Cultor College


Malana: utopia perduta nell'Himalaya

di Virendra Bangroo
dell' Indira Gandhi National centre for the Arts

Le foto sono di Virenda Bangroo e Krzysztof Stronski



L'autore

Virendra Bangroo
è nato a Srinagar, nel Kashmir. Ha studiato a fondo la regione dell'Himalaya esplorandola personalmente. Storico dell'arte, artista egli stesso, ha curato l'organizzazione di numerosi musei ed esposizioni governative. Attualmente effettua le sue ricerche per conto dell'IGNCA (Indira Gandhi National Centre for the Arts).

Le foto

Per testimoniare le caratteristiche secolari dell'arte e dell'architettura di Malana tutte le immagini proposte sono precedenti all'incendio che, nel 2008, ha distrutto buona parte del villaggio, compresi i templi.


Un villaggio quasi inaccessibile

Nell'estremo nord dell'India, sulla catena dell'Himalaya, nella valle di Parvati (detta la "valle degli Dei"), nel distretto di Kulu, sotto le cime del Chanderkhani e del Deotibba, a oltre 3.000 metri di quota, si trova un villaggio quasi inaccessibile di circa duecento case chiamato Malana.

Si tratta di un insediamento unico, composto da circa 1.800 abitanti, che si autogovernano con un sistema che è considerato la più antica democrazia ancora attiva.

Detta anche "Repubblica di Malana" o "piccola Grecia" per le sue particolarità di autogoverno democratico, legate alle sue possibili origini, è anche nota per le coltivazioni di cannabis.

La posizione geografica molto isolata e difficile da raggiungere ha permesso di preservare la biodiversità di questo insediamento che ha mantenuto intatte nel tempo la sua architettura, il linguaggio, tradizioni, rituali, forma di governo e indipendenza nelle decisioni.



La valle di Parvati e (sotto) il villaggio di Malana
Lontana e isolata da tutto

Malana si può raggiungere dalla valle Parbati superando i 3.180 metri del passo Rashol (10 ore di cammino), oppure attraverso Nagar salendo ai 3600 metri del passo Chanderkhani (2 giorni di cammino). Il modo più semplice per arrivarci è da Jari, attraverso un bellissimo sentiero di 23 km che richiede circa 8 ore di cammino. Jari a sua volta è a due ore di macchina da Kulu ed è il punto ufficiale di accesso a Malana: a circa un chilometro e mezzo dall'inizio del sentiero c'è un punto di controllo dove i visitatori devono registrarsi ed essere accettati prima di entrare nella valle e percorrere i 21 chilometri e mezzo (gli ultimi quattro ripidissimi) che conducono a Malana. E' un percorso lungo e faticoso, costeggiato da diversi ruscelli e cascate. Il villaggio più vicino è quello di Chowki, a 15 km, ma non ha nulla in comune con Malana.



La piazza centrale, il luogo dove il consiglio del villaggio prende le sue decisioni, proprio come nell'antica Grecia. Sotto: una casa nella parte alta di Malana

Struttura sociale

Ciò che distingue questo villaggio arroccato sull'Himalaya sono le sue caratteristiche uniche:

* Volontà inflessibile dagli abitanti di conservare il loro patrimonio unico e secolare.

* L'inaccessibilità finora è stata un'attrazione per i viaggiatori avventurosi e gli studiosi.

* La posizione geografica unica ha conservato la bio-diversità di questo paradiso ecologico.

* La divinità del villaggio è considerata dagli abitanti come superiore rispetto agli altri dei della regione.

* Il loro culto è sorprendentemente diverso dai soliti rituali tradizionali.

* Alcune parole del lingua e decorazioni architettoniche sono probabilmente di provenienza greca.

* C'è una leggenda che la collega all'imperatore Akbar legittimando la preminenza del Devta (divinità) Jamlu.

* La lingua Kanashi non appartiene al gruppo indo-ariano e serve come mezzo di comunicazione solo tra i malanesi.

