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L'Armatura dei Samurai - Yoroi

Le Armi: Spada - Arco - Lancia



L'armatura ( Yoroi ) utilizzata dai Samurai era meno pesante di quelle usate in Europa nel medioevo poiche' era confezionata con materiali piu' leggeri.

Queste protezioni erano studiate per soddisfare le esigenze dei Samurai che privilegiavano la facilita' dei movimenti a una maggiore copertura difensiva. Partendo dal presupposto che nessuna armatura era in grado di proteggere completamente, in combattimento risultava molto piu' utile potersi muovere con maggiore agilita' e velocita'.

Come tutto quello che riguardava i Samurai, anche l'armatura assunse significati che andavano oltre il semplice utilizzo militare. Il guerriero non voleva certo mimetizzarsi, voleva anzi essere riconosciuto, con i segni del suo clan e quelli di identificazione personale. Quindi i lacci, in cuoio o seta, che univano le varie parti, avevano i colori distintivi. Questo, oltre al significato simbolico, aveva anche una notevole utilita' pratica, infatti, grazie ai colori dei lacci ( Odoshi ) i Samurai potevano riconoscere compagfni e nemici nella confusione della battaglia. Le allacciature inoltre erano anche un segno distintivo: piu' era fitta la loro trama, piu' elevato era il grado di nobilta' di chi la indossava( O-Yoroi ).
L'importanza di un guerriero poteva essere valutata dalla complessita' della sua armatura: se era ricca di elementi protettivi, apparteneva ad un condottiero, mentre le protezioni diventavano sempre di meno, man mano che si scendeva di rango. Oltre alle allacciature, un altro simbolo di riconoscimento solitamente era portato sull'elmo ( Kabuto ) e sugli stendardi (il Mon o il Komon, emblema registrato con tanto di permesso governativo, che distingueva le varie famiglie) che potevano essere identificati anche a grandi distanze.
Vedi i vessilli dei Samurai

Cosi' come avveniva per i fabbri-artigiani che costruivano le famose spade (Katana), anche i produttori di armature erano tenuti in gran considerazione, infatti erano molto dotati e capaci di produrre protezioni semplici, leggere ed allo stesso tempo efficaci.

Le armature complete erano destinate alla protezione della testa ( Kabuto ), delle spalle ( Sode ), delle braccia ( Kote ), del busto ( Do ), del ventre ( Kuzazuri ) e delle gambe ( Haidate ) fino a coprire i piedi (Suneate).

Inizialmente erano placche di cuoio cucite sopra la stoffa, in seguito il cuoio venne placcato con delle lastre in ferro e, infine, il ferro sostitui' completamente il cuoio dando origine alle Yoroi. La corazza, in lamine di ferro, era sostenuta da una fitta maglia metallica che rendeva i movimenti piu' semplici e la struttura meno rigida.


Elmo con maschera in stile Nara. Elmo con maschera usati da Date Masamune (1566-1636) daimyo del nord. Famoso guerriero, patrono delle arti, si interesso' all'apertura verso l'Europa. Mori' a 70 anni. Elmo con maschera di

Takeda Shingen (1521-1573). Il suo motto era: "Veloce come il vento, silenzioso come la foresta, fiero come il fuoco, fermo come una montagna".


La componente piu' curiosa erano le spaventose maschere ( Menpo
面具) che i Samurai portavano con il triplo scopo di proteggere il volto, di costituire una base per l'elmo e di incutere timore nell'avversario. Gli stili erano tantissimi e tutti destinati a svolgere il loro sottile effetto psicologico: l'avversario di un Samurai poteva trovarsi di fronte un guerriero dalle sembianze di un demone, di un animale, di un bambino, di una donna o di un vecchio. Curiosamente, le maschere impedivano ai guerrieri ogni movimento della bocca e delle labbra.
Un altro elemento molto importante sia dal punto di vista funzionale che da quello simbolico, era l'elmo. Questi copricapi, principalmente in ferro, erano forgiati nelle forme piu' strane e si caratterizzavano dall'apertura che doveva permettere al dio della guerra di entrare in loro e aiutarli in battaglia. Dato che gli artigiani giapponesi generalmente disdegnavano la produzione "in serie", la maschera e l'elmo di ogni Samurai erano solitamente dei pezzi unici che li distinguevano dagli altri guerrieri.

