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La storia della musica a Torino e dintorni

La liuteria piemontese - dinastia Guadagnini - 3


Quella dei Guadagnini può essere definita, a ragion veduta, una vera e propria dinastia, una famiglia che è riuscita a trasferire di padre in figlio non solo la passione per la liuteria ma anche la propria attività lavorativa. Scrivendo sui Guadagnini disquisiamo su Maestri capaci di eguagliare con i loro lavori i grandi rivali cremonesi nel loro periodo più fecondo.

Il capostipite della famiglia è stato Guadagnini Lorenzo che, stando alle più recenti ricerche, sembra non abbia mai esercitato, come attività prevalente, la professione del liutaio. Di lui si sa, dopo anni di dispute sulle sue origini, che nacque a Cerignale, in alta Val Trebbia, in provincia di Piacenza il 22 dicembre 1685 e che morì in Piacenza il 15 giugno del 1746. Fu contadino, oste, macellaio e probabilmente anche costruttore di violini ma solo a partire dal 1739-1740.


Giovanni Battista Guadagnini, figlio di Lorenzo, nasce a Bilegno, in Val Tidone, il 23 giugno del 1711 e muore a Torino il 18 settembre del 1786. Fu il più importante liutaio della famiglia e, ancora oggi, é universalmente riconosciuto come il migliore.


La sua lunga vita lavorativa si contraddistinse per i frequenti spostamenti cui si sottopose, spostamenti talmente frequenti per quei tempi da indurre in errore numerosi biografi che ritennero di trovarsi di fronte a due Guadagnini aventi lo stesso nome: “Giovanni Battista”.


Nel gennaio del 1738, lasciata la campagna, lo troviamo a Piacenza, città nella quale inizia la sua attività di liutaio e firma, nel 1740, i primi violini talvolta con i due nomi di battesimo: “Joannes Baptista, filius Laurentii Guadagnini fecit Placenciae 1740” altre con il solo primo nome: “Joannes Guadagnini fecit Placenciae 1740”.

Giovanni Battista Guadagnini, Viola da gamba

Questo primo periodo di lavoro è ancora poco conosciuto e Carlo Chiesa nella sua monografia, riferendosi a un ipotetico apprendistato fatto dal Guadagnini presso lo Stradivari, così riassume il suo lavoro:“…i suoi metodi costruttivi non sono quelli che certamente là avrebbe imparato ad usare ed il suo stile mostra un’immaturità che un serio apprendistato gli avrebbe permesso di superare. D’altra parte la perizia tecnica con cui gli strumenti sono rifiniti non è quella di un artigiano alle prime armi”.  Certo è che la curvatura dei fondi, i ricci privi di tracce classicheggianti ma tagliati con spirali fluenti, le vernici di colore rosso brillante anziché arancio scuro, denotano sin dall’inizio grande personalità e la volontà di creare uno stile personale.                                                                                       


Da Piacenza si allontana nel 1749 per andare a Milano dove si fermerà sino all’inizio del 1759, anno nel quale si trasferisce a Parma alla corte del Duca Filippo di Borbone grazie all’intercessione dei fratelli  Paolo Ferrari, violinista, ma soprattutto Carlo Ferrari già primo violoncello nell’orchestra del Regio Teatro Ducale di Milano. Negli strumenti prodotti durante la permanenza a Parma spesso indicava nelle sue etichette “Cremonensis”  per affermare di essere di scuola stradivariana anche se, come abbiamo visto,  questo episodio della sua vita non è mai stato accertato.


Le sue peregrinazioni terminano nel 1772, anno nel quale si trasferisce definitivamente a Torino e risiede fino al giorno della sua morte.


In questa ultima parte della vita Guadagnini produce le sue opere migliori, certamente stimolato dal contratto stipulato con il Conte Cozio di Salabue che, inizialmente, si propone a lui come mecenate, acquistando molti dei suoi violini rimasti invenduti. Dal 1773 e fino al maggio 1777 il Conte fu l’unico cliente del grande maestro liutaio al quale fornì il legno per le sue opere e dal quale acquistò praticamente tutti gli strumenti prodotti: circa 60 violini, 4 viole e 3 violoncelli.

