Cultor College


Una questione di verità:
Fotogiornalismo ed Etica Visuale

Un problema all'ordine del giorno nella Comunicazione
trattato esaminando alcune situazioni reali

di Donald R. Winslow


L'Autore:

Donald R. Winslow è un fotogiornalista con oltre 30 anni di esperienza praticamente in tutte le mansioni della comunicazione: scrittore, editor di immagini, editor grafico, produttore, responsabile di progetto, photo editor, grafico editoriale, leader e direttore della fotografia.

Ha lavorato con numerosi media ed agenzie internazionali e fa parte della National Press Photographers Association con il ruolo di publications editor, quindi coinvolto direttamente nella questione etica relativa all'elaborazione delle immagini.


La fotografia e l'etica visiva sono attualmente temi caldi nella comunità del giornalismo. Vediamo di affrontarli valutando alcune situazi reali: un fotografo dello staff del Charlotte Observer è stato licenziato per aver "alterato impropriamente" una fotografia prima della sua pubblicazione.
Un altro esempio: il
Nuevo Herald di Miami ha unito due distinte fotografie in un'unica immagine falsa che è stata pubblicata a corredo di una storia anti-Castro, sulla polizia cubana che ignorerebbe la prostituzione.
In questo secondo caso sembra che nessuno sia stato licenziato o sanzionato per la creazione o la pubblicazione di un falso e molti, nell'ambiente del fotogiornalismo, si sono chiesti il perchè di questa valutazione differente.

All'Observer, l'editor Rick Thames ha scritto ai lettori che una fotografia scattata da un fotografo del giornale, Patrick Schneider, che era apparsa sulla copertina del giornale nella sezione "Notizie locali e dello Stato" era "in violazione delle norme di accuratezza" perchè "impropriamente alterata".

Thames ha spiegato che l'immagine raffigurava la silhouette di un pompiere di Charlotte su una scala, stagliato contro la luce del sole del mattino. Nella foto originale, invece, il cielo era grigio-marrone.

Trattato con il software di fotoritocco, il cielo è diventato rosso scuro e il sole ha assunto un alone più distinto. Ma la normativa del giornale, per quanto riguarda le fotografia, stabilisce:
"Nessun colore può essere alterato nell'immagine fotografata".

Thames ha concluso:
"A causa di questa violazione nella nostra politica sulle fotografie, Schneider non lavora più per l'Observer. Ci scusiamo per questo passo falso. La vostra fiducia è importante per noi. Faremo tutto quello che possiamo fare per garantire l'integrità di tutte le nostre foto in futuro".

Schneider, membro della National Press Photographers Association dal 1992, contattato dalla rivista "News Photographer", ha detto che non avrebbe fatto alcun commento circa l'accaduto, nè avrebbe risposto alle domande dei giornalisti.

La foto in questione: il tono e il colore del cielo sono i punti della controversia e della violazione etica che hanno portato al licenziamento di Patrick Schneider.

Nel 2003, Brian Walski, fotografo del Los Angeles Times ha unito due immagini, della guerra in Iraq, per realizzarne una terza che è stata pubblicata sul Times e altri giornali.

Quando il trucco è stato scoperto è stato licenziato. Il Times e gli altri giornali della catena del Tribune hanno fatto di tutto per spiegare ai lettori cosa era successo, perchè il fotografo è stato licenziato e quali sono le loro regole etiche per quanto riguarda la modifica delle fotografie.

Il Times, facendo le sue scuse, ha mostrato le due foto originali di Walski spiegando come erano state assemblate per creare digitalmente quella pubblicata.


A differenza del Los Angeles Times, nel caso Walski, il Charlotte Observer non ha pubblicato le versioni "prima" e "dopo" di Schneider per far decidere ai lettori la portata delle modifiche.

Nella versione online dell'Observer con la dichiarazione di Thames, la foto di Schneider non è stata nemmeno pubblicata e l'immagine in questione è stata sostituita da un'altra foto dell'incendio.


Nella versione stampata (vedi più in basso) la foto incriminata era l'immagine dominante a corredo delle notizie sull'incendio.

La
fotografia alterata di Schneider è passata anche sulla rete dell'Associated Press.
Il direttore della fotografia dell'AP, Santiago Lyon, ha spiegato a News Magazine Photographer che quando allo Charlotte Observer hanno capito che la foto era stata ritoccata, hanno chiamato l'AP chiedendo di toglierla dal circuito.

