Architettura tradizionale del Kashmir, India

Cultor College


Le meraviglie del Kashmir:
l'Architettura - 1


di Virendra Bangroo
dell' Indira Gandhi National centre for the Arts

Le foto sono dell'autore



I monumenti antichi del Kashmir propongono un prezioso collegamento tra passato e presente raccontando una storia struggente lunga migliaia di anni.
La magnificenza di questi monumenti spiega perché i kashmiri una volta erano chiamati 'shilpin Shastra' o 'maestri artigiani'.
Queste meraviglie dell'architettura, molte delle quali ora sono malridotte, a causa dei danni del tempo e degli atti vandalici, mi hanno affascinato fin da giovanissimo. Scavare in profondità nei misteri delle loro peculiarità artistiche è stata una passione, che mi ha ben presto condotto a visitare tutti i siti antichi.
Questo studio mette in evidenza alcuni dei tratti distintivi dell'architettura del Kashmir e la notevole importanza che occupano nella storia dell'arte indiana.


Il panorama di Leh antica capitale del Ladakh nel Kashmir.

Antichi insediamenti nel Kashmir

L'uomo lascia dietro di sé, sulla terra dove è vissuto, impronte creative del suo lavoro manuale e intellettuale. Queste immagini spesso sono cancellate dalle generazioni che seguono o rimangono nascoste sotto strati di terreno. Durante gli scavi, a vari livelli, si trovano varie storie da raccontare.

La prima civiltà dell'India è tornata alla luce quando sir John Marshall iniziò gli scavi a Harrapah nel 1919-1920. Si scoprì una civiltà fiorita tra il 2500-1500 aC e, nello stesso periodo, sviluppatasi anche nel Kashmir.

Il più antico insediamento del Kashmir è venuto alla luce quando l'Archaeological Survey of India ha intrapreso i lavori di scavo a Burzahama nel 1960-61.
Le civiltà dell'Indo erano urbane, mentre quelle di Burzahama erano di carattere rurale.
Ma l'antica civiltà del Kashmir non è confinata solo nell'altopiano Burzahama, i suoi resti infatti si trovano in altri luoghi della regione ad esempio: Pampore, Ladhu, Gupkral, Dadsar, Hariparigom, Martand, Budgam e Manasbal.



Le rovine di Martand, dipinto del maggiore E.Molyneux, 1908.

Martand è fra i templi più famosi del culto del Sole nei primi tempi del bramanesimo. Lo storico Ghulam Hassan narra che nonostante tutti gli sforzi compiuti dal Sultano Sikandar per distruggerlo, il tempio rimase intatto per oltre un anno. Probabilmente la combinazione di elementi culturali Buddisti, Iranici, Greci, Mongoli, oltre all’azione dei Mistici e dei Sufi ha favorito la conservazione della tradizione solare del Kashmir nell’architettura dei Mogol.
Gli scavi a Burzahama hanno portato alla luce quattro periodi diversi:
I e II appartengono al neolitico, il III al megalitico e il IV al primo periodo storico.
Il livello più basso (periodo I) ha rivelato buche che erano strette in alto e più larghe nella parte inferiore. Erano utilizzate come abitazioni. La più grande in alto misura 2,74 metri e 4,57 metri sul fondo. Piccole buche sono state trovate sui lati delle pareti, probabilmente utilizzate come depositi.
Le pareti interne dell'abitazione erano intonacate con fango, la sovrastruttura probabilmente era in legno con copertura di betulla, il materiale che ancora un decennio fa nella valle del Kashmir era comunemente utilizzato per le coperture dei tetti.

Nel II periodo vi fu un cambiamento rivoluzionario: la gente iniziò a costruire case con mattoni, cotti al sole, e pietre, mentre le pareti interne venivano intonacate con uno strato di fango, rivestito da sottile ocra rossa.

