Cultor College|
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Fu Maestro di ottima levatura e molte delle sue opere furono vendute come Amati, ragione per la quale oggi è difficilissimo trovarne una con etichetta originale. I suoi splendidi strumenti si caratterizzano per le “ff” molto strette e le unghie dei filetti che si dirigono con forza al centro degli angoli che risultano avere un carattere più sostenuto rispetto a quello di Amati. La vernice dello strumento è di colore giallo dorato-ambrato e il carattere del suono è robusto e limpido. Particolarmente interessante è stata anche la produzione di violoncelli che, per il loro suono e la grande qualità della vernice, ricordano moltissimo i modelli di Amati. Nella bottega di Gioffredo Cappa si formarono professionalmente i suoi fratelli, Gioacchino e Giuseppe, ed altri valenti liutai: Giorgi Nicola, Sorsana Spirito, Testore Carlo Giuseppe, Catenari Enrico e Giuseppe Francesco, Celionato Giovanni Francesco, Bombirio Domenico ed anche due personaggi, Sapino ed Acevo, dei quali si sarebbero perse le tracce ma che, secondo alcuni studiosi, non sarebbero mai esistiti. |
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“Sapino”, la cui firma è stata trovata all’interno di un solo violino, null’altro sarebbe che il termine con il quale veniva e viene tradotta in dialetto piemontese la parola “abete” e cioè il legno con il quale fu costruita la tavola armonica dello strumento stesso. |
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