* L'architettura è unica e ogni struttura ha uno scopo specifico con un nome identificativo.

* Le case residenziali non hanno alcuna analogia con quelle delle regioni circostanti.

* Un sistema giudiziario democratico autogestito applica le stesse regole nel corso dei secoli.



Un gruppo di case nella parte basse di Malana.




Due uomini al lavoro: preparano la legna.
Leggenda e Storia

Jamdangni Rishi, chiamato nel dialetto locale Jamlu Rishi (Jamlu il saggio), un tempo adorava Brahma, Vishnu e Mahesha. Dopo la sua intensa preghiera, gli apparve Shiva dicendogli di chiedere una grazia. Jamdagani Rishi chiese un luogo, appartato e pieno di doni della natura. Shiva gli disse di andare a Malana. I due fratelli Rishi lo seguirono. Al fine di evitarli Jamdangni creò foschia nella valle dicendo ai fratelli, che il luogo non era buono; in seguito disse che se volevano potevano rimanere. Ma i fratelli se ne andarono: uno di loro a Lahoul e l'altro nella valle Banjar. Malana però era già sotto il controllo di un grande Rakshasa Bonasura e ben presto ne nacque una lotta.
Il conflitto si concluse con un accordo alle seguenti condizioni:
1. Amministrazione e giustizia dovevano essere trattate separatamente
2. I membri dell'esecutivo sarebbero stati selezionati in consultazione con Banasura.
3. La giustizia rimaneva sotto l'egida di Jamdagni Rishi.
4. Eventuali controversie nella gestione dovevano essere risolte dalla magistratura.
5. Obbligo dell'uso del linguaggio Kanashi chi vive a Malana, così come il mantenimento di costumi e tradizioni.
Durante le feste, il primo sacrificio doveva essere fatto a Banasura Rakshasha. Con il passare del tempo, Jamdagini Rishi ha acquisito superiorità su Banasura, per il resto il villaggio ha mantenuto le sue tradizioni che sono ancora seguite fedelmente.

Al di là delle leggende pare che l'indipendenza di questa zona derivi dal fatto che l'imperatore Akbar, durante il periodo Mughal, arrivò al villaggio per curare un disturbo che lo affliggeva. Dopo essere guarito emanò un editto che permetteva agli abitanti di non pagare mai più le tasse. Era l'indipendenza perpetua.




Due abitanti di Malan sul sentiero verso casa.



Una delle pietre sacre, intoccabili, all'interno del villaggio.



Ogni edificio importante reca un cartello che ricorda di non toccare nulla.
Struttura sociale

Un'atmosfera esotica cattura il visitatore appena entra nel villaggio: le case con il loro aspetto antico e la gente negli abiti tradizionali sembrano fare parte di un mondo del tutto diverso.

Malana è divisa in due parti: superiore (Dhara Beda) e inferiore (Sor Beda). E' abitata esclusivamente da Rajputs e solo da due famiglie (Lohars e Julahas) che una cinquantina di anni fa vennero al villaggio come suonatori, poi fu permesso loro di insediarsi.
I Rajputs sono divisi in quattro clan:

1. Dhamyani Rajputs
2. Dhurani Rajputs
3. Nagvani Rajputs
4. Pachani Rajputs

I primi due abitano nella parte alta, gli altri nella bassa. In termini di gerarchia Dhamyani è il clan più importante, mentre Panchani è l'ultimo.

Un sentiero di pietra, costellato da varie pietre sacre (proibito toccarle) passa attraverso il centro del villaggio. Per gli stranieri c'è un elenco di regole da seguire. La gente è amichevole, ma chi viene da fuori deve mantenere le distanze e non toccare nulla nel villaggio. Chiunque tocchi un abitante deve pagare una multa di 1.000 rupie (la somma necessaria a pagare un sacrificio purificatorio di un agnello) oppure un'oca. Questo perchè qui si pratica una forma molto antica di induismo che considera gli stranieri intoccabili. Può venire offerto cibo agli stranieri, ma tutti gli utensili usati devono poi essere purificati.
E' consentito scattare foto, ma non filmare.
Al centro del villaggio la Dharamshalas, la casa che ospita i pellegrini che visitano il tempio di Jamdagni Rishi è riccamente decorata con sculture in legno che raffigurano flora, fauna e danzatori.