Nel III periodo si registrò un'evoluzione multidimensionale: le abitazioni erano ancora fatte di pietra e fango, dipinte all'interno con terre colorate.

Del IV periodo, infine, relativo allo strato superiore degli scavi, corrispondente al terzo e quarto secolo, sono stati trovati resti storici.


Una veduta del lago Dal a Srinagar, Kashmir.

Sviluppo dell'architettura nel Kashmir

Oltre alle sue bellezze paesaggistiche e il clima salubre, il Kashmir può essere giustamente orgoglioso del suo ricco e glorioso patrimonio culturale. I numerosi resti di antichi monumenti sparsi in tutta la valle sono degni di nota per gli elementi architettonici unici e le raffinate sculture in pietra.

Stagliati sullo sfondo del bellissimo paesaggio di montagna, questi antichi monumenti acquisiscono una grandezza davvero unica. Rappresentano una tradizione di arte architettonica, che dopo aver assorbito le influenze della migliore arte di Gandhara e di Gupta si è evoluta con un suo linguaggio ed uno stile proprio.


Le rive del fiume Saend a Ganderbal, nei pressi di Srinagar, Kashmir.
Gli antichi testi suggeriscono che alcuni dei primi templi sono stati costruiti in legno, materiale disponibile in abbondanza nella valle, ma quasi nessuno è sopravvissuto ai capricci della natura.

Più tardi induisti e buddisti iniziarono ad usare la pietra per costruire i loro luoghi di culto. La scuola indigena di architettura che si è evoluta nel corso dei secoli riflette l'energia creativa dell'Arte locale, che ha raggiunto l'apice della sua grandezza e gloria durante il periodo di Karkota e dei re Utpala.

Il Buddismo qui fu introdotto subito dopo la morte del Buddha e si dice che re Ashoka abbia costruito delle stupa nel III aC.
Le rovine buddiste a Harwan (32-37), Hoinar e Hutamar hanno rivelato piastrelle uniche la cui pregevole fattura evidenzia caratteristiche dell'Asia centrale.


Sito buddista ad Harwan I-II secolo aC.
Il primo sito di Harwan era un fiorente insediamento buddista. Le rovine di Chaitya qui rappresentano la prima fase delle costruzioni in muratura nella valle, caratterizzata dall'uso della ghiaia. I ciottoli venivano incorporati nel muro di fango. In seguito ci fu anche l'inserimento di pietre di grandi dimensioni, mentre nella terza fase le macerie piccole e grandi venivano disposte più ordinatamente.

L'archeologo R.C. Kak rinvenne un grande tempio absidale, rettangolare nella parte frontale e circolare nella parte posteriore. Il cortile di questo tempio, che serviva da passaggio deambulatorio era decorato con mattoni stampati e piastrelle di terracotta che raffigurano esseri umani e mitologici, animali, flora e disegni geometrici.

Forti della tradizione artistica buddista, gli artigiani del Kashmir hanno creato uno stile proprio per l'architettura indù. Così i templi del Kashmir presentano una miscela unica di stile straniero e creatività indigena, più adatta alle condizioni geografiche e climatiche locali.
Anand Coomaraswamy riassume tale amalgama in maniera molto eloquente:
"I templi braminici tipici del Kashmir, dal 750 al 1250 aC hanno un carattere particolare proprio e alcuni mostrano curiosamente un carattere europeo, in parte dovuto all'eredità di Gandhara di alcuni elementi, anche se tutti i particolari sono Indiani. Le forme speciali comprendono un doppio tetto piramidale, un frontone triangolare che racchiude una nicchia trilobata; colonne scanalate doriche con capitelli ionici, una "lanterna" di legno o di pietra sul soffitto fatto di quadrati sovrapposti, e cortili con chiostro o colonnato che circondano il santuario principale".


