Cultor College

L'autore

Virendra Bangroo è nato a Srinagar, nel Kashmir. Ha studiato a fondo la regione dell'Himalaya esplorandola personalmente. Storico dell'arte, artista egli stesso, ha curato l'organizzazione di numerosi musei ed esposizioni governative. Attualmente effettua le sue ricerche per conto dell'IGNCA (Indira Gandhi National Centre for the Arts).

Virendra Bangroo

Virendra Bangroo ha già collaborato con Cultor raccontando un'altra realtà unica dell'India: Malana, la prima democrazia al mondo e la situazione di questo particolarissimo insediamento dopo l'incendio che ha distrutto buona parte del villaggio.

 

In queste pagine propone per Cultor il diario e le immagini del suo viaggio esplorativo nel Nagaland, una terra profondamente legata alle sue tradizioni, ma che sta cercando la sua dimensione nel mondo attuale.

 

 

 

Nagaland India

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dhimapur (o Dimapur) è la città indiana di 107.382 abitanti (censimento del 2001), capoluogo del distretto omonimo che conta 308.382 abitanti.

Il nome Dimapur deriva dal dialetto Kachari, etimologicamente significa "acqua", ma pure "grande" e "città", in effetti vuole dire "la città vicino al grande fiume."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Nagaland, la terra dei cacciatori di teste - 1

di Virendra Bangroo

 

 

Un'avventura nel nord est più remoto dell'India


La terra dei cacciatori di teste, esseri imprevedibili con facce imperscrutabili, dove gli stranieri sono accolti con le frecce, dove indossare abiti è un tabù: questi sono state alcuni dei commenti dei salotti d'élite di Delhi quando sono venuti a sapere della mia imminente visita nel Nagaland.

Queste osservazioni, che potrebbero suscitare orrore, insieme alle notizie stampa della rivolta in Nagaland inizialmente mi avevano creato un po' di apprensione.
Pochi giorni prima del volo verso nord-est ho chiesto la mappa del Nagaland a un venditore ambulante specializzato. Mi ha guardato dritto negli occhi e, con una voce cupa, ha risposto che non ne aveva perché non c'era richiesta.

Anche se ho visitato molti altri luoghi 'difficili' come le valli proibite di Arunachal Pradesh, Manipur e Mizoram, il pensiero di andare nel Nagaland mi risultava un po' inquietante: il libro che parla di questa zona, tanto per fare un esempio, ha in copertina le foto dei Naga nudi col corpo tatuato, che impugnano minacciosi arco e frecce.

Qualunque fosse la situazione ho pensato di andare avanti, pronto all'avventura.

 

Nagaland India

 

Ho preso un volo dell'Indian Airline per Gawhati, dove ho subito incontrato un uomo d'affari molto preoccupato, che mi ha chiesto quale fosse la situazione nel Nagaland, quindi con questo stato d'animo sono salito sulla coincidenza per Dhimapur.

Una volta atterrato a destinazione la tensione ha cominciato a salire. L'aeroporto appariva deserto, con solo poche persone in giro. Tutti mi guardavano come se fossi una creatura aliena.
All'esterno dell'aeroporto non c'erano taxi o auto e mi hanno detto di andare a cercare un taxi nella strada principale. Finalmente, dopo un po' sono arrivato alla mia sistemazione, ho lasciato i bagagli, bevuto un tè e spinto dalla curiosità sono uscito subito, approfittando della vicinanza per dare un'occhiata ai megaliti eretti dai sovrani Kacheri.


Un portale di mattoni conduce al complesso. I monumenti si sviluppano in tre gruppi, su una vasta area. Nella stessa zona si trova anche un piccolo stagno.

Ho pensato di andare anche all'Hong Kong market, ma si stava facendo buio e mi hanno consigliato di non visitare quella zona di sera. Anche se non ho visto in giro niente di preoccupante sono tornato alla circuit house (in India sono una sorta di albergo).

 


 

 

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