Cultor College

L'Arte erotica indiana

di K.L. Kamat - kamat.com


L’autore: il dottor K.L. Kamat ha studiato l’arte erotica dell'India per dieci anni, raccogliendo una spettacolare collezione di fotografie, sculture, dipinti e manufatti. Il suo studio è partito dal presupposto che troppo spesso in queste raffigurazioni si sono cercate solo le connotazioni forti, negando quindi la credibilità artistica che questi lavori meritano.

Il sito degli studi del dottor K.L.Kamat


Introduzione


L’anno 1999 ha segnato un passo simbolico nella storia delle arti erotiche dell’India. Duemila anni prima, infatti, Vatsyayana scrisse il suo saggio, il Kamasutra (codice erotico), punto di riferimento per i successivi sviluppi.

Mille anni dopo, i re della dinastia Chandella (950-1050 dC) hanno costruito, nella loro capitale Khajuraho, uno dei gruppi di templi più belli dell’India, dove sono rappresentate esplicitamente le posizioni erotiche.
Circa cinque secoli più tardi, il re Kallarasa del Karnataka su questo tema ha scritto un importante trattato: “Janavashya” (1450 dC) in lingua kannada.
Nel mondo d’oggi, in rapida evoluzione, i valori e la sacralità legati all’eros e all’erotismo sono cambiati. Pertanto, si è reso necessario riconsiderare l’Arte erotica dell’India nella sua giusta prospettiva.

Numerosi scrittori, indiani e stranieri, hanno pubblicato le loro opere su questo tipo di espressione artistica, per lo più per alimentare la curiosità degli occidentali, ma nel mio decennio di lavoro su questo tema, non mi sono imbattuto in un unico libro o saggio che abbia cercato di studiare l’argomento senza pregiudizi o senza dargli una prospettiva di carattere pornografico.

Coppia di amanti (Mithuna) - Scultura a Jinannathapura

L’India così, con lo svilimento della sua storia e della sua arte, ha subito un grosso danno.
Questo studio, quindi, è un tentativo di condividere la mia ricerca effettuata in prima persona sull’arte e la letteratura erotica dell’antica India.

Per comprenderla ed apprezzarla, si deve capire il ruolo del sesso nello schema della vita e delle cose secondo l’Induismo.

Questa religione è un modo di vivere secondo codici prescritti: ogni indù deve sottoporsi a sedici rituali (samskara) e a quattro fasi della vita (ashrama). L’obiettivo finale è la salvezza, fusione dell’anima individuale (atma) con l’anima suprema (Paramàtmà). Si può raggiungere questa salvezza (moksha) attraverso Dharma (azioni corrette), Artha (benessere) e Kama (piacere). Anticamente gli indiani avevano una sana visione integrata di tutti gli aspetti della vita, dando al sesso la sua dovuta importanza nel quadro generale. Sulla strada della liberazione la ricerca del piacere (kama) è uno degli obiettivi più importanti della vita.


Scultura a Lajja Gowri.

Nei primissimi periodi della civiltà indiana si possono trovare, in diverse forme d’arte, figure di coppie di innamorati (mithuna). Questo tema è stato rappresentato in modo coerente, per migliaia di anni, in tutta l’India.

Sculture del genere possono essere trovate nei santuari Buddhisti, Jain, Vaisnava, Shaiva, Shakti e anche di altri culti, dimostrando così la loro trans-natura religiosa.
Mithuna è come ogni altro processo di vita, quindi senza tabù o inibizioni.
Il culto dei genitali, ad esempio, è stato diffuso per secoli ed è considerato una parte integrante del culto indù.

Una preghiera Tantrica, ad esempio, recita: "Senza Yoni (utero), neanche Dio può creare".


Fonti dell’Arte Erotica

Le arti Erotiche dell’India sono state studiate principalmente in tre forme:

“Non stanotte caro” esprime riluttanza della donna per l’intimità
Dipinti: a causa della loro natura delicata, solo pochi dipinti sono sopravvissuti all’attacco del tempo e dei fattori climatici. Il tempio Narasimha Swamy di Sibi ha le pareti coperte da questi rari dipinti.
Nel secolo scorso, i re di Mysore hanno prodotto alcuni libri di grande importanza, che sono riccamente illustrati con immagini dell’arte erotica.
Libri antichi come “Sougandhikaparinaya” e “Shritatwanidhi” contengono illustrazioni indirette, suggestive e ancora molto modeste. Miniature indiane negli stili Basholi, Kangra e del Rajasthan hanno prodotto innumerevoli dipinti erotici per soddisfare la clientela ricca.


"Due uomini persuadono una donna a partecipare ad un atto sessuale". Dettaglio da un pannello di legno, India del sud-ovest.

Sculture in legno: molti templi in India celebrano ogni anno una festa dei carri (Rathotsava). Il carro (che in realtà è un tempio mobile) è stato appositamente costruito con legni duri, come il teak, e innumerevoli pannelli raffiguranti temi mitologici scolpiti (Ratha). Di tanto in tanto, i pannelli contengono sculture erotiche sorprendentemente esplicite.





"Atto sessuale", scultura risalente al XIV secolo, zone rurali di Nad-kelese.

Sculture in pietra: la ricchezza scultorea è rimasta intatta per secoli a dispetto dei vandalismi e delle mutilazioni dei fanatici religiosi.

Le sculture erotiche di Khajuraho (Madhya Pradesh) e Bhubaneshwar (Orissa), sono state ampiamente pubblicizzate, mentre altre sono pressoché sconosciute. Nello stato di Karnataka ci sono un gran numero di questi templi e sculture.


Nota importante

Un importante significato di Kama (dal sanscrito Kaa-MA) è l’amore sensuale, o un sentimento di attaccamento emotivo. Nell’antico pensiero indiano, è riconosciuto come lo stimolo all’azione e personificato nel dio dell’amore erotico (Kamadeva). Nella Gita, come nel Buddhismo, è la fonte di attaccamento al mondo e quindi rappresenta il grande ostacolo alla libertà spirituale.




The Arts of India

"Le Arti dell'India sono l'illustrazione della la vita religiosa degli Indù. Come la loro fede, le opere d'arte sono state conservate negli ultimi tremila anni, preservandole dai cambiamenti, dal degrado, dalle invasioni straniere e dalla furia della natura. Il nostro compito è tramandare questa conservazione per le generazioni future. Inoltre sono un esempio di come la vita può davvero ruotano intorno alle arti".

- K. L. Kamat
15 agosto 1997


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