è uno Yantra.

Una volta che il ricercatore spirituale entra nel recinto quadrato e comincia ad avvicinarsi verso il centro, il simbolo del fiore di loto rappresenta il risveglio della sua coscienza interiore al suo massimo potenziale. Mentre il viaggio procede, l'adepto incontra i vari aspetti della manifestazione inerente alla natura, simboleggiata dal maschio e dai principi di sesso femminile (i triangoli). Questi sono delimitati all'interno di un cerchio. Vuol dire che tutta la realtà è confinata all'interno di questi concetti. Il viaggio verso il centro comprende sia la distanza che il tempo e questo continuum spazio-tempo è rappresentato dal alinea retta.

Infine, il devoto raggiunge il centro, il serbatoio di ogni conoscenza e la meta finale del suo viaggio. Ma la consapevolezza spirituale generata in lui durante la sua penetrazione all'essenza centrale gli fa capire che questo punto non è altro che il centro del propria cuore, il regno più profondo del suo essere. Questa realizzazione è l'obiettivo ultimo dello Yantra.


Rappresentazione del corpo umano come un simbolo dell'universo

Nel pensiero tantrico il corpo umano è visualizzato come un microcosmo dell' universo. Si ritiene che il dramma completo dell'universo è ripetuto in questo stesso corpo.

L'intero corpo con le sue componenti biologiche e i processi psicologici diventa uno strumento attraverso il quale si rivela il potere cosmico. Secondo i principi tantrici, tutto ciò che esiste nell'universo deve esistere anche nel corpo individuale. Se possiamo analizzare un essere umano, saremo in grado di analizzare l'intero universo.

Un testo Tantra dice: "Colui che realizza la verità del corpo poi può venire a sapere la verità dell'universo".
I due più importanti concetti associati con il corpo umano sono i Chakra e Kundalini.

Oltre ad aiutare a realizzare le concezioni astratte di Tantra in termini visivi, rivelano al ricercatore spirituale le verità più profonde della filosofia tantrica attraverso metafore e simboli.


Chakra

Il Tantra individua sette centri di energia nel corpo umano. Questi sono noti come 'chakra'. Chakra significa "ciò che ruota". In un certo senso fisico i chakra sono visualizzati come fiori di loto, composti da numeri diversi di petali. Ogni chakra governa un certo organo di senso e ha la sua divinità protettrice.

I sette chakra sono i seguenti:

Muladhara Chakra: Muladhara significa radice fondamentale e quindi è anche conosciuto come il chakra della radice. Si trova alla base della spina dorsale. Questo chakra ha quattro petali e guida l'organo dell'olfatto, il naso. La sua divinità è Brahma.

Svàdhishthàna Chakra: In sanscrito, significa Svàdhishthàna auto-dimora. E' situato nella colonna vertebrale nella regione appena sopra i genitali, ed è composto di sei petali. Questo chakra governa il principio del gusto, e la sua divinità è Vishnu.

Manipura Chakra: Manipura significa la città delle gemme e può essere pensato raggiante come una città di gioielli. È chiamato anche il ''Chakra ombelico" dato che si trova dietro l'ombelico. E' costituito da dieci petali di loto e la sua divinità è Rudra. Il Manipura chakra domina l'organo di senso della vista, gli occhi.

Anahata Chakra: Anahata significa suono senza percussione ed è da questo chakra che si dice si generino i suoni interiori o la musica naturale del corpo. E' composto da dodici petali ed è situato lungo la spina dorsale a livello del cuore. La sua divinità si crede sia Isha. Disciplina l'organo del tatto, la pelle.

Vishuddha Chakra: Vishuddha significa molto puro e come tale questo centro si ritiene sia molto sottile. Si compone di sedici petali, la divinità è Ardhanarishvara. Questo chakra governa l'organo del suono, le orecchie, e si trova in gola.

Ajna Chakra: Ajna significa comando, infatti questo chakra si chiama centro di comando in quanto è da qui che sono guidati gli altri chakra. Spesso è chiamato "il terzo occhio" e si trova tra le sopracciglia. E' costituito da quarantotto petali e la sua divinità è Paramashiva. Domina la mente come un organo di senso.

Sahasra Padma Chakra: Sahasra in sanscrito significa mille mentre Padma vuol dire loto, quindi questo chakra è anche conosciuto come "i mille petali di loto". E' situato nella parte superiore della testa. È il luogo d'incontro della Kundalini Shakti con Shiva. Disciplina il sistema nervoso volontario e si dice che sia la sede della coscienza pura o beatitudine finale.