L'effetto spaventoso (per gli avversari), dovuto all'imponenza delle armature e alle decorazioni volutamente impressionanti delle maschere e degli elmi, veniva amplificato da lunghi mantelli, cappe (come, per esempio, l'Horo), e soprabiti (come, per esempio, lo Jimbaori) che rendevano i Samurai simili ad esseri giganteschi.

Tra le dotazioni di un Samurai, vi era un piccolo salvagente utile per l'attraversamento dei fiumi. Bisogna infatti tenere conto che, anche se le armature giapponesi non erano estremamente pesanti, cadere in acque profonde con una corazza addosso avrebbe potuto causare l'annegamento anche di un uomo molto robusto.

Coìmpletavano la dotazione bellica del Samurai le tre sacche che questi guerrieri portavano sempre con se' durante le campagne militari: una era destinata al trasporto del cibo; una seconda era destinata a contenere esclusivamente riso; la terza sacca serviva per contenere le teste mozzate degli avversari uccisi in guerra.



LE ARMI E L'ARMATURA DI UN SAMURAI

1. kabuto : elmo
2. gyow-yow : decorazioni sul petto. "Kyu-bi-no-ita" e "Sendan-no-ita" servivano anche come protezione.
3. o-sode : protezione delle spalle
4. hikiawase-o : laccio per stringere il "dou".
5. kote : protezione delle braccia e del dorso della mano.
6. kurijime-o : cintura.
7. kusazuri : protezione dei fianchi appesa al dorso. Usualmente composta di quattro strati, a volte era ancora piu' robusta.
8. haidate : protezione delle ginocchia
9. sune'ate : protezione della parte bassa delle gambe.

1. tehen : sommita' dell'elmo
2. hachi : parte principale dell'elmo.
3. maedate : decorazione
4. fukikaeshi : attaccatura dello shikoro.
5. mabisashi : visiera a protezione per la parte superiore del viso e dai raggi del sole
6. shikoro : protezione della nuca solitamente composta da 4 strati: "hachi-tsuki-no-ita", "ni-no-ita", "san-no-ita" e "hishi-nui-no-ita".
7. menpou : maschera a protezione del viso
8. o : legaccio per fissare l'elmo alla testa
9. kan'muri-ita: rialzo della spalliera
10. mizunomi-no-kan : chiusura della protezione delle spalle.
11. kougai-kanamono : supporto per fissare meglio la protezione della spalla. Si iniziò ad usare alla fine del periodo Kamakura.
12. hiki-awase : laccio per stringere il "dou"