Sul comunicato di cancellazione dell'AP, pubblicato sul network dell'agenzia, si legge "Redazione: Si prega di eliminare dalla scrivania e archiviare la foto NCCHN101 Slugged Apartment Building Fire trasmessa Mercoledì 27 Luglio 2006. Il socio ha revocato il permesso di usare la foto. (Foto AP). "

L'immagine finale ritoccata (la prima in alto), combinazione delle due successive.

La posizione dell'Observer

"In quanto questa è una questione personale, non è appropriato in questo momento andare ulteriormente nello specifico circa la questione di Patrick Schneider" ha commentato Rick Thames alla rivista News Magazine Photographer.
"Nella misura in cui l'abbiamo spiegato ai lettori, il nostro obiettivo era semplicemente quello di correggere l'informazione".

"Tuttavia, posso dire perchè abbiamo regole stabilite per la modifica delle fotografie.
Il giornalismo non si può fare con opere d'arte originali a meno che non siano etichettate come tali. Per questo le foto e le immagini artistiche vengono chiaramente individuate ed etichettate. E' lo stesso motivo per cui gli editoriali vanno nelle pagine delle opinioni".


"Il giornalismo, invece, spesso cattura l'arte nella vita reale. Il fotogiornalismo è uno dei mezzi per farlo. Scrivere che è fondato su rapporti di fatto è un altro.

"A volte, i nostri strumenti falliscono. Le impostazioni della fotocamera non catturano l'immagine reale, le note non sono leggibili nei nostri taccuini, il registratore non funziona. Ma nella misura in cui noi giornalisti siamo sicuri di quello che abbiamo visto o sentito, possiamo fare affidamento sulla nostra memoria. Correggere il tono di una foto in modo da riflettere meglio la scena originale fotografata, o ricostruire una dichiarazione virgolettata, è permesso dalle nostre regole etiche"

"Se però non siamo più che sicuri, è fuorviante per noi indovinare o semplicemente immaginare quello che abbiamo visto o detto. E noi non dovremmo mai alterare il colore reale delle scene fotografate o inventare dichiarazioni virgolettate".

La pagina dell'Observer con la foto incriminata.

"La nostra regola sulle fotografie dice chiaramente: 'Nessun colore della scena originale può essere alterato'.
Le nostre notizie e le foto non sono forme interpretative dell'arte. Quando i nostri strumenti e la nostra memoria umana sono manchevoli, dobbiamo uscire e provare di nuovo a catturare l'arte nella vita reale".

Nel messaggio pubblicato ai lettori Thames ha anche scritto: "Schneider ha detto che non aveva intenzione di indurre in errore i lettori, ma solo di ripristinare il reale colore del cielo perchè il colore era stato perso quando ha sottoesposto la foto per compensare il riverbero del sole".

Che
Schneider "non avesse intenzione di trarre in inganno i lettori" è qualcosa che il mondo del fotogiornalismo aveva già sentito.
Nel 2003, infatti, era già stato sospeso dal lavoro senza paga per tre giorni per la regolazione dei colori nelle fotografie che erano state iscritte al concorso annuale della North Carolina Press Photographers Association, dopo che alcuni membri del NCPPA e dell'organizzazione si erano lamentati per tre delle immagini di Schneider. La loro denuncia è arrivata dopo la fine del concorso con i premi già assegnati, non quando le fotografie erano state presentate.
Le immagini in questione non erano state modificate in occasione della pubblicazione sul giornale, ma solo in preparazione del concorso. A seguito delle indagini che seguirono la denuncia, tre premi che Schneider aveva ricevuto sono stati revocati dalla NCPPA e lui è stato sospeso dal lavoro.

Il Codice Etico della NPPA (National Pres Photographers Association) negli ultimi anni è stato aggiornato dalla Commissione Etica specificamente per affrontare le situazioni come quelle create da Schneider e dall'Observer, e dalle sfide etiche e dalle opportunità che la tecnologia digitale crea per i fotogiornalisti.

