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Il Simbolismo dei Colori nell'Arte Buddhista - 1


Questo saggio è stato realizzato grazie alla collaborazione di Kumar Nitin di "Exotic India" una delle più importanti Gallerie d'Arte indiane, con la sede centrale a Nuova Delhi e una succursale negli Stati Uniti. "Exotic India" si occupa di tutto quanto riguarda l'arte indiana: dipinti, sculture, gioielleria, tessuti e libri.


Il Buddhismo esoterico è unico nel presentare, attraverso le immagini visive, il più astratto dei concetti, che acquisisce così una semplicità intuitiva, comprensibile da tutti.
Esiste nel buddhismo il concetto di "corpo arcobaleno" che simboleggia il penultimo stato di transizione della meditazione: quando la materia comincia a trasformarsi in pura luce. Si dice sia lo stato più elevato possibile nel regno del 'samsara' (ciclo della reincarnazione) prima' della 'chiara luce' del Nirvana. Quanto più lo spettro dell'arcobaleno contiene tutte le possibili manifestazioni di luce, e quindi di colore, il "corpo arcobaleno" indica il risveglio del sè interiore alla completa conoscenza terrestre cui è possibile accedere prima di salire oltre la soglia dello stato di Nirvana. Comprensibilmente, quando questo concetto è raffigurato nelle arti visive, a causa della profusione di colori, risulta spettacolare e unico.


Il mistico Padmasambhava

L'estetica buddhista tratta spesso, attraverso vari riferimenti, cinque colori (Pancha-Varna). Questi sono bianco, giallo, rosso, blu, verde e sono stati canonizzati a seguito di questa citazione dal Tantra Chandamaharosana:


- Nero: simboleggia uccisione e rabbia
- Bianco: indica il riposo e il pensiero
- Giallo: sta per limitazione e nutrimento
- Rosso: sottomissione e chiamata
- Verde: significa esorcismo


L'ordine può cambiare, ma il numero rimane sempre di cinque. Come i cinque Buddha trascendentali, personificazioni degli aspetti astratti del Buddha, tutti caratterizzati da un colore:

1. Vairochana - bianco
2. Ratnasambhava - giallo
3. Akshobhya - blu
4. Amitabha - rosso
5. Amoghasiddhi - verde

Vairochana
Akshobhya
Ratnasambhava
Amitabha
Amoghasiddhi

E' importante notare che ciascuno di questi cinque Buddha, e i loro rispettivi colori, si dice favoriscano il processo di trasformazione in cui specifiche negatività umane sono cambiate in qualità positive. In particolare si ritiene che meditando sui singoli colori, che contengono le loro rispettive essenze, possono essere conseguite le seguenti metamorfosi :

- Bianco - trasforma l'illusione di ignoranza nella saggezza della realtà

- Giallo - trasforma l'orgoglio in saggezza di identità

- Blu - trasforma la rabbia in saggezza

- Rosso - trasforma l'illusione di attaccamento nella saggezza del discernimento

- Verde - trasforma la gelosia in saggezza di realizzazione

Quindi troviamo che l'antico pensiero buddhista ha posto molta enfasi sul significato spirituale di colori, che naturalmente hanno influenzato anche lo sviluppo e la pratica dell'estetica buddhista.

Un'ulteriore indagine sui cinque colori ci porta alla Mahavairochana-Sutra, in cui si afferma che un mandala, simbolo per eccellenza del Buddhismo tibetano, deve essere dipinto in cinque colori. Prescrive inoltre che si dovrebbe iniziare l'interno del mandala col bianco seguendo poi con rosso, giallo, blu e nero.

Il Chakrasambhara-tantra prescrive che le pareti di un mandala dovrebbero essere dipinte in cinque colori mantenendo quest'ordine: nero all'interno seguito dal bianco, giallo, rosso e verde. In molti mandala, le quattro direzioni all'interno del palazzo sono contraddistinte da colori diversi. L'est è indicato dal bianco, l'ovest dal rosso, il nord dal verde e il sud dal giallo, mentre il centro è dipinto di blu. Il Kalachakra-tantra, invece, prevede un sistema completamente diverso di colori per indicare le direzioni: il nero indica l'est, il giallo l'ovest, il bianco il nord, il rosso il sud. Comunque qualunque sia l'associazione dei colori con le direzioni, il cerchio di protezione di un mandala di solito è sempre disegnato in rosso.