FUNDOSHI perizoma di lino o cotone sbiancato e foderato in inverno.
SHITAGI camicia molto simile al kimono ma molto piu' aderente.
OBI cintura destinata a fissare lo shitagi, girata due volte intorno alla vita ed annodata sul davanti.
YOROI HITATARE veste di grande pregio, solitamente riccamente decorata da abili artigiani.
KOSHI-ITA calzoni di tipo cerimoniale a spacchi laterali, in battaglia probabilmente sostituiti dagli kobakama, piu' corti e aderenti, generalmente destinati ai guerrieri di rango inferiore.
KAWA-TABI calzini di pelle, con la caratteristica cucitura che separa l'alluce, (di stoffa MOBIEN-TABI).
HADAKI gambali di cotone o lino legati alla parte interna del polpaccio.
TSURANUKI stivali foderati in cotone pesante o seta, le suole in cuoio rigido.
WARAJI sandali costruiti con vari materiali, si usavano nelle campagne estive.
SUNE-ATE schinieri di lamina metallica laccata o cuoio laccato cuciti su tessuto imbottito.
ABUMI ZURE banda in cuoio e fissata nella parte inerna dello schiniero, atta a proteggere il polpaccio dallo sfregamento contro sella e staffe.
HIZA-YOROI KAKUZURI coppa metallica con funzione di protezione delle ginocchia.
HAIDATE grembiule diviso nel mezzo a protezione delle gambe, poco usato per via dell'intralcio notevole al movimento.
ITA-HAIDATE cosciale di foggia piu' europea, costituito da lamine curve cucite su tessuto.
KUSAZURI-KYAHAN gambale di maglia metallica, cucito su stoffa imbottita, usato per lo piu' da fanti o bushi di rango inferiore.
YUGAKE guanti di pelle morbidissima.
KOTE-TEGAI manica di stoffa corazzata da maglia metallica o piastre metalliche.
KAMURI-ITA piastra metallica a protezione della spalla, veniva fissata al petto e alla manica corazzata con due corde di seta intrecciata.
GAKU-NO-ITA piastra metallica a protezione del braccio, fissata con maglia metallica alla manica.
HIJ-GAME cubitiera a protezione del gomito, cucita sulla manica.
IKADA lamine metalliche longitudinali a protezione dell'avanbraccio, poteva essere anche un solo pezzo.
TETSU-GAI piastra modellata a coprire il dorso della mano, comprendeva 4 anelli metallici in cui si infilano le dita, piu' anticamente comprendeva anche della maglia metallica, poi abbandonata.
TOMI-NAGAKOTE collare di pelle o maglia metallica, arrivava solo fino ai pettorali, era collegato alle maniche corazzate.
WAKI-BIKI lembi di maglia metallica atti a chiudere le fessure tra il do e le maniche corazzate, venivano fissate con botan-gate (bottoni), ganci (kohaze-gake), o corde (himo-tsuki).
DOU corpo centrale della corazza costituito da lamine metalliche laccate, generalmente di colore nero, marrone, ruggine o rosso, e unite tra loro tramite allacciature con cordicelle di seta colorata (odoshi-ge) o cuoio; la particolarita' dell'allacciatura era quella di formare un disegno o una scala di colori, che donava al DOUuníaspetto splendido.
HARA-ATE corazza in due pezzi sullo stile delle armature europee, ebbe una scarsa diffusione almeno fino al XV secolo, si pensa che la sua introduzione sia dovuta ai contatti con i mercati portoghesi.
HARAMAKI-DO do aperto sul dorso, in alcuni casi chiuso da una piastra aggiuntiva, denominata la piastra del codardo.
DOU-MARU dou allacciato sui lati.
KARA-ATE bretelle imbottite e ricoperte di cuoio, usate per sostenere il do.
SODE spallacci di lamina allacciata come il dou, servivano a proteggere le braccia e le spalle, con lo O-YOROI, erano di forma squadrata e molto ampia, con il DO-MARU, diventavano piu' curvi e corti, i primi venivano fissati tramite lacci di seta colorata alla schiena (agemaki), i secondi si allacciavano direttamente alla manica corazzata.
HATO-O-NO-HITA piastra legata alla schiena e pendente sul davanti a chiudere il varco tra il dou e le braccia (sinistra)
SENDAM-NO-ITA idem ma destra.
KOSHIATE reggispade di varia foggia e forma.
WAZIKASHI spada corta.
TACHI spada lunga, in ambedue i casi sono nomi propri di quella che noi occidentali definiamo katana.
NO-DACHI katana di dimensioni e peso notevolissimi, solitamente portata dietro la schiena.
NODOWA gorgiera in lamine metalliche allacciate con lo stile odoshi-ge, veniva allacciato con cordicelle al collo.
HACHI coppo dell'elmo, costituito in genere dalle otto alle sedici lamine troncate in cima e unite a mezzo rivettatura.
HOSHI-KUMO lamine parallele al coppo a rinforzo della parte frontale.
TATAMI-KABUTO elmo composto da cechi di lamine unite per allacciature e quindi pieghevole, non usato in battaglia.
HARAIDATE sostegno per l'elmo.
MAEDATE elmo, di varie foggie e materiali.
SHIKORO paranuca, composto da tre a un massimo di sette lamine metalliche laccate e unite con cordicelle di seta, il numero delle lamine metalliche, definiva la tipologia dell'elmo, il sammai-kabuto tre lamine, il gomai-kabuto cinque lamine, l'interno era generalmente laccato di rosso vivo, il tutto era fissato allo haci con rivetti.
FUKIGAESHI formati con il prolungamento di una delle lamine dello shikoro, o con il lembo prolungato dello haci, serviva a deviare i fendenti alle spalle o al viso.
UCHI-BARI sotto elmo formato da cordicelle di pelle a scopo sospensivo.
HACHI-MAKI fascia di seta generalmente bianca portata annodata sulla fronte o sulla nuca, il suo scopo era di impedire al sudore di colare negli occhi durante il combattimento.
MEMPO maschera prottettiva del viso in vari materiali, modellata con sembianze demoniache, aveva lo scopo di terrorizzare il nemico, saldamente collegata all'elmo, aveva la duplice funzione di proteggere il viso, e di mantenere l'elmo ben saldo in testa.
GUSOKU-BITSU cassa per custodire l'armatura e l'elmo.