La maggior parte dei nomi propri si riferisce al giorno della nascita:
Una persona nata la Domenica è Ahuta
Lunedi è Suanru
Martedì è Mangal
Mercoledì è Budh o Bui
Giovedi è Bestru o Bei
Venerdì è Shukru
Sabato è Shani Charu o Sheyi

C'è anche l'usanza di attribuire ai neonati maschi il nome del nonno. Le spose chiamano i loro mariti per nome in contrasto con la tradizione prevalente nel resto dell'India.



Governo

Malana da secoli si regge da sè.
L'autogoverno è democratico, con una sorta di parlamento, storicamente sempre rispettati dalle autorità indiane. Il consiglio (chiamato Hakima) ha tre cariche non elettive: Goor, Pujari (sacerdote) e Kardar che rappresentano l'alta corte (la vediamo in riunione, in piazza, nella foto a fianco, in alto). Pujari e Kardar sono cariche ereditarie.

Inoltre vengono eletti i quattro membri della Jestha (bassa corte, visibile in riunione nella piazza centrale, nell'immagine a fianco, in basso).

Ognuno degli eletti della bassa corte sceglie un altro membro (Pogudar) così il numero degli eletti sale a otto, di questi uno viene eletto Pradhan (capo).

La carica di Goor, ritenuta la voce di dio nel villaggio (in quanto si ritiene venga posseduto dallo spirito di Jamlu Devta), può essere attribuita a chiunque.

Ci possono essere anche due Goor, oppure nessuno, com'è avvenuto dopo il 1985 alla morte di Madgu che non venne sostituito (a causa delle cattive influenze delle forze maligne).

La tradizione vuole che quando un Goor viene riconosciuto come tale, indossi un cappello bianco e lasci crescere i capelli. In certe occasioni il Goor, in un rito di tipo sciamanico, danza in estasi posseduto dallo spirito di Jamlu Devta. In queste occasioni ascolta le lamentele dei cittadini ed esprime i suoi pareri.

Giustizia

Anche la giustizia è autogestita, se qualcuno chiede l'aiuto della polizia indiana deve pagare una multa di 1.000 rupie. Le sentenze sono discusse prima dal consiglio basso (nella foto a fianco il consiglio riunito in piazza), fino a che non raggiunge l'unanimità, vengono poi emesse dal consiglio alto e sono, soprattutto, multe pecuniarie. A volte le decisioni vengono ridiscusse e, dopo aver valutato gli interessi del villaggio, i pro e i contro, vengono cambiate. Chiunque non accetti il verdetto viene cacciato dalla valle. La pena più grave, relativa al furto di oggetti sacri, prevede che il colpevole sia legato a una grossa pietra e gettato da un dirupo.

Architettura

Le case costruite in legno e pietra, hanno due o tre piani e ogni piano ha un nome e una funzione specifica:

il piano terra, denominato Khudang, viene utilizzato come stalla per il bestiame. Il primo piano, Gaying, è utilizzato come magazzino per cibo, vestiario e legna. L'ultimo piano, Patì, con un grande balcone è la zona residenziale.



Foto a fianco: casa di Dele Ram, a Malana alta.

Sotto: particolari delle case di Malana alta.