Mandala del Buddha, deificato come una Stupa

Il riferimento ai cinque colori è stato fatto anche in un contesto completamente diverso, vale a dire nel processo di purificazione e potenziamento degli organi di senso. Ciò si verifica durante la meditazione sulla dea Tara:

- Bianco per gli occhi
- Blu per le orecchie
- Giallo per il naso
- Rosso per la lingua
- Verde per la testa.



In una visualizzazione spettacolare, la tradizione tibetana afferma che la sillaba HUM (parte del mantra Om Mani Padme Hum), anche se di colore blu, irradia cinque colori diversi. Il punto sulla mezzaluna dovrebbe essere blu, la mezzaluna bianca, la testa di colore giallo, la sillaba ''ha" è rossa e la vocale 'u' è verde.





Colore:
Blu
Nero
Bianco
Rosso
Verde
Giallo
Significato:
ascenzione purezza
buio primordiale
odio
apprendimendo purezza conoscenza longevità
forza della vita,

il sacro,

sangue,

fuoco

equilibrio, armonia, vigore, azione,

gioventù

radici, rinuncia, terra
Visto in:
turchesi
lapislazzuli
Thangkas neri
elefante bianco
coralli,
Thangkas rossi
Tara verde
tonache color zafferano
Emozione:
ira/saggezza
uccisione / odio
riposo e pensiero
sottomissione e chiamata
esorcismo
limitazione e nutrimento
Trasforma:
ira/saggezza
odio/compassione
delusione dell'ignoranza/
saggezza della realtà
delusione dell'attaccamento/
saggezza del discernimento
gelosia/saggezza della realizzazione
orgoglio /saggezza d'identità
Buddha:
Akshobhya
-
Vairocana
Amitabha
Amoghasiddhi
Ratnasambhava
Parte del mantra Hum:
il punto
-
la mezzaluna
sillaba "ha"
vocale "u"
la testa
Parte del corpo:
orecchie
-
occhi
lingua
testa
naso
Elemento:
aria
aria
acqua
fuoco
-
terra

I quattro elementi aria, fuoco, acqua e terra sono anche individuati nella Kalachakra-tantra con quattro diversi colori: rispettivamente blu (o nero), rosso, bianco e giallo. Questi quattro elementi sono ulteriormente descritti come semi-circolare, triangolare, circolare e quadrato. Questo precorre le immagini tantriche in cui il colore e la geometria (non si escludono a vicenda) sono gli elementi fondamentali che compongono l'intero edificio del simbolismo tantrico.

Così anche se il contesto può variare, il Buddhismo identifica il significato di pochi colori principali e il loro uso è proposto in una serie di circostanze. Questi colori sono:

1. Bianco
2. Nero
3. Blu
4. Rosso
5. Giallo
6. Verde



Rama Yantra


Bianco

Non è necessariamente pensato come un colore. Si verifica quando l'intero spettro della luce è visto insieme o quando rosso, giallo e blu sono mescolati. Tutto ciò che è presentato in bianco, significa che nulla è nascosto, segreto o indifferenziato. Così anche Saraswati la dea dell'apprendimento e della conoscenza è rappresentata di colore bianco. Infatti la conoscenza e l'apprendimento non devono essere nascosti, ma essere aperti e disponibili per tutti.




Sarawasti, la dea dell'apprendimento


Si pensa che il bianco abbia una caratteristica molto fredda, come la neve, o all'estremo opposto possa essere estremamente caldo, come un metallo che brucia. Entrambe queste situazioni possono essere un pericolo per la vita e quindi ci ricordano la trasitorietà delle cose. Così la dea Tara nella sua forma che garantisce longevità per i fedeli è raffigurata di color bianco (denominata appunto Tara bianca). Simboleggia anche la purezza, la santità e la pulizia. E': 'Colei che conduce fuori oltre il buio della schiavitù'.






Tara bianca, la divina madre

Il bianco è un colore che integra e, al tempo stesso, divide le cose nello spettro dell'arcobaleno della vita quotidiana.

