L'architettura tradizionale del Kahsmir

Cultor College



L'architettura tradizionale del Kashmir

di Virendra Bangroo
dell' Indira Gandhi National centre for the Arts

le immagini sono dell'autore


In questo studio Virendra Bangroo, uno dei maggiori esperti dell'arte della regione himalayana, analizza le caratteristiche dell'architettura tradizionale del Kashmir.
L'autore

Virendra Bangroo
(nell'immagine a fianco con i giovani monaci del monastero di Hemis a Leh, Ladakh) è nato a Srinagar, nel Kashmir. Ha studiato a fondo la regione dell'Himalaya esplorandola personalmente. Storico dell'arte, artista egli stesso, ha curato l'organizzazione di numerosi musei ed esposizioni governative. Attualmente effettua le sue ricerche per conto dell'IGNCA (Indira Gandhi National Centre for the Arts).

Introduzione

L'ambiente e il contesto geografico giocano un ruolo significativo nella formazione della identità culturale delle persone che vivono in una zona sin dalla nascita e anche di coloro che ci sono arrivati successivamente.
Questo processo universale di localizzazione è stato studiato da storici, architetti, antropologi e specialisti di tutti i ceti sociali.


Personalmente, studiando l'architettura del Kashmir, ho avuto anche una bellissima esperienza professionale di relazioni sociali, nell'ambiente locale, che ha superato le barriere di casta e di comunità.

Il percorso della creatività umana è tracciato in questo studio per mezzo dell'architettura. L'Architettura, secondo gli antichi testi vastu non è priva di vita, ma ha un'anima e nel Kashmir queste secolari credenze sono ancora vive.
Dalla posa della prima pietra fino al completamento del tetto, vengono fatte offerte per la protezione della casa e del nucleo familiare.


Da quando trovavano rifugio nelle grotte sotterrane di Burzhama, costruendo poi case sulle rive di fiumi e laghi, templi, quindi moschee e case residenziali gli abitanti hanno compiuto un lungo percorso e ogni tappa è una pietra miliare nella definizione dell'architettura che è servita a modellare il carattere di questa regione.

L'erezione di megaliti nel secondo millennio aC, le lavorazioni per costruire Gompa o Viharas nella prima parte del millennio, l'uso di giganteschi massi di pietra con malta e tasselli nell'architettura dei secoli XVIII e IX dC, e l'uso di legno e mattoni nelle strutture dal XIV secolo in poi, sono le caratteristiche del patrimonio architettonico del Kashmir.
Il Kashmir è ricco di doni della natura. La storia della regione scritta dagli storici è motivo di orgoglio per gli abitanti, infatti ci sono poche civiltà in questa terra che possono vantare una tradizione culturale così ricca.

L'influenza dell'architettura indù, musulmana e dei monumenti buddisti è molto forte ed evidente. Nel Kashmir possiamo riscontrare un graduale sviluppo dell'ingegneria e dell'architettura delle varie religioni che è proceduto di pari passo assorbendo i nuovi elementi, ma sempre rispecchiando il carattere della popolazione.
I reperti archeologici, gli edifici rimasti e l'architettura in generale, infatti, sono strumenti utili per scrivere anche la storia di questa regione.

Il Kashmir, a causa della sua posizione strategica, è rimasto sempre al centro della scena, ma anche le province di Jammu e Ladakh hanno contribuito al suo sviluppo complessivo.


Panorama della valle di Narannag, Wangath, Ganderbal.

Le diverse condizioni climatiche e le disponibilità di materiali hanno sviluppato diversi stili architettonici nelle tre province, ma se analizziamo i componenti, si trovano gli elementi comuni derivanti da secoli di interazioni che si riflettono a livello socio-economico e socio-culturale anche nei monumenti di Jammu, Kashmir e Ladakhs.

L'architettura tradizionale non si basava solo sulla semplicità della sua esecuzione, ma dava risalto anche agli elementi di abbellimento come le sculture delle porte, stipiti, architravi, mensole, gli archi dei balconi e i disegni geometrici sulle finestre munite di grata.

I monumenti antichi sono impressioni indelebili del passato del Kashmir e devono essere conservati per i posteri. Questo studio ribadirà anche la necessità di conservare e salvaguardare il patrimonio architettonico locale perché non venga distrutto dai nostri interessi egoistici o dalla cosiddetta modernizzazione.



Tempio di Shankaragauriswara, villaggio di Patan, IX secolo aC.







Photos by Virenda Bangroo ©