Incisioni e sculture decorative su legno sulle pareti del Bandhara (magazzino per le offerte, vicino al tempio):
Scene di battaglia scolpite su un balcone Particolare delle offerte su una facciata
Offerte votive (cavalli d'argento) su una facciata Scene erotiche decorative
Cavallo con il suo conducente Devoto (incisione su legno)
Scimmia e pavone Pavone (particolare)

Linguaggio

La lingua parlata è il Kanashi, totalmente diverso da tutti i dialetti delle vicinanze; sembra un misto tra sanscrito e vari dialetti tibetani. E' considerato uno dei segreti del villaggio e agli stranieri è proibito utilizzarla.
Malana quindi è una vera e propria isola linguistica, incomprensibile anche nella valle Parvati dove parlano dialetti appartenenti alla famiglia indoeuropea.

Il Kanashi è
stata classificata come una lingua sino-tibetana, collegata al Milchang che è un sotto-ramo del Kinnauri (un gruppo di dialetti parlati nel Kinnaur).
Anche se gli abitanti affermano di essere discendenti dei soldati di Alessandro Magno (che nel loro ripiegamento verso la Grecia avrebbero preferito fermarsi in questa bellissima valle) non vi è prova di legami lessicali con le lingue greca o macedone.
Anche le due famiglie Julaha e Lohar che ormai vivono qui da oltre 60 anni non possono parlare il Kanashi.

Educazione

Nella scuola, con circa 100 ragazzi, c'è un solo maestro di primo grado. L'edificio scolastico ospita anche un dispensario Ayurvedico.

Nel 1966 è stata aggiunta una scuola media con insegnanti di sanscrito, scienze e storia.
Per quattro insegnanti ci sono solo 13 studenti.



Nella foto a sinistra l'edificio della scuola.
In basso, a sinistra, la scuola media e il dispensario.

A destra, in basso: ragazzini del villaggio.


Ecologia

La popolazione che vive coltivando la terra e di pastorizia, è molto attenta a preservare l'ecosistema.
Non si possono piantare chiodi sugli alberi, accendere fuochi nella foresta, estirpare rami che non siano secchi.

La caccia necessita di un permesso speciale che viene concesso solo in particolari periodi.


Alcuni esempi della flora di Malana.



Il Dharamsala dove vengono preparati gli strumenti musicali prima delle festività.
Sotto: suonatori arrivano al villaggio in occasione delle feste.

Festività e matrimoni

A Malana si celebrano due grandi festività: Bado Mela, in agosto, e Fagdi Mela, in febbraio.

I matrimoni sono regolamentati e devono avvenire all'interno dei quattro clan che compongono il villaggio. Si tratta di una cerimonia semplice, senza sacerdoti o rituali particolari. Di solito ci si sposa prima dei 15 anni.
Il giorno del matrimonio lo sposo indossa un turbante e gli abiti tradizionali, insieme ai suoi amici e ai parenti visita la casa della sposa dove è organizzato un banchetto. Non lo accompagnano più di 30-40 persone. Sono serviti riso, chapatti, dal e carne. Nel frattempo, anche la sposa viene vestita con l'abito tradizionale ed ornata di gioielli. I genitori le porgono doni e la benedicono. Successivamente, la sposa e lo sposo si preparano per la nuova vita secondo la consuetudine: lo sposo è il primo a lasciare la festa impugnando un Mashal (torcia). La sposa gli corre dietro e insieme vanno nella casa della famiglia di lui. Questo è tutto per quanto riguarda le nozze che vengono chiamate Rakshasi. Nessuna cerimonia, nessun sacerdote e rituali elaborati. L'unico posto del mondo esterno con cui gli abitanti di Malana mantengono rapporti è il villaggio di Raso, dove si venera la dea Reneuka, la moglie di Jamlu. Per questo le ragazze da Malana possono sposarsi qui, altrimenti sono autorizzate a farlo solo all'interno di Malana. Se sposano un estraneo può anche essere loro inibito il permesso di rientrare nel paese.
E' ammesso il divorzio, in questo caso l'uomo deve provvedere una casa e cibo per l'ex moglie. Le donne divorziate possono risposarsi (ma devono far passare un anno), mentre per i maschi è ammessa la poligamia. I morti vengono cremati e il rituale dura tre giorni.