Il colore bianco appare in numerosi episodi della mitologia buddihsta: uno dei più noti è la nascita del Buddha. La leggenda racconta che la regina Maya, madre del Buddha, sognò un elefante bianco che, volando per aria, sfiorò il suo fianco destro. Ora gli elefanti sono ben noti per la loro forza e intelligenza, e sono anche associati con le nuvole grigie di pioggia e la fertilità. Infatti l'acqua piovana fa sì che i semi siano in grado di germinare e di far sgorgare della vita vegetativa. Il colore bianco del maestoso animale aggiunge a questo racconto un elemento di purezza e candore. Nelle sue vite precedenti Buddha era stato più volte un elefante, come indicato nella Gataka, o nei racconti della sua nascita precedente. L'elefante bianco del sogno si crede sia stato Maitreya (il Buddha del futuro) disceso dal cielo in modo da rendere possibile la nascita di Sakyamuni (il Buddha attuale). Rappresenta anche per la regina Maya una nascita casta, o l'elemento del trionfo dello spirito sulla carne (Buddha nacque appunto dal fianco di Maya).

Maya - madre di Gautama Buddha


Nero


Significa l'oscurità primordiale. Nel regno dove c'è il buio, perchè non c'è luce riflessa, c'è anche un suono che non possiamo sentire in quanto è così in alto nella scala armonica da essere inaccessibile alle capacità auditive di ogni essere fisico. La meraviglia della creazione può essere manifestata attraverso il graduale rallentamento di queste vibrazioni. Il buio diventa luce, le ombre colori, i colori suono e il suono crea le forme.

Uno degli esempi più interessanti è rappresentato dai cosiddetti dipinti in nero. La speciale categoria dei Thangka neri, i potenti dipinti dal significato profondamente mistico dove le forme balzano scintillanti e brillanti fuori da un buio trasparente. Ebbero il loro periodo di maturità nella seconda metà del XVII secolo.




Hayagriva dalle cinque teste e dalle sedici braccia con la dea Marici



La potenza estetica dei Thangka neri deriva dal contrasto di linee potenti contro uno sfondo nero, che li rende uno dei mezzi più efficaci per apprezzare la maestria tibetana nei lavori grafici.





Makala dalle quattro teste


Nella lavorazione dei thangka neri ci sono notevoli variazioni nella tecnica, al di là della rilevanza delle linee d'oro su sfondo nero e alle figure di grandi dimensioni, ci sono varie impostazioni delle figure e una varietà di colori, fiammate ed aureole.





Hevajra In Yab Yum

I dipinti in nero, apparendo relativamente tardi nell'arte buddhista, hanno aggiunto un altro mezzo con cui gli artisti possono evocare visioni di mondi misteriosi e trascendenti. Come le divinità feroci, che spesso sono l'oggetto di questi thangka, il nero simboleggia le tenebre dell'odio e dell'ignoranza, nonchè il ruolo che queste caratteristiche devono svolgere per il risveglio della chiarezza e della verità.





Mahakala Panjaranatha (Signore del Padiglione)


I
Thangka con lo sfondo nero rappresentano una categoria speciale di pittura contemplativa. Sono una variante molto mistica ed esoterica, di solito riservata per la pratica avanzata. Il nero è il colore dell'odio, trasformato dall'alchimia della saggezza in compassione. Il buio rappresenta l'imminenza dell'assoluto, la soglia dell'esperienza. E 'utilizzato per terrificanti azioni rituali, la radicale conquista del male in tutte le sue forme - non tramite l'annientamento, ma trasformando anche il male in bene. Così, nei dipinti neri (T- nagtang), il fondo nero proietta in avanti le divinità in visioni luminose di colori translucidi.





Maitreya - il Buddha del futuro


Blu

L'eternità, la verità, la devozione, la fede, la purezza, la castità, la pace, la vita spirituale e intellettuale, queste sono alcune delle associazioni che appaiono in molte culture diverse esprimendo la sensazione generale che il blu è il più freddo, più distaccato e meno "materiale" tra le varie tonalità. La Vergine Maria e Cristo sono spesso raffigurati con il blu, che è anche la caratteristica delle divinità del cielo incluso Amon in Egitto, la Grande Madre dei Sumeri, il greco Zeus (Giove per i Romani), la Indra indù, Vishnu e la sua incarnazione dalla pelle blu Krishna.




Radha Krishna



Nel Buddhismo sia il blu chiaro (azzurro) che gli aspetti più oscuri di questo colore misterioso sono importanti. Il significato di luce e ombra si riflette nella supremazia del turchese, pietra semi preziosa nella vita spirituale e religiosa quotidiana dei fedeli buddhisti, che hanno varie credenze su questa pietra. In termini generali il turchese è un simbolo del mare e del cielo blu. L'infinito nel cielo parla delle altezze infinite cui si può salire. La pietra è opaca come la terra, ma solleva lo spirito elevato, scoprendo per noi la saggezza sia della terra che del cielo.

Ciondolo di turchesi

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