Cultor College


Malana dopo l'incendio: la ricostruzione

di Virendra Bangroo
dell' Indira Gandhi National centre for the Arts

Le foto sono dell'autore



L'autore

Virendra Bangroo
è nato a Srinagar, nel Kashmir. Ha studiato a fondo la regione dell'Himalaya esplorandola personalmente. Storico dell'arte, artista egli stesso, ha curato l'organizzazione di numerosi musei ed esposizioni governative. Attualmente effettua le sue ricerche per conto dell'IGNCA (Indira Gandhi National Centre for the Arts). Nell'immagine a fianco lo vediamo sulla strada per Malana.

Malana

Considerata la più antica democrazia del pianeta, forse fondata dai guerrieri di Alessandro Magno, con lingua e tradizioni esclusive, quasi inaccesibile tra le vette dell'Himalaya, Malana ha una storia unica: leggi i segreti della sua unicità.


Un amore a prima vista

Il mio sodalizio con Malana risale al 1986, quando ho visitato questo villaggio, quasi inaccessibile, per la prima volta. Le sue particolarità, lo stile di vita e il suo ambiente naturale mi hanno lasciato un'impressione indelebile.

Così negli ultimi due decenni sto studiando questo villaggio cercando di decodificare la scrittura pittorica e i rilievi del tempio.

Le raffigurazioni dei soldati armati a cavallo o sugli elefanti, i combattimenti e le scene di caccia, unitamente allo studio delle tradizioni mi hanno aiutato a tracciare la storia della Malana le cui tradizioni sono state preservate nel tempo grazie anche alla sua inaccessibilità, nell'estremo nord dell'India, nella fascia Himalayana.

Nell'immagine a destra l'ultimo tratto del lungo cammino che conduce al villaggio.





A causa dei suoi antichissimi costumi e delle tradizioni mantenute nel tempo, il luogo (nell'immagine a fianco visto dal sentiero che conduce al villaggio) nel corso dei secoli è rimasto avvolto nel mistero.

Le sculture sui templi raccontano una storia leggendaria, ma allo stesso tempo offrono indizi importanti su ciò che deve essere successo tra gli aborigeni e gli invasori.

Le sculture delle porte del tempio, le architravi, le mensole, ecc, sono state disegnate non solo per scopo decorativo ma erano veri e propri documenti rappresentativi della scrittura pittorica che, purtroppo, sono andati persi nell'incendio.
Sulla base della mia personale documentazione fotografica e riassumendo le ricerche di vari anni ho curato una mostra a novembre 2002 dal titolo "Shangri-Malana La in Himalaya ", che è stato inaugurato dall'ex Presidente dell'India Sh.R. Venkataraman. Nel 2003, ha organizzato una mostra dal titolo "Kullu-Valle degli Dei" in collaborazione con Ambasciata polacca in India. Entrambe le mostre sono state apprezzate dai critici d'arte e dal pubblico in generale, dimostrando l'interesse su questo affascinante argomento.
Spinto da questo interesse, successivamente, ho iniziato altre indagini per approfondire l'argomento e, con l'aiuto degli abitanti del villaggio, ho documentato gli aspetti unici del tempio e delle usanze di Malana: come la magistratura, l'organizzazione sociale, il calendario delle feste, il linguaggio, la loro visione del mondo, le convinzioni e le pratiche quotidiane. Contemporanamente sono stati presi in esame i villaggi vicini e i loro abitanti: Rasol, Chowki, Chalal, Naggar e anche i santuari connessi al culto di Jamlu Devta, che si trovano in molti altri luoghi della regione himalayana. I templi, a Malana, al di là dell'ambiente pittoresco e delle particolarità artistiche, hanno forti vibrazioni spirituali.
Il tranquillo borgo di Malana è stato portato alla ribalta dai viaggiatori e dagli scrittori, non tanto per la sua cultura unica, ma soprattutto a causa della erba selvatica, charas (marijuana), che cresce naturalmente in tutta la valle. L'estratto del suo fiore, il charas, è diventato un'attrazione per il suo aroma attirando tossicodipendenti da tutti tutto il mondo. Quest'erba divenne ben presto nota in tutto il mondo col nome di "Malana cream" e "AK47", direttamente associata al villaggio, anche se cresce selvatica in tutta la regione dell'Himalaya. Viene usata in cucina cuocendo le foglie, con i semi si preparano salse, mentre il fusto è usato per la fabbricazione di sandali e stuoie. Ma gli estratti raffinati della "Malana cream" hanno purtroppo cambiato il destino dei suoi abitanti, anche se il peggio doveva ancora venire.
La tragedia

Il 5 gennaio 2008, verso mezzogiorno ho ricevuto una telefonata da Negi Shera, che si trovava a Chowki, il campo base di Malana. Negi, con parole concitate, che esprimevano il suo dolore e lo shock, mi disse che un terribile incendio aveva ridotto quasi l'intero villaggio in cenere e molti abitanti senza tetto.




Nell'immagine a destra le rovine del tempio dopo l'incendio.

