Cultor College

Una buona foto deve raccontare una storia

di Charlotte Lowrie


L'autore

Charlotte Lowrie
è una giornalista-fotografa freelance pluripremiata di Seattle. Autrice di 14 libri di fotografia, articoli su numerose riviste, come Popular Photography & Imaging e PHOTOgraphic magazine, insegna e tiene corsi di fotografia presso BetterPhoto.com.

In questo intervento sottolinea l'importanza di dare un'anima alla fotografia facendo sì che non sia solo una bella immagine, ma che racconti una storia.



Il Fotografo professionista Paolo Liebhardt descrive ciò che rende le immagini veramente grandi: secondo lui, se un'immagine non ha significato, se non racconta una storia, è solo un altro bel quadro.
Ma per raccontare bene una
storia il segreto è conoscere bene il soggetto.

Per Liebhardt questo significa passare del tempo con le persone e nei luoghi che si vogliono fotografare: "Devi dare a chi guarda qualcosa che gli faccia capire tutto.
Anche piccoli particolari, non importa dove siano, possono accendere un'immagine, altrimenti insignificante".

L'eperienza ci insegna che le fotografie sono un potente mezzo per raccontare una storia. Leslie Fratkin, fotografa professionista che lavora a New York City, riecheggia i sentimenti di Liebhardt. Per la Fratkin questo significa far sì che, coloro che conoscono bene un soggetto o una situazione o che la stanno vivendo personalmente, possano raccontare e condividere la loro storia.

Leslie
Fratkin ha sentito così fortemente le storie raccontate dalle immagini scattate dai fotografi a Sarajevo, durante la
guerra in Bosnia, che ha impiegato cinque anni per raccogliere le loro vicende, raccontate in immagini, realizzando il libro e la mostra in cui le immagini riprese da nove fotografi, appunto a Sarajevo, raccontano la storia della guerra dal loro punto di vista intensamente personale.



La parte più difficile

Raccontare una storia in un solo scatto è una sfida che non è facile.
In confronto, perfezionare gli
aspetti tecnici di un'immagine diventa un gioco da ragazzi.

Ma si tratta di una ricerca continua, in cui bisogna perseverare facendo prove, migliorandosi continuamente.

Questa sfida fotografica ha il potenziale per cambiare il modo in cui si scatta qualunque immagine, sia la foto dei vostri bambini, della vostra famiglia, della natura o scene di still-life.

Se siete come me, penserete molto riguardo a ciò che significa raccontare una storia.

Ricordate che la chiave è trasmettere il significato a chi guarda, per aiutarli a capire quello voi avete percepito e capito del soggetto ritratto.


Lezioni lungo la strada

Ecco alcune delle cose che ho imparato a conoscere usando la mia macchina fotografica per raccontare una storia:

1. Molto spesso, ciò che vedete davanti a voi è un'immagine graziosa, ma non è una storia.

2. Per capire la storia, sia piccola, grande, umoristica o profonda, è necessario contemplare, ricercare, guardare, parlare, ma soprattutto ascoltare.
Ho trascorso parecchio tempo riflettendo, leggendo e cercando di chiarificarmi il "Significato" di persone, alberi, fiumi, di luoghi e anche dei miei cani.

Sono tornata nello stesso luogo più e più volte realizzando immagini sempre migliori (leggi: più significative) in ogni viaggio successivo.

3. Ogni tanto, se siete abbastanza persistenti, il destino si presenta con una storia già bella pronta. A corredo di questo articolo ci sono due mie immagini di questo tipo. Per usufruire di queste oportunità, devi avere la macchina fotografica a portata di mano e si deve reagire in fretta. E' anche possibile perdere il momento magico, se vi dilungate ad armeggiare con la macchina e non siete pronti e reattivi a scattare.

4. A differenza di una bella immagine, una foto che cattura l'essenza di un soggetto può avere difetti tecnici senza perdere la sua rilevanza. Anche se, naturalmente, è meglio che l'impostazione tecnica della foto sia perfetta, non fa niente se l'immagine non è ineccepibile. In altre parole, essere fuori di uno stop non diminuisce l'impatto di una storia.

5. Scattare immagini significative non è facile. Una volta che ho fatta mia questa filosofia operativa, mi sono trovata a dover "trattare" con me stessa, mettendomi nella stessa situazione di quando sono a dieta o provo a smettere di fumare. Mi dico che la bellezza della natura racconta già da sola la sua storia e quindi va già bene fotografare un bel ruscello. Allora magari scatto fotografando la bellezza, ma so che se avessi studiato il ruscello, se ne avessi trovato la fonte, magari avrei trovato anche una storia, qualche particolare o caratteristica significativa, ottenendo un'inquadratura molto diversa.


6. Ci dovrebbero essere regole etiche per scattare immagini che raccontano storie. Francamente non le conosco, così me ne sono create alcune mie personali. Per esempio: ritengo sia barare impostare scatti utilizzando oggetti di scena. In altre parole, se l'aggiunta di un oggetto in una scena aiuta a raccontare la storia, è accettabile solo se l'oggetto fa parte del suo contesto naturale. Non va bene, quindi, aggiungerlo artificialmente, come fa qualcuno che per fotografare un parco si porta in auto animali imbalsamati da inserire in un'inquadratura, spacciandoli per reali.

7. Invece di scattare subito, mi guardo intorno, per conoscere il luogo, capire cosa sta succedendo e cercare di avvicinarmi, fisicamente ed emotivamente, a quello che sto vedendo. In definitiva, poi, scatto lo stesso numero di foto, ma la maggior parte è realizzata con più calma e consapevolezza.

8. L'attesa di trovare una storia e di comprenderla per coloro che sono impazienti o ansiosi di ottenere immagini per riempire in fretta la scheda di memoria, può risultare frustrante. Quindi bisogna essere pazienti,curiosi ed indagatori.

In definitiva le immagini che raccontano storie sono quelle che restano impresse più lungo nella memoria di chi guarda.
Già solo per questo motivo, vale la pena impiegare del tempo per trovare e raccontare una storia con le vostre immagini.


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