| La Grande onda
La notorietà di questa stampa che ha ispirato tanto Claude Debussy "La Mer" (1905) che Rainer Maria von Rilke "Der Berg" (1906) può essere attribuita, in aggiunta alla sua pura bellezza grafica, alla forza magnetica del contrasto tra l'onda e la montagna.
L'onda impetuosa e schiumeggiante sembra torreggiare sopra lo spettatore, mentre la piccola piramide del Monte Fuji è stabile sullo sfondo. L'eternità della montagna è raffigurata in un solo istante congelato nel tempo. Hokusai qui capovolge un tema tradizionale delle collezioni "Meisho-E" (scena di un famoso luogo, in questo caso il monte Fuji) secondo cui il luogo famoso è sempre stato al centro della composizione. L'autore invece posiziona un piccolo monte Fuji nel bel mezzo, ma sullo sfondo, di un paesaggio marino tonante.
Le onde formano una cornice attraverso la quale vediamo monte Fuji. Hokusai amava raffigurare l'acqua in movimento: la schiuma delle onde si sta rompendo in artigli che afferrano per i pescatori. La grande ondata forma una massa di yin e yang di spazio vuoto sotto di essa. Il crollo imminente dell'acqua porta tensione nella pittura. In primo piano, una piccola onda forma un monte Fuji in miniatura, che si riflette a centinaia di chilometri di distanza in quello reale.
La violenza della natura yin è respinta dallo yang della rilassata fiducia dei pescatori esperti. Stranamente, anche se si tratta di un mare in tempesta, il sole splende.
Vista l'importanza e il fascino di questo soggetto Hokusai non si fermò a questa singola immagine delle onde. C'è un altra xilografia intitolata "Il monte Fuji visto dal mare", creata nel 1834 nella serie "Cento vedute del Monte Fuji". Non ci sono gli esseri umani, invece l'onda si rompe in una schiuma che, a sua volta, si scompone in uno stormo di uccelli. Senza le barche, e le proporzioni dell'altra stampa, questo lavoro non risulta così drammatico, la potenza e la tensione del mare qui è resa col disegno delle linee che crescono sul lato dell'onda.
|