La Spada

La spada era l'arma principale del Samurai. Per questo centinaia di scuole di bujutsu, dal 1400 in poi, sono sorte per lo studio e la trasmissione dell'arte del combattere con quest'arma. Come avvenne in altre culture, la spada e' il simbolo della classe guerriera con miti e leggende che risalgonoa alla fondazione del Giappone. La spada giapponese risale al IX secolo d.C., si tratta di un'arma usata principalmente di taglio, la lama ha una forma ricurva ad un solo taglio. Le sue eccezionali prestazioni erano ottenute grazie ad una tecnica costruttiva particolare. Durezza e robustezza della lama derivavano dalla tecnica di forgiatura in cui diversi blocchi di acciaio, a diverso contenuto di carbonio, venivano inseriti , dopo un lavoro di purificazione e stratificazione ottenuto battendo e ripiegando su se' stesso il singolo blocco, uno dentro l'altro ponendo il piu' morbido (basso contenuto di carbonio) all'interno e il piu' duro (alto contenuto di carbonio) all'esterno. Il processo di tempera veniva eseguito solo nella zona del taglio rendendo la lama affilabile come un rasoio senza perdere le caratteristiche complessive di robustezza. Una costolatura lungo la lunghezza della lama ne rafforzava la rigidità. La zona dorsale della lama, mantenuta di spessore adeguato per non indebolire l'arma, veniva spesso alleggerito con scanalature. La lunga impugnatura consentiva la presa a due mani.

Il lungo e costoso processo di fabbricazione rendeva la spada accessibile solo alla classe guerriera. Questa prerogativa fu sancita anche da decreti dello shogunato. Il samurai solitamente indossava due spade (i Samurai erano l'unica categoria autorizzata ad indossare la coppia di spade, "daisho"). Quella lunga, utilizzata soprattutto in campo aperto, era abbinata ad una più corta, di foggia diversa a seconda del periodo storico. Le arti della spada quindi studiavano l'utilizzo singolo della spada lunga (odachi), quella corta (kodachi) e quello combinato (nito o ryoto).

Il kenjutsu e' la disciplina che studia l'utilizzo della spada in combattimento contro uno o più avversari. E' una scuola sviluoppatasi soprattutto sui campi di battaglia prima dello shogunato Tokugawa. In quel periodo la spada era lunga oltre i 75 cm, veniva indossata al fianco, appesa a dei pendenti, con il filo rivolto verso il basso. Tali spade erano (tachi) venivano utilizzate sia dal guerriero a piedi sia a cavallo (il Samurai al tempo era principalmente un cavaliere armato di arco e spada).

Finito il periodo delle grandi battaglie, l'utilizzo della spada lunga in campo aperto fu, sempre meno frequente. L'insicurezza in cui vivevano i guerrieri, molti dei quali avevano perso il loro signore ed erano quindi trasformati in ronin, favori' lo sviluppo della disciplina dello iaijutsu, Per un'efficace e veloce estrazione la spada veniva indossata inserita nella cintura con il filo rivolto verso l'alto, la lunghezza si aggirava intorno ai 70 cm. Tale arma era detta katana o uchigatana.

