Studio fotografico delle luci di Rembrandt

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Studio fotografico delle luci di Rembrandt

di Tyson Robichaud



Tyson Robichaud è un artista fotografo che vive e lavora a Portland, nel nord ovest degli Stati Uniti, dove alla sua attività creativa abbina quella di studioso ed insegnante della tecnica e della pratica digitale. In questo articolo propone l'utilizzo della luce, nella fotografia, anche senza attrezzature professionali, con lo stesso stile usato da Rembrandt nei suoi quadri.

Alcune delle sue immagini su tysonrobichaudphotography.com

Autoritratto, Rembrandt 1629

Molte forme d'arte si rifanno al medium artistico precedente o lo imitano.
Il fotoritratto è un modo per raffigurare un soggetto con la luce ed è sempre stato molto influenzato dalla precedente forma artistica usata per ritrarre un personaggio, la pittura. Un maestro che viene studiato dai fotografi per il suo uso della luce, delle ombre e per le sue impeccabili tecniche di chiaroscuro è Rembrandt. ... un genio che padroneggiava la luce.
Qui (sopra e sotto) vediamo due suoi autoritratti eseguiti a circa trent'anni di distanza l'uno dall'altro.
Autoritratto, Rembrandt 1660

Il suo uso direzionale della luce sui suoi soggetti lo ha aiutato a creare uno stile personale ed inconfondile. Uno stile che oggi è comunemente utilizzato nella fotografia ritrattistica, abbastanza facile da replicare con risultati soddisfacenti.
In questi due autoritratti si noti la direzione della fonte di luce. Proviene dalla sinistra di chi guarda con un angolo che non è in grado di illuminare perfettamente il lato sinistro del viso di Rembrandt (il destro per chi guarda).
Come si vede l'artista usa questa tecnica anche nel suo primo autoritratto, un metodo che utilizzerà regolarmente nei suoi lavori: luce forte laterale per creare forti effetti drammatici.


Un altro elemento da notare è il modo in cui la luce colpisce la guancia sinistra. Poiché il naso oscura la fonte di luce, si crea un triangolo rovesciato di ombre che accentua le curve e i contorni in faccia. Ciò farebbe intuire che la luce veniva da sinistra con un angolo di circa 45-60 gradi dallo spettatore.
Il maestro impiegava questa luce direzionale per definire accuratamente le dimensione nei suoi quadri sia fossero ritratti, che scene più grandi come la famosa "La ronda di notte".

La ronda di notte (Nightwatch), Rembrandt 1642.


La ronda di notte è uno dei dipinti più famosi di Rembrandt. Ho avuto la fortuna di vedere questo dipinto al Rijksmuseum di Amsterdam. È enorme. Le figure in primo piano sono più grandi di un essere umano a grandezza naturale e il quadro stesso potrebbe occupare il lato di una casa di due piani.
Un'immagine del computer a bassa risoluzione non arriva nemmeno vicino a dare un'idea di questo capolavoro. Vorrei suggerire, se capitate in Olanda, di trascorrere una giornata al museo e un bel po' di tempo davanti a questo dipinto.

Ma torniamo alla nostra applicazione. La realizzeremo con un semplice set mostrando un modo veloce e facile di usare questa luce direzionale per creare ritratti con atmosfere contrastate di questo tipo.
Per il primo scatto veloce ho usato una luce semplice comprata in un negozio di casalinghi (un piatto di metallo con una normale lampadina e pinze a molla). In ogni caso si può utilizzare qualsiasi sorgente di luce che si possa direzionare.

Nel disegno sotto si vede come la luce sia stata collocata sulla destra, poco sopra la testa del soggetto, con un'angolo di circa 40 gradi.

Questo il primo risultato:


Non è una bella fotografia (la fonte di luce è molto dura e il decadimento della luce sul viso è veloce e sporco) ma un esempio utile per migliorare.
Ora, se vogliamo dare "fantasia" a questo scatto, possiamo lavorare sulle luci.
Si può creare facilmente un riflettore (con grande pezzo di carta bianca o foamcore) e posizionarlo sul lato opposto alla sorgente di luce, appunto per riflettere un po' di luce sul lato oscuro del volto, schiarendo un po' le ombre. .

Poi, ho provato con un approccio un po' più professionale e tecnico. Ho utlizzato un paio di flash più grandi, uno in un softbox e l'altro sopra il soggetto attraverso una griglia (come una griglia a nido d'ape) per dare alla testa maggior definizione, separandola dallo sfondo.
Ecco qui sotto lo schema di questo set, con la foto realizzata grazie a questa ambientazione.

In questo scatto, si noti l'angolo del softbox che crea una luce morbida e avvolgente.
Se avessi puntato la luce direttamente sul soggetto avrei perso l'ombra del naso, così ho smorzato la luce in modo da non perdere i particolari. La luce in questo secondo scatto non è così dura e illumina in modo molto più graduale, un po' come si vede nei due autoritratti di Rembrandt.
Il secondo mostra un cambiamento molto più graduale, con luce meno dura, che evidenzia meglio le ombre.


E' una tecnica abbastanza facile che produce risultati interessanti. Usandola come punto di partenza, magari aggiungendo un cerchio di luce che colpisca da dietro, o un luce di fondo, si potrà ottenere ulteriore profondità.




© Le fotografie sono di Tyson Robichaud e non possono essere utilizzate o duplicate senza permesso.


Last modified : Friday, 15-Oct-2010