Il tempio di Lodhu si trova a 16 chilometri da Srinagar è nel bel mezzo di quella che era una piscina artificiale usata per raccogliere l'acqua e si dice sia quel che rimane della primitiva struttura in pietra. Vigne lo descrisse nel 1866.
Questo tempio non viene menzionato sul Kalhana o in qualsiasi altro testo. E' un puro e semplice quadrato in muratura, di forma circolare all'interno. Ci sono anche, sparse, diverse pietre decorate, notevoli quelle che raffigurano eroi di guerra.
Gli sbalzi agli angoli della struttura suggeriscono che aveva un tetto piramidale come quello trovato a Pandrathen. A causa del tipo più semplice di nicchia, costituita da un arco a tutto sesto all'interno di un frontone trifoglio e del suo piano unico circolare, è rappresentativo dei primi sviluppi dell'ingegneria che più tardi ebbero la loro maturazione a Martand.

La fase successiva dello sviluppo può essere studiata al tempio di Sankracharya. Si trova su un'alta piattaforma ottagonale cui si accede da un'imponente scalinata. La porta d'ingresso ha un arco a cuspide, inserito in un timpano acuto. Il tetto del santuario centrale è una semplice piramide disadorna. Il tempio ha un muro basso che sul lato interno ha delle nicchie. Il santuario, circolare, si trova all'interno.

Nel tempio di Narsathan, situato a 40 km, a sud est di Srinagar nel distretto di Pulwama, il frontone e il motivo degli archi mostrano i segni dello sviluppo: baldacchini triangolari, nicchie a trifora ricavate nel muro di cinta, con una porta d'ingresso sporgente, si avvicinano alla forma finale dell'architettura del templi del Kashmir. Internamente il santuario del tempio è quadrato, rivolto a sud, non ha soffitto. Davanti al tempio c'è una cisterna quadrata.


Harwan, Srinagar, Kashmir, sito Buddista I-II secolo aC.
Secondo alcuni studiosi, in questo luogo anticamente conosciuto come Sadarhadvana, si tenne il IV Concilio buddista. Qui sono state rinvenute fondamenta di residenze monacali.

Sadarhadvana, in lingua sanscrita significa "solco di sei santi".





Harwan, Srinagar, Kashmir, sito Buddista I-II secolo aC



Harwan, Srinagar, Kashmir, sito Buddista I-II secolo aC
Muro dell'antico monastero.


Il periodo Karkota (ca. 625-855 dopo Cristo)

I secoli VII e VIII segnano il culmine dell'arte durante il regno dei sovrani Karkota.
Laltaditya Muktapida (724-761 dC) ha inaugurato un'era di gloria e prosperità nel regno. Dopo aver conseguito vittorie su Punjab, Kanauj e Bihar, rivolse la sua attenzione ai territori di confine del Kashmir.

Guidò gli eserciti vittoriosi di Dardistan, Ladakh e Tibet.

Osserviamo una profonda influenza cinese, che emerge dai volti e dai vestiti, che sono tipicamente di taglio mongolo. L'arte della costruzione era un prodotto delle influenze delle diverse scuole: Greco-romana e Gandhara, mentre la scultura della iconografia riflette un forte condizionamento dell'Asia centrale.



Veduta generale del tempio del Sole di Martand a Bhawan, ca. 490-555 dopo Cristo, il colonnato ca. A.D. 693-729. Fotografia di John Burke, 1868.
Laltaditya Muktapida, re di Karkota, ha fondato numerose città, ornandole con templi.
Kalhana scrive nel suo Rajatarangini: "Non c'è nessun centro, nessun fiume o un lago, non un'isola dove il re non ha costruito un edificio sacro".
Laltaditya costruì i famosi templi di Martand e Parihaskesva nella sua capitale Parihaspora.


