Cultor College



Studio di composizione fotografica
con lo stile di Antoni Gaudì

di Tyson Robichaud



Tyson Robichaud è un artista fotografo che vive e lavora a Portland, nel nord ovest degli Stati Uniti, dove alla sua attività creativa abbina quella di studioso ed insegnante della tecnica e della pratica digitale. In questo articolo studia la composizione, in fotografia, seguendo lo stile dell'architetto catalano Antoni Gaudì.

Alcune delle sue immagini su tysonrobichaudphotography.com

Questo è il terzo articolo di quella che sto chiamando la serie "Masters". In primo luogo abbiamo avuto Illuminazione in fotografia secondo Rembrandt, quindi la Teoria del colore con Matisse, mentre adesso voglio esplorare la composizione utilizzando l'opera di Gaudi.

Antoni Gaudi 1852 - 1926


Antoni Placid Guillem Gaudì i Cornet è nato il 25 giugno 1852 ed è considerato uno degli architetti più avveniristici nel concettualizzare strutture.
Chiunque sia stato in grado di interagire fisicamente con una qualsiasi delle sue creazioni è in grado di attestare la surrealtà onirica e la sfida al senso della percezione che esse evocano. Le sue idee e la sua creatività hanno trasformato il paesaggio della sua nativa Catalogna in una delle zone architettonicamente più particolari al mondo.
Tutto questo è avvenuto un centinaio di anni fa. I suoi edifici fino ad oggi hanno contribuito a definire l'architettura gotica, pur avendo creato un genere del tutto particolare ed unico.

Leggendo l'ultimo numero del National Geographic (dicembre 2010) mi sono trovato faccia a faccia con la storia della Sagrada Familia, probabilmente il progetto più famoso di Gaudí, che al momento della sua morte, nel 1926, era appena cominciato (e non si pensa sarà completato prima del 2026!).
Si dedicò ai suoi disegni in maniera naturale, permettendo ai concetti della matematica frattale di tradursi in un omaggio dell'uomo alle bellezze naturali esistenti intorno a noi. Circa i suoi lavori, così com'è ampiamente dimostrato dai suoi progetti della Sagrada Familia, disse:


"Se la natura è opera di Dio e se le forme architettoniche sono derivate dalla natura, allora il modo migliore per onorare Dio è la progettazione di edifici basati sulle sue creazioni".

Indipendentemente dalla vostra opinione sulla natura, Dio, la religione, l'architettura e la fotografia, è difficile non essere d'accordo con l'idea che il suo lavoro è unico e scaturisce da una creatività naturalmente ispirata.
Vorrei quindi esaminare i concetti naturali, basati sui frattali, in un'applicazione artistica per studiare il modo in cui potrebbero essere utilizzati nella composizione fotografica. Molte delle "regole" di composizione artistica e fotografica derivano, infatti, proprio da questi eventi naturali.


Diamo subito un'occhiata ai frattali. Se non ricordiamo quello che abbiamo letto nel libro del corso di geometria avanzata, possiamo ricorrere ad un'enciclopedia: "Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, cioè non cambia aspetto anche se esaminato con una lente d'ingrandimento. Questa caratteristica è definita anche auto similarità".

Ecco un'illustrazione concettuale di frattali generati digitalmente:

Immagine da Veruska1969 a Free-StockPhotos.com


Queste forme le troviamo in natura nei fiocchi di neve, nei girasoli, nelle conchiglie. I frattali sono presenti in natura in molte cose organiche. Qui abbiamo un bell'esempio naturale fotografato del mio amico Andree:

©2010 A M OULMANN www.onlindenway.com


I frattali e la sequenza che aiuta a definirli matematicamente fanno anche riferimento a ciò che è noto come il rapporto aureo (vedi sezione aurea, golden ratio, proporzione aurea) di 1: 1.618.
Applicando ripetutamente questo rapporto in una zona, diciamo una foto rettangolare, una tela o lo schermo televisivo, creiamo un percorso a spirale che è visivamente piacevole (quando i punti di interesse visivo sono posti su questo tracciato) consentendo agli occhi di vederli nell'ambito di proporioni naturali.

Utilizzando la proporzione aurea, per suddividere ripetutamente un rettangolo, otteniamo i punti per tracciare la "spirale aurea".


Si può orientare tale ripartizione sequenziale in qualsiasi modo, ma piazzando i soggetti lungo la spirale compositiva, è possibile attivare l'occhio dello spettatore, mantenendo una proporzione spaziale proporzionata tra gli elementi della fotografia che seguono questo piacevole rapporto organico.
I nostri occhi tendono naturalmente verso i punti di contrasto, che possono essere di forte contrasto di luminosità, o come avevamo parlato in precedenza, punti di contrasto di colore (vedi l'articolo su Matisse).