Nel periodo torinese Guadagnini modificò in maniera sostanziale la manifattura dei suoi strumenti che, in qualche modo, si avvicinò maggiormente ai capolavori dello Stradivari. Anche la vernice, spesso di colore rosso e rosso-bruno, fu più curata ed il legno utilizzato di qualità superiore e di sonorità difficilmente eguagliabile. Sulle sue etichette dell’esperienza torinese volle aggiungere “alumnus Antoni Stradivari”, da un lato per sottolineare il suo rispetto nei confronti del grande liutaio, dall’altro per ragioni meramente commerciali.

Viola di Giovan Battista Guadagnini - Milano c. 1755

Giovan Battista Guadagnini - Torino 1771


Giovan Battista Guadagnini 1753.

Giovan Battista Guadagnini 1753.



Il grafico prende in considerazione varie aste svoltesi a prtire dal 1975 fino al 2010 e dimostra come i prezzi di vendita degli strumenti di G.B. Guadagnini siano aumentati ad un tasso medio del 6,8 per cento annuo.

Possiamo inoltre segnalare che il prezzo raggiunto presso i commercianti, per esemplari particolarmente pregiati, ha superato il valore di 1,3 milioni di dollari.


Atto di nascita di Gian Battista Guadagnini
Il testo in originale è scritto in latino, sotto la traduzione.
«Anno 1721 il giorno 23 di giugno. Il nome GiovanniBattista fu imposto a un bambino nato dai coniugi Lorenzo Guadagnini e Domenica de Scaranis di questa chiesa pievanacollegiata di S. Giorgio del luogo di Bilegno Val Tidone della diocesi piacentina nel giorno sopra scritto, che successivamente nella detta chiesa secondo il rito e solennemente al Sacro Fonte Battesimale fu rinato da me Andrea Arcelli Arciprete di questa pieve.

Furono Padrini Giovanni Battista Miniato figlio di Giulio Bigi e Apollonia figlia di Carlo dei Poncini entrambi di questa parrocchia.

Così è, nella fede dei quali,»

Segue la firma A.A.A. (Andrea Arcelli Arciprete)


La dinastia Guadagnini

Guadagnini Giovan Battista muore a Torino il 18 settembre del 1786 lasciando ai figli e ai nipoti il compito di proseguire la sua attività.


GUADAGNINI Giuseppe detto il Soldato, secondo figlio di Giovan Battista, nasce a Milano il 18 aprile 1753 e muore a Pavia il 28 agosto del 1805.

Fu allievo del padre con il quale lavorò a Parma, a Torino, per poi spostarsi a Pavia, ancora a Parma dal 1788 al 1790, a Como e nel 1790 ancora a Pavia. Ebbe una grande produzione che non raggiunse mai la qualità del padre. Sulle sue etichette si dichiara figlio di Giovan Battista e nipote di Lorenzo. I suoi modelli sono belli, la vernice è giallo oro e le volute intagliate artisticamente. Molti dei suoi strumenti sono stati contraffatti e fatti passare, da commercianti privi di scrupoli, per quelli di Lorenzo I (il padre di Giovan Battista).

Le sue opere sono state aggiudicate in asta, negli ultimi anni, a 80-90 mila dollari.

Secondo René Vannes sarebbero esistiti due Guadagnini: Giuseppe, detto il Soldato, nato intorno al 1736, e Lorenzo II nato nel 1753. Per molti altri ricercatori sarebbe esistito esclusivamente Giuseppe, soprannominato il Soldato e per altri Lorenzo II detto Giuseppe. Sempre secondo il Vannes Giuseppe sarebbe nato intorno al 1736 mentre noi sappiamo che Giovan Battista si unì in matrimonio con Cecilia Coccardi nel 1739 e da questa ebbe tre figli. Cecilia morì il 2 settembre del 1746. Rimasto vedovo si risposò una prima volta con Teresa Opici, che lo lasciò prematuramente, ed una seconda volta, il 4 aprile del 1747, con la ventunenne Anna Vitali. Si tenga anche conto che dai manoscritti presenti nell’Archivio di Stato di Parma si apprende che G.B. Guadagnini, nella  “Descrizione di tutta la popolazione della città di Parma” eseguita nel 1765, è persona che “fa violini” che ha moglie e sei figli: Gaetano di 14 anni, Giuseppe di 8, Filippo di 4 e 3 femmine. Tutte queste considerazioni, unite al fatto che da nessuna parte si trovano indicazioni di figli nati fuori dal matrimonio, ci portano a considerare che “Giuseppe il Soldato” altri non sia che Lorenzo II, guarda caso, soprannominato Giuseppe.