Il tempio a Martand è la più impressionante di tutte le strutture antiche del Kashmir. Dedicato al dio del Sole, Surya, questo magnifico edificio è situato su un altopiano (Kerewa). La sua pittoresca collocazione, ai piedi di una montagna, ne aumenta la grandezza. Il tempio si trova al centro di un ampio cortile (220 x 142 m) circondato da un peristilio cellulare, che aveva 86 colonne scanalate. Il tempio vero e proprio ha garbhagrha (il piccolo santuario centrale a forma quadrata), antarala (una piccola anticamera tra il Santuario e la mandapa (è una sala all'aperto o un padiglione a colonne per i rituali pubblici, tipico dei templi dell'India del nord)), cui si accede da una grande scalinata. Il plinto di sostegno al santuario centrale ha due livelli, entrambi con nicchie. Quello superiore ha grandi nicchie, con figure di 37 divinità tra cui Surya, Siva, Vishnu, Parvati, Ganga, Yamuna e Dikpalas.


Il santuario centrale del tempio di Martand, VIII secolo aC.

Martand rivela una grande profondità di pensiero, la delicatezza di esecuzione e l'equilibrata proporzione delle figure. Anche nella sua attuale rovinosa condizione , Martand evoca stupore e meraviglia ed è acclamato come il capolavoro più suggestivo dell'architettura del Kashmir, incomparabile per la sua grandezza artistica.

Si pensa che Laltaditya abbia costruito nella sua nuova capitale Parihaspura quattro templi Vaishnava: Muktakesva, Parihaskesava, Mahvaraha e Govardhanadhara, oltre a un monastero buddista e un grande Chaitya (santuario buddista). Una volta erano grandi edifici, oggi rimane ben poco sia del monastero buddista che del Chaitya, che una volta ospitava un colossale Buddha in un grande Stupa.

Tempio di Jyesthesa, valle di Narannag, VIII secolo aC. Tempio di Bhutesa, valle di Narannag, Wangath, VIII secolo aC.

Laltaditya ampliò e abbellì anche i templi di Jyesthesha e Bhutesha a Naranag. Naranag è a circa 30 chilometri a nordovest di Srinagar, luogo di sosta sulla strada per il sacro lago Gangabal. I templi fatti col granito grigio locale, si ergono in mezzo a fitti boschi di pino verde. Il complesso del tempio Jyesthesa (immagine in alto a sinistra) è su una terrazza alta a ovest e il complesso del tempio di Bhutesa (in alto a destra) è su una terrazza inferiore.

La dinastia Utpala (ca. 855-939 dopo Cristo)

La seconda età d'oro della costruzione di templi fiorì sotto il patronato del re Avantivarman (855-883) fondatore della dinastia Utpala. Il re stabilì la sua capitale a Avantipura e costruì due templi ad Avantishvara e Avantisvamin, uno dedicato a Shiva, l'altro a Vishnu.

Il tempio di Avantisvamin somiglia, su una scala più piccola, a quello di Martand. E' costituito da un peristilio porticato composto da 69 celle in miniatura, che racchiudono un cortile lastricato in pietra. Il santuario principale è costruito su una doppia base al centro del cortile e ai suoi quattro angoli ci sono quattro santuari sussidiari. L'ingresso è riccamente intagliato sia esternamente che internamente. Tra i rilievi elegantemente scolpiti ci sono le scene che rappresentano Kamadeva, seduto con le sue consorti Rati e Priti, e re Avantivarman prima della sua salita al trono, alla cerimonia di incoronazione con la regina e il seguito. Il tempio Avantisvamin ripete lo sviluppo architettonico delle strutture più antiche, ma mostra una maggiore raffinatezza nell'unità architettonica.


Tempio di Avantisvamin, dedicato a Visnu. Foto: Huntington, John C. and Susan L. The Ohio State University.

L'altro tempio costruito da Avantivarman è quello di Avantisvara, dedicato a Shiva. E' di tipo panchayatana, con il tempio principale al centro della Corte e quattro santuari minori agli angoli. L'ingresso è a camera doppia ed è privo di qualsiasi ornamento. Il santuario principale è sollevato su una piattaforma alta e ha una scala su ciascuno dei suoi quattro lati. Tra le sculture in questo tempio è da segnalare una del re Avantivarman con la sua regina.