La convenzione di non portare la spada lunga all'interno di abitazioni, lasciandola all'ingresso, rese sempre più importante l'uso della spada corta (Tanto), consentita ovunque. I Tanto assunsero cosi' fattura analoga alla katana ma lunghi solo 50 cm circa e denominati wakizashi. Katana e wakizashi costituiscono il cosiddetto daisho, la coppia di spade simbolo della classe guerriera. .

L'Arco

In Giappone i primi ad usarlo furono alcune tribu' nomadi Cinesi, provenienti dall'Asia Nordorientale, che arrivarono in cerca di nuovi territori da razziare; secondo altri, invece, l'arco sarebbe stato introdotto da una popolazione originaria dello stesso Giappone, gli Ainu.

Come per la spada, anche l'arco, rappresentava per i Samurai un'arma la cui importanza superava quella dell'uso tradizionale. Era infatti un simbolo di distinzione, diventare arciere era prerogativa dei guerrieri piu' nobili, diventare un arciere famoso significava entrare a far parte di una elite nell'ambito dell'aristocrazia guerriera.

L'arco era considerato uno strumento importantissimo per l'educazione dei giovani nobili. Costoro, una volta cresciuti, avrebbero dovuto costituire l'avanguardia degli eserciti: i condottieri, quelli che in battaglia per primi si scontravano con i nemici. L'arte di maneggire l'arco (il Kyujutsu), veniva praticata continuamente, anche in tempo di pace. Gli arcieri piu' abili erano i tiratori a cavallo, infatti oltre alla precisione, sviluppavano doti come la coordinazione, la concentrazione e la rapidita' nei movimenti.

Gli archi dei Samurai potevano avere foggie molto differenti, ma i Daikyu erano i più diffusi. In genere erano molto lunghi, non misuravano mai meno di 2 metri, superando anche i 2 metri e mezzo. Le freccie (Ya) erano fatte con canne, quindi cave all'interno; le punte venivano lavorate a seconda dell'utilizzo: trapassare corpi, uncinare pareti, appiccare incendi, segnalare l'arrivo dei nemici; scacciare gli spiriti maligni con un sibilo o perforare scudi.

Il Kyudo oltre ha essere stata per secoli una efficace tecnica di combattimento, ha rappresentato e rappresenta ancora oggi una delle arti marziali piu' meditative. L'arco, al centro di questa disciplina, nel Kyudo non è visto soltanto come arma, ma soprattutto come mezzo per affinare la propria capacita' di concentrazione.


Naginata - Nagamaki - le lance

Naginata e' una specie di alabarda con un'asta in legno, spesso laccata, lunga circa 150 cm, su cui è innestata una lama ricurva, di forma analoga al wakizashi ma più spessa e con una forte curvatura verso la punta.

Altra sorta di alabarda fu il nagamaki, in cui le proporazioni fra lama e asta erano, rispetto al naginata, circa uguali. Queste armi furono utilizzate, sia da cavallo che a piedi, soprattutto prima dell'avvento delle armi da fuoco (sono spesso riprodotte in stampe di battaglie nel periodo delle guerre contro i mongoli).

In particolare, se utilizzate da un fante erano utili contro un cavaliere. Il naginata utilizza la lama prevalentemente di taglio mentre l'asta poteva essere utilizzata per colpire (spesso era aggiunto un pomello di metallo all'estremita' dell'asta per rafforzare il colpo). La lunghezza dell'arma e l'impugnatura lunga consentivano una potenza non indifferente soprattutto se il guerriero era dotato di fluidita' e destrezza nei movimenti. Per questo motivo il naginata divenne l'arma delle donne appartenenti alle famiglie samurai. Il progressivo abbandono del naginata nel periodo Tokugawa ne fece strumento di educazione per le nobili guerriere piu' che arma di offesa.




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