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Studiare i grandi maestri della pittura
per migliorare la fotografia


di John Sevigny



La Fotografia esiste dal 1820, quindi ha una storia di meno di 200 anni. L'arte bidimensionale, invece, per quanto ne sappiamo, è un'espressione umana da oltre 20.000 anni, cioè da quando vennero realizzati i primi dipinti di animali, sulle pareti delle grotte di Lascaux, in Francia.

La fotografia, quindi, essendo la più giovane fra le arti visive, non può fare a meno di rifarsi ai millenni precedenti di creatività delle immagini. Le migliaia di anni di sviluppo, di pensiero, di ricerca e di duro lavoro che hanno segnato la storia dell'arte ci possono fornire, infatti, potenti fonti di ispirazione fotografica.

Ecco alcune delle lezioni che i dipinti dei grandi maestri possono insegnare alla fotografia.

Impressionismo: qualità della luce

La maggior parte dei fotografi è consapevole degli insegnamenti dell'impressionismo, in primo luogo perché è un movimento che lavorava con la luce naturale e le sue caratteristiche mutevoli. Claude Monet e Georges Seurat erano più interessati al modo in cui le cose venivano viste, piuttosto che creare descrizioni realistiche dei loro soggetti.

Questo movimento crebbe di pari passo con la fotografia. Dal 1860 circa in poi c'è stato un interscambio continuo, tra fotografia ed impressionismo, in quanto entrambi cercavano di definirsi uno in relazione all'altro.
Almeno un pittore, Edgar Degas, fu anche fotografo e coloro che studiano le sue composizioni riconoscono immediatamente che il suo insolito uso del taglio era intrinsecamente fotografico. In realtà, rispecchia ciò che la maggior parte di noi oggi realizza con Photoshop ed altri software di imaging.

Più che altro, l'impressionismo ci ricorda che la luce è la fonte primaria di un'immagine, dipinta o fotografata, e che la qualità della luce, che è stata l'oggetto di maggior interesse per gli impressionisti, può esaltare o distruggere una foto.

John Sevigny è nato a Miami e ha studiato inglese e storia dell'arte al Miami Dade College.

Per più di 15 anni ha lavorato come fotografo professionista per l'Associated Press, EFE News e molti giornali.

Attualmente opera come artista indipendente e raffinato fotografo documentarista.


Ha esposto le sue opere negli Stati Uniti, Portogallo e Messico, dove vive attualmente.

Sta completando un corso di specializzazione artistica alla Universidad Veracruzana.
Inoltre tiene regolarmente corsi di fotografia.

I suoi scritti sulla fotografia e le arti sono pubblicati su diverse riviste specializzate.

Le sue immagini:

Ladies' Bar - Uno sguardo sulla donne di vita nei bar malfamati di Guadalajara.

Nomads - Ritratti di immigrati centroamericani.

Red Light Ghost Town - Scatti in un quartiere a luci rosse abbandonato, vicino a Monterrey.


Chiaroscuro: Utilizzo di contrasto

Il termine "chiaroscuro" è usato per descrivere i dipinti ad olio drammaticamente illuminati, con forti contrasti, che caratterizzarono la pittura del XVI secolo. Quando un fotografo oggi esegue un ritratto che illumina un solo lato del viso, lasciando svanire l'altro nel buio, magari inconsapevolmente, sta utilizzando lo stesso strumento di Ugo da Carpi, Giovanni Baglione e, soprattutto, Caravaggio.

Il chiaroscuro è una potente tecnica dell'arte rinascimentale, usata ancora oggi da innumerevoli fotografi. Ma risulta piuttosto complicata, come sa bene chiunque abbia lavorato in studio usando una singola fonte, molto diretta, di luce. Studiare la pittura manierista e barocca è un modo per contribuire a padroneggiare questa tecnica.

Impressionismo: la luce
Una foto di Edgar Degas

Chiaroscuro: il contrasto
Caravaggio vocazione di San Matteo, 1599.

I maestri della composizione
Giudizio di Paride, Rubens, 1632 c.

Astrattismo: andare oltre
Convergenze di Pollock, 1952

I Maestri della Composizione

Il primi e migliori maestri di composizione erano i pittori e i disegnatori. La maggior parte dei fotografi è consapevole dei principi di base della composizione: le linee, la regola dei terzi, la forma, la proporzione e l'equilibrio. Ma i maestri della pittura rimangono insuperati nell'utilizzo combinato di questi elementi, per catturare e focalizzare l'attenzione.

Peter Paul Rubens, pittore fiammingo che lavorò nel XVI e XVII secolo, portò la complessità compositiva all'estremo. Joan Mirò, pittore spagnolo del XX secolo, ha utilizzato gli stessi principi, ma li ha applicati con parsimonia.

Alcuni dei più grandi fotografi, come Henri Cartier-Bresson e Miguel Rio Branco, hanno lavorato prima con i pennelli per poi passare alle macchine fotografiche.
Entrambi sono maestri di composizione formale, proprio perché hanno passato lunghe ore a studiarla.


Una profonda familiarità con la composizione in pittura può essere applicata alla fotografia per creare vere opere d'arte, piuttosto che semplici istantanee.

Espressionismo Astratto: andare oltre

L'espressionismo astratto, caratterizzato dai dipinti a "sgocciolatura" (dripping) dell'amato-odiato artista americano Jackson Pollock, rappresentava qualcosa di più profondo delle semplici macchie di colore. L'idea di coprire una superficie di segni, usando immagini non-figurative, è stata una delle più importanti rivoluzioni artistiche del XX secolo.

L'idea è che ci sia qualcosa di più profondo, qualcosa che scaturisce dal subconscio, che può essere catturato ed espresso dall'arte.

Questo è un terreno fertile per i fotografi artistici e tutti coloro che sono interessati a spingere i loro orizzonti fotografici verso nuove direzioni.

Ricordiamo che l'arte bidimensionale è antichissima, ha una lunga storia di studi, esperimenti ed innovazioni. I fotografi, quindi, non dovrebbero ignorare questa parte del patrimonio visivo comune, ma piuttosto, abbracciarla, costruire su di essa, e applicarla al proprio lavoro.

La pittura non è la fotografia, ma ci può dare lezioni fondamentali che possono aiutarci a fare meglio il nostro lavoro di fotografi.


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