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La musica in Piemonte
Il Piemonte è stato fucina di grandi intelletti musicali e si può ben dire che, nel periodo compreso fra il XVI ed il XX secolo, il violino sia stato uno dei mezzi maggiormente utilizzati per estrinsecare queste espressività sonore.
Incerte sono le origini del violino che si presume nasca dalla trasformazione, nel XVI secolo, della viola piccola o Violetta (dessus de viole) e non già della pochette, strumento dalle ridotte dimensioni conservato in tasca (poche) dai musici di strada.
Balthazar de Beaujoyeulx - Baltazarini
La storia del violino ha radici così profonde in Piemonte che si fa risalire al piemontese Baltazarini, meglio conosciuto in Francia col nome di Balthazar de Beaujoyeulx (o Beaujoyeu), l’uso del primo violino a quattro corde (sec. XVI).
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Il 15 ottobre del 1581, alla corte di Enrico III e alla presenza di Caterina de’ Medici, per i festeggiamenti delle nozze della cognata del re Enrico III, Marguerite de Vaudemont (sorella della regina Luisa di Lorena) che andava sposa al duca di Joyeuse, realizzò e mise in scena il Ballet Comique de la Reine, considerato il primo vero balletto della storia.
Fu compositore elegante e, per i suoi meriti artistici, fu nominato primo valletto di camera e soprintendente alla musica di Parigi, città nella quale morì presumibilmente nel 1587.
Tra il XVII e il XIX secolo, il Piemonte è in pieno fermento musicale e sforna un numero incredibile di grandi violinisti e valenti compositori come Somis, Viotti, Pugnani, Giardini, Polledro, Ghebart, Sivori e violiniste come le sorelle Milanollo Teresa e Maria talmente provette da far scrivere di loro dal Reagli in “Storie del violino in Piemonte”: “Queste due nuove muse, questi due angioletti, che del loro nome riempirono l’Europa…” e in particolare di Teresa Milanollo “Nessuno ha saputo al paro di lei scuotere e far piangere tutto un uditorio, effetto rarissimo per la musica solamente instrumentale, che non è aiutata da un testo poetico, o da una situazione drammatica. Più che ogni altro, Teresa lascia all’anima libero il volo, ed il Pubblico sente qualcosa di più vivo, di più intimo, di più puro e di più ideale, e ne prova il supremo incanto.”
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Bibliografia
Laurent Grillet. "Les ancêtres du Violon et du violoncelle les luthiers e les fabricants d'archets"
G. Branzoli. "Manuale storico del violinista"
Francesco Regli. "Storia del violino in Piemonte"
George Hart. "The violin"
Quotidiano "Libertà" (2008)
H.R. Haweis. "Old Violins"
Corrado Rovini. "Il violino"
Rosario Profeta. "Storia e letteratura degli strumenti musicali"
René Vannes. "Dictionnaire Universel des Luthiers"
Fiori Giorgio. Documenti biografici di artisti e personaggi piacentini dal Seicento all’Ottocento nell’Archivio Vescovile di Piacenza, in "Strenna Piacentina", 1994
Gaspare Nello Vetro. "Dizionario della musica e dei musicisti dei territori del Ducato di Parma e Piacenza
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