Ma a meno che la fotografia di Schneider sia passata direttamente in stampa, deve essere stata gestita almeno da chi secglie le immagini da pubblicare e da un impaginatore. Thames non ha risposto alle domande relative al fatto che altri, al giornale, abbiano partecipato alla pubblicazione della fotografia alterata, e quali salvaguardie erano state messe in opera per fare in modo che situazioni come questa non si ripetessero.
Quindi non è ancora chiaro chi abbia scoperto che la fotografia era stato alterata, e nessuno, nè Schneider nè Thames o chiunque altro al dipartimento di fotografia dell'Observer hanno voluto rispondere a questa domanda.


Non solo una violazione Etica

Alcuni giorni prima che la fotografia di Schneider diventasse un problema per l'Observer, i redattori del Nuevo Herald di Miami hanno manipolato due fotografie separate, combinandole in un'unica immagine falsa che faceva sembrare la polizia cubana indifferente alla prostituzione. La didascalia pubblicata con la fotografia falsa recita: "Il governo si è dimostrato incapace di affrontare il drammatico fenomeno della prostituzione".
Il quotidiano, in lingua spagnola, è ben noto ai lettori della Florida per la sua politica piuttosto trasparente anti-Castro.

Il Miami New Times, un popolare settimanale alternativo, ha riferito che il fotografo Roberto Koltun, che diversi anni prima aveva scattato una delle immagini usate nella foto manipolata, si è lamentato con i responsabili del Nuevo Herald su ciò che volevano fare con la sua foto. L'altra metà della foto è stata presa da un'immagine dell'Associated Press del fotografo John Moore scattata nel 1998.

Sembra che nessuno al Nuevo Herald, sia stato sanzionato o licenziato per la creazione o la pubblicazione di questo falso. Humberto Castello, redattore capo del giornale ha dichiarato all'Associated Press che si è trattato di "un incidente" che la fotografia falsa è stata pubblicata senza una didascalia che spiegasse ai lettori che l'immagine era un "montaggio".

Il giornale ha detto che ora ha intenzione di organizzare "un seminario su etica e design" per fotografi, grafici e redattori del Nuevo Herald.

L'immagine manipolata, composta da due foto distinte, mostra i poliziotti sulla sinistra, indiferrenti alle "jineteras" (come vengono definite le prostitute a Cuba) sulla destra.
Più tardi, nell'articolo intitolato "Una Spiegazione necessaria per il lettore" di Daniel Shoer Roth, pubblicata sul Nuevo Herald, il responsabile del settore immagine del giornale, Reynaldo Andres, ha commentato: "La nostra intenzione era di fare un fotomontaggio che assemblasse le foto di varie fonti. Abbiamo commesso due errori: la grafica non ha risposto esattamente alle nostre intenzioni e non abbiamo pubblicato una didascalia pertinente". L'articolo dice anche che il fotografo Koltun non si è lamentato per l'utilizzo della sua foto prima della pubblicazione, come riportato dal The Miami New Times, ma l'ha contestato solo dopo che è stato pubblicata e l'ha vista sul giornale.
Anche l'Associated Press ha avuto qualcosa da eccepire circa l'uso di una loro immagine nel "montaggio". "Abbiamo informato il Nuevo Herald del nostro estremo dispiacere di aver visto usare una nostra immagine in quel modo" ha aggiunto Santiago Lyon dell'AP.

"Quella foto è una menzogna", ha detto John Long, presidente della commissione etica della NPPA, anche lui fotoreporter ed editor di immagini per l'Hartford Courant. "Se una foto-documento sembra reale, nel contesto della notizia, è meglio che sia vero. Nessuna didascalia può cancellare una bugia visiva. Se rispetti le foto-notizie come rispetti la parola scritta, non cerchi di giustificare una bugia visiva. Se il contesto della notizia sembra vero, è doveroso che sia tale".

Alcuni hanno suggerito che i giornali di lingua spagnola non hanno gli stessi standard di quelli in lingua inglese in quanto provengono da una cultura che ha standard diversi. Questa è una sciocchezza. Una menzogna, in ogni lingua è sempre una menzogna. Apparentemente nessuno si è preso la responsabilità di questa bugia e questo non è giusto. La nostra speranza è che per qualsiasi redattore che farà una cosa del genere si adotteranno gli stessi standard che abbiamo stabilito per i fotografi che frodano, cioè sanzioni o licenziamento.