GUADAGNINI Carlo, figlio di Giovan Battista, nasce a Parma nel 1768 e muore a Torino il 20 novembre del 1816 come certificato da una lettera inviata da Gaetano II, figlio di Carlo, al Conte Cozio di Salabue. Rileva l’attività paterna insieme a Gaetano I. I biografi ritengono la sua produzione superiore a quella del fratello. I suoi strumenti , violini chitarre e mandole, sono apprezzati per la bella vernice rosso bruno  e l’ottima sonorità.


GUADAGNINI Gaetano I (Milano 1750-Torino 1817), figlio di Giovan Battista, fu costruttore, insieme al fratello Carlo, di un limitato numero di violini e chitarre.


GUADAGNINI Felice nasce a Torino nel 1811 e qui muore nel 1839, è figlio di Carlo. Su Felice ci sono poche certezze, sia sulla sua esatta data di nascita che di morte. Altrettanto difficoltosa la sua esatta collocazione nell’albero genealogico della famiglia.


GUADAGNINI Gaetano II figlio di Carlo nasce a Torino nel 1795 e qui muore nel 1852. Non fu solamente apprezzato come valente costruttore di violini per l’accuratezza del lavoro ma anche per la scelta dei legni, per l’ottima sonorità dei suoi strumenti e la sua abilità di intagliatore. Costruì anche bellissime chitarre, arte nella quale si era già distinto il padre.


GUADAGNINI Antonio (Torino 1831 - 1881) è il figlio di Gaetano II. Lavorò con grande diligenza e fu considerato un eccellente imitatore dei grandi maestri liutai. I suoi strumenti sono sempre stati considerati di alto livello qualitativo sia per il materiale di prim’ordine usato che per il loro suono. Fu anche riparatore esclusivo degli strumenti del Liceo Musicale di Torino oggi Conservatorio.


GUADAGNINI Francesco (Torino 1863 - 1948) é figlio e allievo di Antonio dal quale rileva l’attività. E’ da considerarsi l’ultimo vero liutaio di questa celebre famiglia. Nel 1942 il suo laboratorio viene bombardato determinando di fatto la fine della sua attività. Alla sua morte la vedova e la figlia cambieranno la loro dimora e vivranno modestamente. I violini, i violoncelli e le chitarre prodotti da questo ottimo artigiano raggiungono ancora oggi quotazioni elevate. I suoi modelli sono ispirati ai suoi importanti antenati, in particolar modo a Giovan Battista al quale si rifà per la scelta dei legni e delle vernici rosso e rosso-scuro.


GUADAGNINI Paolo, figlio di Francesco, nasce a Torino nel 1908 e muore tragicamente il 28 dicembre del 1942 a seguito dell’affondamento della nave “Galilea” che stava tentando di trasportare la divisione Giulia dal Pireo all’Italia. Produsse solamente una ventina di violini ed il suo lavoro può essere paragonato a quello del padre anche se eseguito da mani meno esperte.

Studio del riccio e della voluta del violino "Salabue" - G.B. Guadagnini 1779




Etichette originali trovate all’interno degli strumenti della famiglia Guadagnini che certificano il loro autore e la data di costruzione. Occorre sottolineare che l’accertamento dell’autenticità di uno strumento non transita mai attraverso le etichette che possono, con operazioni semplicissime, venire spostate o riprodotte con estrema facilità  in tipografie specializzzate.   



G.B. Guadagnini - Riccio 1772.




Ricci con bischeri - G.B. Guadagnini




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