L'autore di questo saggio, Virendra Bangroo, con il sacerdote Bua Ram e la moglie.




L'ingresso del tempio di Jamlu Rishi con le corna votive appese alla facciata.



Un'immagine laterale del tempio di Jamlu Rishi.

Credenze religiose

Il tempio di Jamlu Rishi con le sue elaborate decorazioni in legno è degno di nota per la sua particolarità architettonica. Corna di animali sacrificati nel tempio sono fissate sulla facciata.

Il sacerdote del villaggio, Bua Ram, è l'unico nel villaggio ad indossare un turbante bianco. I suoi antenati, da secoli, si prendono cura del santuario del villaggio e tramandano le tradizioni di Rishi Jamlu agli abitanti.

Bua Ram ha una casa a due piani, ben arredata e impreziosita, all'estemo, da intricate sculture in legno.
I suoi familiari vivono altrove ma lo visitano sovente provvedendogli il cibo e quanto gli serve. Vicinissima alla casa del prete è la dimora del Jamdagni Rishi, il tempio, chiamato nel dialetto locale Jamlu Rishi (Jamlu il saggio).

La carica di prete è ereditaria. Bua Ram ha un figlio Bayi Ram e una figlia Suvari Devi. Bayi Ram ha due figli Morsingh e Amarchand.
Jamlu è la divinità che viene considerata signore del villaggio. I suoi cortigiani sono eletti e raccolgono fondi per la manutenzione dei servizi civici da:

1. entrate prodotte dai terreni del villaggio
2. estranei che pascolano il loro bestiame
3. offerte in contanti dei devoti, oro e cavalli d'argento.
4. offerte dei visitatori.


L'amministrazione di Malana è basata sulla fede religiosa e per questo i membri eletti selezionano tra gli abitanti dei Bhandaria cui vengono assegnati i seguenti compiti:

1. riscuotere l'imposta sui terreni della zona, che ricade sotto la giurisdizione del santuario del villaggio.
2. depositare tutte le entrate nel tesoro del santuario.
3. mantenere il conto profitti e perdite.
4. raccogliere e depositare le offerte.
5. organizzare i fondi per le funzioni e organizzare le festività.
6. reggere i simboli di Devata Jamlu durante le processioni religiose.

L'edificio a tre piani vicino al cortile è pensato per mantenere cibo e altre necessità per i pellegrini. Secondo la norma del paese, nessuno nel villaggio deve rimanere affamato. Visitatori e pellegrini in questo luogo possono quindi ottenere cibo. Per mantenere questo magazzino ogni anno vengono selezionate quattro persone dal villaggio.

Per la divinità c'è anche una Bhandar separata, adiacente al suo tempio. In questo edificio sono custoditi il cibo, oltre alle offerte in contanti, in oro e cavalli d'argento.



Nell'immagine a fianco: il tempio di Renuka Devi, situato nella parte bassa del villaggio.

La casa del Pujari, il sacerdote Bua Ram. Decorazioni esterne del tempio di Jamlu Rishi
Decorazioni esterne del tempio di Jamlu Rishi Decorazioni del tempio di Jamlu Rishi: due pavoni
Decorazioni del tempio di Jamlu Rishi: elefante Decorazioni del tempio di Jamlu Rishi: battaglia
Intagli di carattere mitologico sulla casa di Kesu Ram.
ingresso della casa del saecrdote Bua Ram Decorazioni: loto e scene di danza
Motivi geometrici Scene di danza e motivi geometrici
Fiori di loto Guerriero con un cammello
Medaglioni di loto Scene di battaglia
Scene di danza Lotta di tori

Malana cream

Qui si produce il "Malana cream", considerato il miglior hashish del mondo, coltivato nonostante l'opposizione del governo indiano. Nelle foto lo si può vedere esposto ad essiccare un po' dappertutto in quanto più redditizio delle altre culture.

