Cultor College|
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Quella dei Guadagnini può essere definita, a ragion veduta, una vera e propria dinastia, una famiglia che è riuscita a trasferire di padre in figlio non solo la passione per la liuteria ma anche la propria attività lavorativa. Scrivendo sui Guadagnini disquisiamo su Maestri capaci di eguagliare con i loro lavori i grandi rivali cremonesi nel loro periodo più fecondo.
Questo primo periodo di lavoro è ancora poco conosciuto e Carlo Chiesa nella sua monografia, riferendosi a un ipotetico apprendistato fatto dal Guadagnini presso lo Stradivari, così riassume il suo lavoro:“…i suoi metodi costruttivi non sono quelli che certamente là avrebbe imparato ad usare ed il suo stile mostra un’immaturità che un serio apprendistato gli avrebbe permesso di superare. D’altra parte la perizia tecnica con cui gli strumenti sono rifiniti non è quella di un artigiano alle prime armi”. Certo è che la curvatura dei fondi, i ricci privi di tracce classicheggianti ma tagliati con spirali fluenti, le vernici di colore rosso brillante anziché arancio scuro, denotano sin dall’inizio grande personalità e la volontà di creare uno stile personale. Da Piacenza si allontana nel 1749 per andare a Milano dove si fermerà sino all’inizio del 1759, anno nel quale si trasferisce a Parma alla corte del Duca Filippo di Borbone grazie all’intercessione dei fratelli Paolo Ferrari, violinista, ma soprattutto Carlo Ferrari già primo violoncello nell’orchestra del Regio Teatro Ducale di Milano. Negli strumenti prodotti durante la permanenza a Parma spesso indicava nelle sue etichette “Cremonensis” per affermare di essere di scuola stradivariana anche se, come abbiamo visto, questo episodio della sua vita non è mai stato accertato. Le sue peregrinazioni terminano nel 1772, anno nel quale si trasferisce definitivamente a Torino e risiede fino al giorno della sua morte. In questa ultima parte della vita Guadagnini produce le sue opere migliori, certamente stimolato dal contratto stipulato con il Conte Cozio di Salabue che, inizialmente, si propone a lui come mecenate, acquistando molti dei suoi violini rimasti invenduti. Dal 1773 e fino al maggio 1777 il Conte fu l’unico cliente del grande maestro liutaio al quale fornì il legno per le sue opere e dal quale acquistò praticamente tutti gli strumenti prodotti: circa 60 violini, 4 viole e 3 violoncelli.
Nel periodo torinese Guadagnini modificò in maniera sostanziale la manifattura dei suoi strumenti che, in qualche modo, si avvicinò maggiormente ai capolavori dello Stradivari. Anche la vernice, spesso di colore rosso e rosso-bruno, fu più curata ed il legno utilizzato di qualità superiore e di sonorità difficilmente eguagliabile. Sulle sue etichette dell’esperienza torinese volle aggiungere “alumnus Antoni Stradivari”, da un lato per sottolineare il suo rispetto nei confronti del grande liutaio, dall’altro per ragioni meramente commerciali. |
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Giovan Battista Guadagnini 1753. |
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Atto di nascita di Gian Battista Guadagnini Furono Padrini Giovanni Battista Miniato figlio di Giulio Bigi e Apollonia figlia di Carlo dei Poncini entrambi di questa parrocchia. Così è, nella fede dei quali,» Segue la firma A.A.A. (Andrea Arcelli Arciprete) |
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La dinastia Guadagnini GUADAGNINI Giuseppe detto il Soldato, secondo figlio di Giovan Battista, nasce a Milano il 18 aprile 1753 e muore a Pavia il 28 agosto del 1805. Fu allievo del padre con il quale lavorò a Parma, a Torino, per poi spostarsi a Pavia, ancora a Parma dal 1788 al 1790, a Como e nel 1790 ancora a Pavia. Ebbe una grande produzione che non raggiunse mai la qualità del padre. Sulle sue etichette si dichiara figlio di Giovan Battista e nipote di Lorenzo. I suoi modelli sono belli, la vernice è giallo oro e le volute intagliate artisticamente. Molti dei suoi strumenti sono stati contraffatti e fatti passare, da commercianti privi di scrupoli, per quelli di Lorenzo I (il padre di Giovan Battista). Le sue opere sono state aggiudicate in asta, negli ultimi anni, a 80-90 mila dollari. Secondo René Vannes sarebbero esistiti due Guadagnini: Giuseppe, detto il Soldato, nato intorno al 1736, e Lorenzo II nato nel 1753. Per molti altri ricercatori sarebbe esistito esclusivamente Giuseppe, soprannominato il Soldato e per altri Lorenzo II detto Giuseppe. Sempre secondo il Vannes Giuseppe sarebbe nato intorno al 1736 mentre noi sappiamo che Giovan Battista si unì in matrimonio con Cecilia Coccardi nel 1739 e da questa ebbe tre figli. Cecilia morì il 2 settembre del 1746. Rimasto vedovo si risposò una prima volta con Teresa Opici, che lo lasciò prematuramente, ed una seconda volta, il 4 aprile del 1747, con la ventunenne Anna Vitali. Si tenga anche conto che dai manoscritti presenti nell’Archivio di Stato di Parma si apprende che G.B. Guadagnini, nella “Descrizione di tutta la popolazione della città di Parma” eseguita nel 1765, è persona che “fa violini” che ha moglie e sei figli: Gaetano di 14 anni, Giuseppe di 8, Filippo di 4 e 3 femmine. Tutte queste considerazioni, unite al fatto che da nessuna parte si trovano indicazioni di figli nati fuori dal matrimonio, ci portano a considerare che “Giuseppe il Soldato” altri non sia che Lorenzo II, guarda caso, soprannominato Giuseppe. |
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