All'alba di quell'infausto giorno il fuoco era partito da una casa della parte bassa di Malana diffondendosi immediatamente nelle case vicine. Il villaggio era coperto di neve, la temperatura sotto zero e l'acqua era congelata. Così gli abitanti hanno dovuto assistere impotenti alla distruzione delle loro abitazioni. Dal momento che quasi tutte erano costruite in legno, le fiamme si sono propagate come una benzina su un fuoco spettrale.
Secondo Ganga Ram, un altro dei residenti con cui ho parlato per telefono il 9 gennaio, era stato il peggior incendio nella storia del villaggio. Inoltre il fuoco non aveva risparmiato nemmeno il tempio di Jamlu Devtas. Così la maggior parte delle belle strutture architettoniche e strutture come il Bandhara vicino al tempio, quello nella piazza principale; l'Athrah Kardu, il luogo dove soggiorna sacerdote e le case di Malana bassa, con notevoli sculture, tutto era ridotto in cenere. Anche il tesoro del tempio dove solo Pujari poteva entrare (secondo la credenza locale era piena di tesori d' argento e oro e inestimabili antichità offerte dai devoti) è stato consumato dal fuoco.
Così il fuoco ha lasciato quasi tutta la popolazione senza tetto così come le divinità del villaggio. Gli abitanti erano abituati alle calamità della natura, ma si sono trovati impotenti davanti alle loro case e ai loro focolari trasformati in cenere.




A fianco la desolazione della piazza principale, non più circondata da edifici.

Mi sono subito messo in contatto con gli abitanti del villaggio e ho sottolineato la necessità di ricostruire i santuari nello stile tradizionale, mantenendo le dimensioni originali e conservando le antiche sculture rimaste all'esterno dei santuari, così come era sempre stato. Dal momento che gli abitanti non erano in possesso di alcun documnto relativo ai santuari, mi hanno aiutato a ricostruirne i disegni. Un gruppo di residenti, grazie ai contatti telefonici, si è mantenuto in costante contatto con me per avere indicazioni sulla ricostruzione, secondo gli antichi canoni tradizionali. L'ex membro del Parlamento di
Mandi Himachal Pradesh, Mahashwar Singh inoltre mi ha contattato mostrando vivo interesse per il programma di ricostruzione. Naturalmente ho ribadito la necessità di costruire i santuari così com'erano sempre stati, con le antiche sculture, usando il materiale disponibile localmente.
Nell'aprile 2008 ho visitato Kullu, Himachal Pradesh portando un album di fotografie di Malana a Maheshwar Singh.

Nell'immagine a fianco vediamo al centro Virenda Bangroo, l'autore di questo articolo, mentre presenta a Maheswhwar Singh (a destra) e a suo figlio Danvir Singh, l'album fotografico che testimonia com'era Malana prima dell'incendio,

In seguito, il 24 aprile 2009, ho visitato Malana insieme a Chappe Negi (visibile nella foto in basso a destra) portando al capo del villaggio una serie di album fotografici che testimoniavano com'era la situazione prima dell'incendio
Ho incontrato il capo villaggio e gli abitanti. Quasi tutto era in macerie. Sembrava un deserto e gli abitanti attribuivano questo sfacelo alla maledizione di Jamlu Devta. Ho mostrato le vecchie fotografie ai residenti e ho notato che il dolore e l'ansia non aiutavano certo l'opera di ricostruzione. I miei sforzi non hanno dato alcun risultato. Il lavoro era in pieno svolgimento, ma con mia grande sorpresa ho constatato che gli intagli effettuati su lavori di legno non seguivano gli originali. La decorazione di una porta, ad esempio, raffigurava le dieci incarnazioni di Vishnu; ma questo tipo di immagine è mai stata connessa alla loro tradizione, alla loro cultura o alla loro mitologia. Gli aiuti ricevuti sono stati utilizzati per l'acquisto di cemento, sabbia, ferro, ghiaia ecc. Mi è stato spiegato che a causa della mancata disponibilità di legno, non c'era altra scelta che utilizzare il calcestruzzo.
Sono stato informato che i templi erano in costruzione secondo il disegno tradizionale. Alcuni hanno affermato che questi cambiamenti non erano dovuti solo alla catastrofe,ma che erano già in atto, se pur gradualmente, anche in precedenza.

La copertura di pietra ardesia è stata sostituita con brutte lamiere zincate mentre sono sorte diverse case in cemento.
Questo scenario per me è sconfortante, ma non c'è nulla da fare, la modernizzazione è un fenomeno globale.

Quando noi abbiamo la disponibilità di tutti i prodotti di lusso immaginabili, perché loro non possono avvalersi almeno delle piccole comodità disponibili?

Negli ultimi due decenni sto visitando i villaggi della cintura Himalayana studiando le antiche usanze e i valori cuturali tradizionali.
Questa regione è un dono di Dio per il sub continente indiano e le sue risorse naturali non devono essere alterate. Sono state costruite strade, dighe ed è stato modificato il corso di fiumi. Ove necessario dovremo farlo, ma dovremmo cercare di privilegiare l'utilizzo di fonti di energia non convenzionali come il vento, sole, bio-gas ecc. Dobbiamo avere programmi specifici di sviluppo dell'area.
La modernizzazione deve andare di pari passo con la aspirazioni culturali, che tengono conto dell'ambiente, del clima, dello stile di vita e delle abitudini alimentari degli abitanti.
Preservare cultura ed equilibrio ecologico

Nel corso degli anni, nell'Himachal si è registrato un aumento costante del turismo con il risultato di veder proliferare strutture in cemento armato, la maggior parte delle quali, non segue le tecniche tradizionali, col risultato che la regione perde il suo carattere.
Oltre ai programmi di sensibilizzazione culturale, devono quindi essere adottate misure rigorose per rispettare la legge in modo che l'equilibrio ecologico sia mantenuto.






Virendra Bangroo





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