Purtroppo se, da una parte, questo ha portato buoni introiti finanziari, ha portato visitatori interessati solo a questo prodotto, che si sono dimostrati scarsamente rispettosi delle regole di Malana, turbando l'ecosistema del villaggio.
Per questo motivo, unitamente alle pressioni del governo indiano, pare che ultimamente questo tipo di coltivazione sia stata molto ridimensionata.



L'ingresso del tempio di Jamlu Rishi, perduto, completamente bruciato nell'incendio del 2008.
Sotto: la facciata del tempio era coperta da offerte votive, soprattutto le corna degli animali sacrificati. Il tempio, come pure le case, sono stati ricostruiti seguendo i modelli originali, vecchi di secoli.

L'incendio

Il 5 gennaio 2008 un terribile incendio (foto sotto) ha distrutto metà del villaggio inclusi i templi. Quasi 900 persone sono rimaste senza tetto e 158 case sono state distrutte. Alcuni hanno trovato riparo nelle abitazioni superstiti mentre altri si sono sistemati sotto teli di plastica o all'interno di caverne.

Il problema più grande è stato quello di preservare gli animali dal freddo e dalla fame, in quanto anche il foraggio stoccato all'interno delle case è andato perduto.


La tragedia, tuttavia, ha rafforzato la fede degli abitanti. Invece di costruire rifugi per sfuggire al freddo, si sono infatti impegnati a scavare nuovi siti per i templi, tra cui quello principale Jamlu Rishi, tutti ridotti in cenere.

A causa dell'incendio è stato trovato un tesoro nascosto di monete d'argento e bronzo, rimasto sepolto sotto i templi per secoli. Sei contenitori di monete sono state recuperate dalle ceneri. Ma il valore di queste monete non sarà utilizzato: "Le monete e gli altri oggetti di valore recuperati sono di proprietà di Devata Jamlu. Nessuno può utilizzarli", ha detto Shukru Ram, che lavora per il tempio principale. "E' stato un miracolo - ha continuato - che le monete si siano salvate quando tutto è andato distrutto".

Leggi l'articolo con le foto relativo alla situazione e alla ricostruzione dopo l'incendio



Anche a Malana il futuro è nelle mani dei giovani che, come si nota nella foto in basso, assistono interessati alle riunioni dell'autogoverno.


Conclusione

Malana è un'isola dove il tempo, quasi, si è fermato, ma che può suggerire diversi spunti stimolanti al mondo moderno:

il modo in cui risolvono i loro problemi è una lezione per l'élite urbana: non ci sono libri di legge, nessuna clausola, nessuna costituzione, nessun avvocato, nessun poliziotto o stazioni di polizia, eppure gli abitanti del villaggio vivono in armonia reciproca, condividendo i rispettivi problemi.

Con i requisiti minimi di base, i Malanesi, nei secoli hanno imparato a vivere in sintonia con la natura.
Sono felici di essere parte della natura benevola.
Anche se non possono avere accesso ai lussi del mondo moderno, si può ugualmente vedere il bagliore della soddisfazione sui loro volti innocenti.
In realtà uno straniero di qualsiasi altro paese è un intruso: Malana è come una famiglia affiatata ed è naturale che nessuno dovrebbe interferire nei loro affari privati.


Se davvero vogliamo proteggere e preservare questo patrimonio dobbiamo lasciare il controllo del villaggio nelle loro mani. Saranno d'aiuto solo interferenze minime, a cui hanno unitariamente mostrato apertura.

Malana con il suo stile di vita unico, la lingua segreta e le tradizioni particolari ha suscitato l'interesse degli stranieri, non sempre con la giusta prospettiva. Soprattutto per quanto riguarda la coltivazione della cannabis.
Ma per quanto tempo l'identità unica di questa terra potrà resistere alla modernizzazione?


Photos by Virenda Bangroo ©



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