La maggior parte delle persone tende ad approcciarsi ad un'immagine allo stesso modo in cui legge. Io stesso, essendo un occidentale, leggo dall'alto verso il basso, da sinistra a destra, in questo modo inizialmente trovo le immagini che attirano la mia attenzioneche da qualche parte in alto a sinistra, proseguendo poi attraverso l'immagine come se stessi leggendo, o quasi.
Non è una cosa che si fa coscientemente, ma se si guarda la maggior parte delle mie immagini "preferite", tendono ad essere composte in questa maniera.


Qui sotto uno scatto di qualche anno fa, in fondo ad una scala a chiocciola nella Sagrada Familia di Gaudì. E' un esempio molto evidente dell'uso della "spirale aurea":

Una scala di Gaudi come una conchiglia.


Il concetto di simmetria dinamica, un sistema di proporzioni che usa il rapporto (1: 1.618), sviluppato da Jay Hambridge, è direttamente collegato al concetto del rapporto aureo, utilizzando le linee di divisione per la produzione di punti di intersezione ad angolo retto che determinano triangoli all'interno di uno spazio.

Naturalmente chiunque sia interessato a una spiegazione matematica più completa di questo o altri dei concetti di cui sopra, o delle loro applicazioni, può impiegare un po' di tempo per approfondirli.

Un esempio di simmetria dinamica


Una versione più semplificata di questa regola è quella, molto comune, dei "terzi". Pur non essendo una conversione diretta del rapporto aureo, sollecita l'artista ad inserire i punti di interesse sulle linee di divisione o nei punti di intersezione ottenuti dividendo l'immagine in tre parti sia verticalmente che orizzontalmente.

Le linee orizzontali sono ideali per allineare l'orizzonte di un panorama, oppure si possono utilizzare i punti di intersezione per piazzare il soggetto fuori centro, ma in uno spazio visivamente più piacevole.
Non a caso questi punti e quelli della spirale aurea sono molto vicini.

Punti di intersezione ottenuti con la regola dei terzi.


Ecco i tre diagrammi sovrapposti gli uni sugli altri.


Ora che abbiamo trattato il rapporto di composizione comprendendo dove vogliamo mettere i nostri soggetti, è altrettanto importante poter raccontare una storia, con la nostra immagine

Si può avere un'immagine con forte contrasto, colori luminosi posizionati lungo la spirale aurea o nei punti di intersezione sui "terzi", ma se il soggetto non interagisce con il suo spazio, o manca una qualsiasi storia, potrebbe essere solo una foto ben composta ma noiosa.


Per quanto mi rigaurda non ci sono risposte assolutamente esatte o sbagliate, quando si tratta ciò che costituisce un buon soggetto di un'immagine, ma solo risposte giuste o sbagliate per ogni singolo spettatore particolare.
Se stai cercando di guadagnare la lode del pubblico, devi sapere i gusti di questo pubblico, quando scatti. Se stai solo cercando di comporre e catturare immagini che ti piacciono, ritrai quello che ti attrae.

In ogni caso qui ci sono alcuni elementi e concetti di base generali da tenere presenti durante la composizione di un'immagine.


Le linee principali possono aiutare a dirigere gli occhi dello spettatore attraverso l'immagine. Ogni linea definibile entro l'immagine può essere una "linea guida", comprese quelle che possono portare l'occhio di chi guarda fuori dall'immagine.
Le aree di forte contrasto (il bordo di una figura scura su sfondo chiaro), un orizzonte, un percorso o una strada, ecc. possono essere utilizzati per indirizzare lo sguardo dello spettatore.
Utilizzando consapevolmente queste linee guida, è possibile definire in modo più efficace la vostra immagine, la sua storia e suggerire il punto in cui si desidera attirare l'attenzione. Quando una linea guida viene utilizzata in combinazione con la sezione aurea, o con la egola dei terzi, è possibile rendere l'immagine potenzialmente più interessante e gradevole in quanto asseconda la nostra tendenza ad essere visivamente attratti da immagini composte in questa maniera (mantenendo l'orizzonte fuori centro , ecc.)


Penso agli spazi positivi e negativi all'interno di un'immagine come spazi "attivi" e "inattivi". Utilizzare lo spazio e la forma all'interno di un'immagine è una delle lezioni fondamentali quando si insegna ogni tipo di arte visiva.
Nè lo spazio positivo nè quello negativo, in ogni immagine, devono essere dominanti, e se uno risulta dominante, l'opposto deve essere giustamente adattato ed equilibrato. Se, per esempio, si dispone di un'immagine con un piccolo oggetto su cui si desidera attirare l'attenzione (attiva / positiva), con una grande area colorata come sfondo (inattivo / negativo), questo soggetto deve essere in grado di reggere l'immagine nel suo complesso, magari con un forte contrasto, la posizione o l'interesse visivo immediato.