I templi eretti da Sankarvarman (883-902), mostrano un ulteriore miglioramento nella forma e un aspetto più raffinato. Sankarvarman che successe ad Avantivarman spostò la capitale a Sankarapattnam costruendo due templi, Sugandhesa e Sankaragaurisa. Queste strutture rivelano una notevole abilità nella gestione del materiale, il trattamento delle decorazioni e molte altre migliorie.



Tempio di Avantisvara, villaggio di Jaubrar, Avantipur, Kashmir.
Sugandhesa è un tempio di stile panchyatana, circondato da un peristilio con cellette. Il santuario principale e i resti di due santuari secondari sono le uniche strutture superstiti. Sankaragaurisha è una versione allargata di Sugendhesha e consiste in un garbhagriha (piccolo santuario indù senza luce) e un antarala. Le pareti del peristilio e le sovrastrutture sono completamente perse.

Dopo il regno di Sankarvarman, a causa delle continue guerre, l'attività nei templi del Kashmir a poco a poco iniziò a declinare. All'inizio del X secolo, la maturazione di questo stile era giunto al termine, ma si continuarono a costruire piccoli santuari senza mostrare sviluppi architettonici interessanti. I templi di Thathamandir, Mammal e Kotheir a causa dei difetti di costruzione e del clima inclemente si deteriorarono pesantemente. Tra i templi superstiti di questo periodo, quello di Buniar è di gran lunga il meglio conservato. Anche se l'esecuzione è grezza, ci aiuta a comprendere lo sviluppo architettonico.


Pianta del tempio di Buniar (ricostruzione Cultor)

Siano grandi o piccoli, gli antichi templi di pietra del Kashmir presentano determinate caratteristiche architettoniche che sono comuni a tutti, come il tetto piramidale, nicchie a trifora e frontoni triangolari.

Diamo uno sguardo ad alcune delle caratteristiche salienti che contraddistinguono l'architettura dei templi del Kashmir.

1. Sito: Il sito è il fattore più importante da considerare nella costruzione di un tempio. I templi di Avantipur, Buniyar, Bandi, Kakapora sono situati sulla riva del fiume Jehlum. I templi di Loduv, Pandrethan, Mammal, Kothier Narasthan sono situati in prossimità di sorgenti considerate luoghi sacri. Martand, Mammal e Bumzu sono situati sul pendio di una montagna. Il tempio Shankaracharya si trova sulla cima di una collina.

2. Piano: Il tempio del Kashmir ha un cortile aperto rettangolare con le cellette che vi si affacciano come unico elemento architettonico. Il tempio principale è costruito nel punto di intersezione delle diagonali del cortile, di solito è costituito da una camera unica, che sorge su una base singola o doppia.


Tempio in rovina, villaggio di Tapar, Patan, Kashmir.
L'ingresso è strutturato a doppia camera ed è quasi uguale in dimensioni al tempio principale. Ha una doppia rampa di scale, una esterna e l'altra di fronte al tempio.

Le cellette ricavate dal muro di cinta sono su un basamento simile alla base del tempio. La cella centrale in ognuno dei tre lati è leggermente più grande rispetto alle altre.

Alcuni dei templi hanno santuari secondari, per esempio, Martand, Avantipur e Tapar, che hanno quattro piccoli santuari, ai quattro angoli, chiamati Panchyatana. I templi Lodhu e Shankaracharya internamente sono a pianta circolare. Payar, Pandrathan, Tapar e Narasthan non dispongono di peristilio con cellette. Il tempio Shankaracharya ha una serie di celle in miniatura lungo la sua cinta muraria a forma ottagonale.