Kundalini

La parola sanscrita kundalini significa arrotolato. E' l'energia femminile esistente in forma latente, non solo in tutti gli esseri umani, ma in ogni atomo dell'universo. Spesso può accadere che questa energia di un individuo si trovi in sospeso per tutta la durata della sua vita senza che lui o lei venga mai a conoscenere la sua esistenza. L'oggetto della pratica tantrica del Kundalini-Yoga è quello di risvegliare questa energia cosmica e di indurla a unirsi a Shiva, la coscienza pura che pervade l'intero universo.

Nel concetto di Kundalini Yoga Upanishad:

"La potenza divina,
Kundalini brilla
Come lo stelo di un loto giovane; Come un serpente, arrotolato intorno a sè
Tiene la coda in bocca
E si trova a riposo nel dormiveglia Alla base del corpo".

Kundalina statica, non manifestata, è simboleggiata da un serpente attorcigliato in tre cerchi e mezzo, con la coda in bocca.

Nel microcosmo del corpo umano, la dea Kundalini appare come un'energia in sospeso, ma in grado, quando si sveglia, di distruggere l'illusione di vita e di portare alla liberazione. Essa può essere risvegliata attraverso la pratica di ciò che è conosciuto come Kundalini-Yoga, un ramo particolare del Tantra esoterico.

Quando Kundalini è pronto a liberarsi, sale dal muladhara Chakra per unirsi al di sopra della testa con Shiva al Chakra Sahasra. Ma prima di questa fusione deve salire e passare attraverso ciascuno degli altri cinque chakra. Come Kundalini raggiunge ogni chakra, si apre il suo fiore, e non appena se ne va verso un chakra superiore, il loto chiude i suoi petali e si piega, simboleggiando l'attivazione delle energie dei chakra e la loro assimilazione in Kundalini. Il crescente numero di petali di loto, in ordine crescente, può essere interpretato come indicazione della crescente energia dei rispettivi chakra, ognuno funzionante come un 'trasformatore' di energie da una potenza ad un'altra.


Le immagini iconografiche

Nell'arte tantrica, un'immagine creata deve corrispondere a quello originale del testo canonico; ogni omissione, errore o svista è considerato un segno di allentamento dell'attenzione. In tal caso, l'immagine viene scartata e il processo di composizione è differito.

Il processo di creazione dell'immagine yoga è una disciplina a sé. Si pensa porti alla liberazione spirituale. Questa convinzione sposta l'obiettivo dell'arte da essere un fine in sé ad essere il mezzo di un fine. L'intento dell'artista è quello di esprimere le verità fondamentali che sono costanti per tutti, e non solo la sua verità personale. Il suo percorso è quindi quello dell'azione disinteressata, dove c'è un totale annientamento dell'io.

Non sorprende quindi che l'artista rimanga sempre anonimo. Questo non vuol dire che l'impulso creativo dell'artista sia soffocato. L'artista mentre intraprende un'attività creativa si rende conto intuitivamente che la propria auto-espressione è parte di quella collettiva, universale nel suo complesso. Questa unità di fondo agisce come un fantastico catalizzatore, convincendolo della natura sacra della sua attività e lo spinge ad adottare simboli universali nelle sue creazioni. La Shiva- linga per esempio, è un equilibrio dei modi maschili e femminili del mondo. Questo simbolo archetipico è in vigore anche prima dell'idea della storia stessa. La popolarità duratura della sua iconografia essenziale è un puntatore alla sua accettazione psicologica universale.

A causa della natura vitale del compito, i testi antichi descrivono dettagliatamente le qualità che un artista deve avere prima di poter intraprendere questo cammino spirituale. Un testo tantrico per esempio, elenca i seguenti sei elementi essenziali che un intagliatore di pietra deve apprendere alla perfezione:

La conoscenza di pietre.
Lo schema compositivo.
L'intaglio e il posizionamento della pietra.
La disposizione dei vari elementi di una scultura.
La rappresentazione dei caratteri essenziali dello stato d'animo di un pezzo.
L'integrazione finale di tutte le sue parti componenti.

La realizzazione di un'immagine iconografica nell'arte Tantra è considerata come l'equivalente della più alta forma di culto. Questa attività è considerata in grado di aprire strade spirituali per coloro che le cercano.
Di conseguenza i testi canonici definiscono i più alti standard per coloro che vogliono percorrere questa strada.


Conclusione

L'arte che si è evoluta dal pensiero tantrico rivela un'abbondante varietà di forme, varie inflessioni di tono e di colori, motivi grafici, simboli forti di significato personale e universale. Tratta e studia per trasmettere un sapere che evoca un livello superiore di percezione e lo sfruttamento di fonti dormienti della nostra consapevolezza. Questa forma di espressione non viene perseguita come speculazione per raggiungere solo il piacere estetico, ma ha un significato più profondo. A parte il valore estetico, il suo vero significato sta nel suo contenuto, il significato che trasmette e la filosofia di vita che sviluppa.
In questo senso l'arte tantra è metafisica visiva.


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