L'
equilibrio visivo può entrare in gioco quando si hanno punti di forza, di interesse o soggetti che richiamano attenzione. Se si sta componendo un'immagine del sole che tramonta sul mare, con la spiaggia in primo piano, potrebbe esserci bisogno di qualcosa (una roccia, una persona, un pezzo di legno, etc) in grado di ancorare il primo piano e di equilibrare l'interesse visivo attirando l'occhio dell'osservatore attraverso l'intera immagine, invece di bloccarlo, ad esempio, sui colori brillanti nel cielo.
Personalmente mi piace cercare di fornire 3 punti di interesse, creando un percorso triangolare che si muova attraverso l'immagine. Questo, a mio parere, fornisce stimoli sufficienti per condurre l'utente attraverso l'immagine, senza essere troppo stimolato, con l'occhio costretto a saltare tra troppe componenti, disordinatamente, all'interno dell'immagine.


Un modo semplice per utilizzare i concetti di spazio positivo / negativo, e l'equilibrio visivo è atraverso il contrasto.
I nostri occhi, naturalmente, trovano queste aree di contrasto in un'immagine. Che si tratti di contrasto di luci o di colori, il nostro cervello elabora le informazioni, mentre i nostri occhi sono alla ricerca di definire i punti che ci aiutano a capire ciò che stiamo guardando. Normalmente, i nostri occhi tendono a bloccarsi sugli elementi più nitidi e brillanti di un'immagine. Questi punti sono, a prima vista, il più facile da vedere e, a sua volta, il più semplice per cui siamo in grado di determinare cos'è ciò che stiamo guardando.


Con la seguente immagine, ho cercato di utilizzare tutte queste indicazioni mentre componevo coscientemente l'immagine attraverso il mirino, camminando dietro ai soggetti:


I cappotti scuri e i cappelli sarebbero una linea semplice che attraversa lo spazio negativo, che in questo caso è rappresentato dalla neve.
Volevo attirare l'attenzione dell'osservatore, attraverso l'immagine finale, per arrivare al viso del mio bambino. Teorizzando che sarei partito dall'alto a sinistra, ho usato la parte posteriore della testa della signora come primo ancoraggio, per passare poi alla zona scura in alto a destra e infine verso il basso arrivado al volto e agli occhi del piccolino.

Il tentativo di composizione fotografica con il rapporto aureo in mente .


Anche se questa mia immagine qui sopra non è forse l'esempio migliore, l'ho scelta perchè ha pochi elementi compositivi e un uso del contrasto che aiuta l'occhio indirizzandolo attraverso l'immagine, a partire dalla testa della signora, fino al volto del bambino.
Il contrasto tra le zone chiare e scure nell'immagine è sottilineato dalla diagonale (la linea blu) della
simmetria dinamica.
L'occhio può passare dal buio alla luce raccontando la storia dell'immagine, mentre seguiamo la spirale aurea che ci porta direttamente ad una convergenza di questa spirale, che poi è anche l'angolo a destra nella
simmetria dinamica e un punto sullo divisione dei terzi dove c'è il viso del bambino, proprio la zona in cui voglio che, alla fine, ci si concentri in questa particolare immagine.

Questo "viaggio visivo" può prendere una frazione di secondo. Le nostre menti elaborano tutti questi elementi quasi istantaneamente, ma poi, una volta acquisiti, tendiamo a digerire ogni elemento dettagliatamente e in rapporto con l'intera immagine.
Vorrei che la gente vedendo questa foto dica:
"Sono andato diritto al viso del bambino", esattamente dove voglio che sia l'attenzione in questa particolare immagine.
E' una foto del piccolo mentre mi guardava, questo è quello che voglio trasmettere, indipendentemente da chi sta visualizzando l'immagine.


Le linee guida conducono i nostri occhi attraverso l'immagine.
Ci sono alcuni elementi scuri sullo sfondo sfocato che avrei preferito non avere, ma sono abbastanza contento di questa composizione in quanto tali elementi sono secondari, esistenti nello spazio negativo, non così evidentemente fuori fuoco.
La zona scura in alto a destra è in equilibrio con l'angolo opposto buio, e serve da cornice al volto del bambino, fuori dallo spazio negativo, nella zona di messa a fuoco dell'immagine. Se non ci fosse questa zona scura, temo che lo spazio negativo sarebbe stato troppo importante consentendo all'occhio di vagare fuori della cornice, distogliendo l'attenzione dal viso del bimbo.


Dopo aver esaminato alcune di queste "regole" sulla composizione, vorrei anche far notare che io sono fermamente convinto che le regole possano e debbano essere infrante. Alcune delle mie immagini fotografiche preferite, infatti, vanno contro queste indicazioni compositive.
In ogni caso l'utilizzo di queste "regole" può aiutare a costruire immagini più interessanti, penso quindi che un fotografo possa davvero beneficiare della loro conoscenza.

La natura ci ha fornito un rapporto matematico eccellente che è stato utilizzato da importanti artisti per così tanti anni nel corso della storia, per comporre le loro meravigliose creazioni.
La prossima volta che vedrete un edificio bellissimo, un quadro suggestivo o una fotografia intrigante, date un'occhiata più da vicino per vedere se si nota almeno uno di questi elementi compositivi.


Grazie a tutti e continuare a scattare !

Tyson




© Le fotografie sono di Tyson Robichaud
e non possono essere utilizzate o duplicate senza permesso.

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Last modified : Wednesday, Dec 15-2010