Pianta del tempio di Martand (ricostruzione Cultor)
3. Muri: Le mura sono composte da blocchi massicci di pietra calcarea. A Wangath e Buniyar, sono stati utilizzati granito, malta di calce e fascette di ferro. La superficie è spesso intagliata con rilievi scolpiti, motivi geometrici e floreali, ma la superficie interna dei muri delle cellette è mantenuta liscia.

4. Soffitto: nei templi del Kashmir è di tre tipi:
a. Il soffitto a quadrati sovrapposti, sempre più piccoli. Nel tempio quadrato si dispongono quattro travi ai quattro angoli, in modo da dargli la forma. Su questo quadrato ne viene costruito uno più piccolo e il processo viene ripetuto fino a che una singola pietra quadrata può coprire il tutto.
Gli spazi risultanti da tale costruzione venivano scolpiti. Il tempio di Pandrathan fornisce il miglior esempio di questo tipo di soffitto, anche quelli di Garur e Kothier sono stati fatti col medesimo procedimento.


b. Soffitto a cupola: in questo tipo di costruzione una serie di cerchi concentrici fatti con piccoli blocchi di pietra sono tenuti insieme da malta. I due maggiori templi di Wangath hanno il soffitto di questo tipo. Anche i mini santuari a Payar e Manasbal hanno il soffitto a cupola, ma è costituito da un unico blocco di pietra. Questo può essere possibile solo nel caso di strutture di piccole dimensioni.

c. Nel terzo tipo di soffitto, le pareti del santuario sono alzate in verticale fino a raggiungere il livello della gronda. La stessa piramide costituisce il soffitto. I templi di Narasthan e Naranthal hanno questo tipo di soffitto.

5. Tetto: il tetto degli antichi templi del Kashmir è piramidale; rimangono esempi che si trovano nei templi a Pandrethan, Payar e Manasbal. A causa delle condizioni climatiche, i tetti dei templi piramidali sono inclinati per far scivolare via la neve.


Tetto a doppia piramide nel tempio in miniatura al lago Manasbal, XI-XII secolo aC.
La banda orizzontale, che divide il tetto piramidale in due parti, è decorata con una serie di dentelli e metope, come si può vedere a Pandrethan, Payar e Manasbal. La piramide superiore a volte è decorata con una nicchia trilobata in miniatura al centro di ciascun lato della piramide. Questa sembra essere una caratteristica che ricorda l'antica architettura in legno del Kashmir che utilizzava nicchie simili per far entrare la luce ed illuminare l'interno.

6. Colonne: La caratteristica più interessante e sorprendente dei templi del Kashmir è il maestoso colonnato che circonda tutta la struttura. Le colonne sono lisce o scanalate e sono composte da tre parti distinte: la base, il fusto e il capitello. La base consiste in un blocco quadrato semplice o modellato. I fusti sono circolari o con 12-24 scanalature poco profonde, come si vede a Avantisvamin e Buniyar. I capitelli sono quadrati o a staffa e l'altezza è di solito uguale al diametro superiore della colonna. I capitelli a staffa a volte sono decorati con le figure di Yakshas.



Tempio di Sugandesa, villaggio di Pata, Kashmir, IX secolo aC.
Le principali caratteristiche architettoniche dei templi del Kashmir possono essere riassunte così:

1. I templi si affacciano a est o a ovest.
2. Hanno un tetto piramidale, diviso in due parti mentre i templi del sud hanno una struttura curvilinea
3. I frontoni triangolari comprendono nicchie a trifora su tutti i quattro lati del sacrario principale.
4. Hanno una disposizione a cellette con una fila di pilastri, una caratteristica che non si riscontra altrove in India.
5. L'ingresso a doppia camera corrisponde al santuario centrale in scala e nella forma.
6. Le pareti sono riccamente scolpite.


Pianta del tempio di Avantisvamin (ricostruzione Cultor)
Le rovine del tempio di Avantisvamin (a sinistra) e com'era nella ricostruzione di Cultor (a destra).



Photos by Virenda Bangroo ©



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