Cultor College

Fondamenti dell'Architettura giapponese

Templi e Santuari - I

di Carlos Zeballos



I - Templi
II - Stili
III - Elementi




Tempio Kinkakuji, Kyoto

Templi e Santuari

Questo è il primo di una serie di quattro interventi relativi ai concetti di base dell'architettura giapponese.

E' il mio omaggio a questo paese affascinante, sia per la bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi edifici, sia per la forza della sua gente che, combattendo con le avversità, attraverso i millenni, è riuscita a tramandarci una cultura nobile e raffinata.

Tempio Byodo, Kyoto



Quali sono le varianti dell'architettura giapponese?

L'architettura giapponese tradizionale può essere divisa in tre categorie:

* sa
ntuari
* templi
* abitazioni
(anche se può comprendere castelli, teatri e scuole).


Per quanto riguarda i
santuari, il Giappone ha avuto luoghi sacri da tempo immemorabile.
Come in altre civiltà, l'atto di culto è stato parte della vita quotidiana fin dai tempi antichi e le prime forme di architettura di santuari apparvero tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del IX.

Poi, quando cominciò a farsi sentire l'influenza del buddismo e del confucianesimo, gli stili architettonici cominciarono a cambiare.

Santuario Kamigamo, Kyoto


La seconda categoria sono i templi.
Di pari passo con l'introduzione del buddismo, a metà del VI secolo, vennero importate dall'Asia tecniche dell'architettura dei templi: a partire da Asukadera a Nara, molti templi furono costruiti in diverse parti del paese.


Negli anni che seguirono, le dottrine e le credenze delle sette buddiste hanno influenzato sempre di più le tecniche di costruzione dei loro templi, dando luogo a una più ampia varietà di stili e di forme strutturali.

Santuario Asuka, Nara


In diversi periodi della storia le due religioni, Shintoismo e Buddhismo, si sono legate simbolicamente, condividendo rituali, luoghi e stili architettonici, al punto che spesso è difficile distinguere gli uni dagli altri.

Tempio Todaiji, Nara



Santuari

Santuario di Itsukushima, Miyajima


Origine dei santuari giapponesi in montagna

A differenza delle religioni monoteiste come il cristianesimo o l'Islam, in Giappone esiste la convinzione che "yaoyorozu-no-kami" (otto milioni di divinità) vivano nella natura.

Pertanto, nei tempi antichi si credeva che le montagne, i grandi alberi e le rocce fossero divinità e la gente vi si recava per officiare i rituali dedicati. Questa fu l'origine dei santuari.

Santuario Ise, Mie


I primi santuari furono progettati con uno stile unico che non prevedeva un edificio principale (Honden), pur avendo un luogo per il culto della natura (Haider).

Il santuario Omiwa a Nara è un esempio di questo tipo e tutto il monte Miwa, che si trova alle sue spalle, era venerato come una divinità.


Nei secoli seguenti, si sviluppò una forma originale in cui veniva regolarmente costruito un sacrario principale.
Esempi rappresentativi sono il grande santuario Sumiyoshi (prototipo dello stile
Sumiyoshi), il grande santuario di Izumo (stile Taisha) e il Santuario di Ise (stile Shinmei).

Santuario Ise, Mie.

Ricostruzione del santuario Izumo Taisha, Shimane.
Immagine gentilmente concessa da Tan Hong Yew.


Nel VI secolo il Buddismo divenne la religione nazionale.
Fin dai tempi antichi, il Giappone ha espresso ammirazione per le cose nuove e l'adozione di idee straniere.

Secondo gli insegnamenti buddisti, in cui le statue sono divinità personificate, vennero rapidamente prodotte anche le immagini dello Shintoismo.
Inoltre, vennero utilizzate anche le curve graziose ed ondulate dei tetti dei templi buddisti.

Santuario Meiji, Tokyo

Santuario Shimogamo, Kyoto


La dottrina della
"suijaku honji" che suggerisce che gli dei giapponesi siano manifestazioni temporanee di Buddha in questo mondo, mise sullo stesso piano le divinità Shinto e quelle buddhiste contribuendo a contenere l'opposizione all'improvvisa popolarità del buddismo.

Pertanto i santuari Shinto hanno cominciato ad assumere sempre di più caratteristiche simili a quelle buddiste, includendo funzionalità come corridoi di collegamento tra gli edifici, porte su due livelli, pagode ed ingrandendo maggiormente le loro dimensioni.

Tuttavia rimasero alcune caratteristiche uniche dello Shintoismo.
Ad esempio, il Torii, gli archi che segnano l'ingresso in un luogo sacro; le strade Sando, vie che conducono in linea diretta ai santuari; le coppie di Komainu, i cani-leoni che sono appostati come guardiani all'ingresso del santuario; i grandi tronchi sporgenti a forma di V, e i Chigi, sporgenze a forma di corno, situate sul bordo del tetto.

Sequenza di archi Torii, Santuario Fushimi Inari, Kyoto

Uno dei guardiani del tempio, una volpe, Santuario Fushimi Inari, Kyoto

Santuario Heian, Kyoto.



Templi

Tempio di Kiyomizu, Kyoto


Elementi speciali nelle architetture dei templi

La storia dell'architettura dei templi giapponesi ha avuto inizio con l'espansione del buddhismo agli inizi del VII secolo. Questo non aveva a che fare solo con la fede, ma anche con l'influenza politica, in quanto il buddismo incoraggiava la struttura gerarchica centralizzata, favorevole agli interessi degli imperatori.

Tempio Sanjusangendo, Kyoto


Fino agli inizi del periodo Edo (1603-1867), i chiodi sono stati usati raramente nei templi giapponesi.
Mentre si adottavano modelli di altre architetture asiatiche, i giapponesi aggiunsero elementi speciali per un paese particolarmente colpito dai terremoti.

Uno di questi era il Kumimono, travi e pilastri di sostegno utilizzati per reggere le gronde dei tetti delle pagode.
Grazie ad una complessa organizzazione di blocchi di sostegno di grandi dimensioni (Daito 大斗) con un braccio di supporto (Hijiki 肘木) inserito, il Kumimono era in grado di sostenere soffitti alti, che hanno superato molto bene la prova del tempo.

Hasedera, Nara

Dettagli: a) Daito, b) Hijiki.


Gli stili Grande Buddha (Daibutsu) e Zen (Zenshu) svilupparono soffitti alti, con curve aggraziate, supportati da grandi travi e pilastri. Nè va dimenticata la bellezza delle sculture di questi elementi strutturali.

Tempio Kiyomizudera, Kioto.

Due vedute del complesso religioso di Koyasan

Un'altra caratteristica importante dei templi buddisti è la combinazione di vari elementi architettonici, nel medesimo sito, con l'aggiunta di pagode, torri e grandi porte su due livelli.




Schema della costruzione della tempio Nndaimon a Nara




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