Quando negli Stati Uniti viene riportata una notizia, questa è presentata in un contesto di giornali con elevati standard etici, che stampano la verità e non fabbricano le foto.
Anche i quotidiani in lingua spagnola devono soddisfare questi standard o perderanno ogni credibilità per i loro inserzionisti e, soprattutto, i loro lettori. Questo sarebbe un risultato terribile per questa industria in pieno sviluppo.
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"L'incidente del Nuevo Herald è un caso semplice: è stata creata una bugia visiva" ha detto Long.
"Il caso che coinvolge Schneider è diverso in quanto non si tratta di una bugia vera e propria. Non ho visto il file originale, non ho abbastanza informazioni per giudicare le sue azioni. Se il giornale ha deciso che supera i suoi standard etici, questo rientra nelle sue prerogative".

"Il caso di Schneider comunque non può essere considerato isolatamente" ha continuato Long "E' stato punito in passato per problemi etici dello stesso genere e, proprio a causa di questi problemi passati, il giornale ha messo a punto una politica etica molto forte e l'effetto cumulativo in questo caso potrebbe essere più importante dell'evento specifico.
Ma un principio rimane ancora più importante in tutto questo pantano: giornalisti e fotoreporter devono conservare la loro credibilità con i propri lettori e qualsiasi bugia, o manipolazione a qualunque livello, distrugge la credibilità di tutti i giornalisti. Bisogna essere molto precisi in ciò che noi facciamo o distruggeremo la nostra professione".


Long ha osservato che entrambi i giornali in questione sono di proprietà della Società McClatchy e che in un caso un fotografo è stato licenziato, mentre nel secondo nessuno è stato sanzionato e questo è decisamente ingiusto.
"La maggior parte dei giornali sono autonomi e non fanno riferimento a un capogruppo per la direzione in materie come queste. Ma ora che è diventato un problema, la McClatchy (che ha quasi 150 anni ed è la seconda compagnia che stampa giornali negli Stati Uniti) potrebbe voler intervenire sulla questione".


Un argomento all'ordine del giorno

Questi due episodi di etica del fotogiornalismo hanno prodotto anche grandi discussioni nei forum di fotografia, su ciò che è o non è etico nell'era digitale, fornendo alcune indicazioni su ciò che sta succedendo nella riproduzione di fotografie su molti giornali, così come quello che gli stessi fotografi effettivamente credono sia, o meno, etico.

Alcuni dei commenti online comprendono le discussioni sull'opportunità o meno di un obiettivo specifico, come un fisheye (una lente grandangolo), che distorce la realtà e la verità visiva ed è quindi, teoricamente, non etico.
Oppure le ammissioni di un dipendente anonimo di un giornale che lavora nel reparto di pre-stampa ed è stato incaricato dal suo capo di fare in modo di rendere tutte le immagini sul quotidiano
"chiare e luminose", con "colori più vivaci" rispetto agli originali.

Diversi anni fa, quando la tecnologia digitale ha iniziato ad essere utilizzata nel fotogiornalismo, sostituendo pellicola e camera oscura, l'alterazione e la manipolazione delle immagini sono state grandemente facilitate ed hanno cominciato ad emergere molteplici violazioni etiche.
Long ha osservato:
"Il genio è uscito dalla bottiglia e non tornerà più indietro".

Ma non tutte le recenti violazioni etiche sono state commesse dai fotografi, anche redattori e designer hanno commesso la loro quota di inosservanze. La Società di News Design, guidata da Christine McNeal, che è anche un vice direttore del Milwaukee Journal Sentinel, ha risposto con la creazione di un codice deontologico per i progettisti che è molto simile a quello dei fotogiornalisti e dei redattori delle foto. Il preambolo di questo codice recita:

"Come membri della Societa News Design, abbiamo l'obbligo di promuovere i più alti standard etici per il giornalismo visivo - per tutto il giornalismo - applicando i valori di correttezza, lealtà, onestà, accuratezza e coraggio".
Per quanto riguarda l'onestà, il codice della SND dice: "Diamo valore al pensiero e all'espressione originali. Il nostro lavoro sarà privo di frode e inganno, inclusi plagio e manipolazione. Attribuiremo i dovuti diritti d'autore e di copyright. Ci impegneremo a mantenere le notizie svincolate da interessi particolari, all'interno o all'esterno della testata giornalistica".


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Last modified:
Wednesday - March, 16-2011

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