Cultor College


Piccoli grandi trucchi - 2

L'arte moderna è anche una combinazione di pittura, fotografia e scultura

di Douglas Fusco



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CERCHIAMO LA COMPLICITA’

Esempio di complicità: coccodrillo di carbone © Douglas Fusco

Una ottima fotografia sarà tale, solo se diverrà meccanica la nostra valutazione del contenuto.
In gergo teatrale o cinematografico, ci avvarremmo dell’aiuto di una spalla,  se l’attore in questione,  non avesse contenuti ammaliatori di sceneggiatura.


La mia teoria è quella di valutare sul campo se il soggetto in questione, appena inquadrato dalla mia camera digitale, è ricco di contenuti, tali da non ritenere opportuno l’aiuto di altri soggetti.
Sempre con il supporto della fantasia, subito dopo aver inquadrato la scena, spengo la fotocamera  digitale e mi pongo delle domande; ad esempio se ci fosse una vecchietta, o semplicemente uno stormo di piccioni, migliorerebbe ?

Cerchiamo sempre il contrasto in quello che abbiamo a disposizione, anche piccolissimi dettagli  fanno la differenza, cerchiamo di trovare nella natura un particolare che interrompa la monotonia.
Questo metodo dimezzerà di gran lunga il numero delle fotografie che non hanno una comunicativa propria. Ma badate bene di non cadere nel tranello della composizione plastica, millimetrica, artificiosa,   che tutto renderà tranne la naturalità, elemento basilare nella fotografia.

La complicità della cappotta di una automobile ©Douglas Fusco


VERIFICA DELLE FOTOGRAFIE / LA CERNITA

La verifica delle nostre foto è di fondamentale valore in quanto non sempre l’occhio percepisce la realtà. E' quindi di buon auspicio verificare ogni singola fotografia con il nostro software di foto ritocco con un valore di zoom (come minimo del  150 %)  per avere una mappatura dettagliata. Avvicinandosi ragionevolmente, infatti, scopriamo dettagli che sfuggirebbero.
Per esperienza diretta posso dire che, spesso, mi  capita di essere in procinto di cestinare fotografie  apparentemente povere di contenuti, quando osservandole meglio, mi rendo conto, di trovare una fotografia nella fotografia.
L'archiviazione poi è utile anche per il foto montaggio, conservate gran parte dei file, per riutilizzarli poi in montaggi articolati.

Nettuno il re dei mari © Douglas Fusco. Alcune fotografie  diventano uniche per piccolissimi particolari.


LA ELABORAZIONE FOTOARTISTICA

Il volo delle donne

La combinazione tra realtà delle foto e della grafica è la base per chi vuole intraprendere la strada meravigliosa della foto elaborazione.
Non nascondo che una buona conoscenza delle materie artistiche come, pittura e scultura è fondamentale per un buon lavoro;  da non sottovalutare una piccola vena poetica che ci aiuterà a raffinare il tutto, considerando che non è sufficiente conoscere alla perfezione  software come Photoshop, Ligthroom, o quant’altro,  perché  il  compito dell’artista è cercare di forgiare emozioni  che dovranno essere capaci di  graffiare, dovranno essere  originali, magari con stili come: metafisicità, astrattismo, Naif, Impressionismo, ecc.

Tutti gli strumenti che riteniamo in grado di comunicare sensazioni, dovranno essere il mezzo per giungere all’obbiettivo. Per portare un esempio di quanto poco siano importanti gli strumenti, anche se senza dubbio necessari,  potremmo realizzare un'opera d’arte con un semplicissimo ciuffetto di erba di campo,  usandolo per segnare la tela, trasmettendo sensazioni per illazione e di facile cognizione.  

Non è il materiale impiegato a determinare la bellezza dell’opera, ma colui che lo usa e come lo usa.
Da non sottovalutare, anche, un'ottima conoscenza delle luci delle ombre, relazionate agli oggetti.
Le prospettive e il linguaggio dei colori avranno il compito di miscelarsi come i colori sulla tavolozza del pittore.

Il velo della sposa madre © Douglas Fusco



La professionalità e l’ingegno giustificheranno l’unione di più immagini, talvolta contrastanti, come si può notare nell’immagine sopra, una composizione di due foto ben distinte, che originariamente avevano due storie diverse. 
La ballerina, nella sua vita fotografica originale, era completamente concentrata a rincalzare il suo body da ballo, la seconda immagine presentava un tranquillissimo paesaggio  di campagna laziale.

Rispettando e applicando  alcuni accorgimenti fisici come le prospettive, le proporzioni e  le interazioni dell’atmosfera,  si otterranno  facilmente realismi di grande impatto visivo,  in frangenti anche suggestivi. 

In questa immagine il legame permesso dalla reciprocità oggettiva del telo da semina, con il vestito della ballerina, ne determina la riuscita creando così l’illusione del velo della sposa. 
Penso che quando l’immagine rispecchia il proprio titolo, si è raggiunto il 50% dell’obbiettivo.
Dove c’è il movimento c’è l’arte, di conseguenza esso suggerirà il titolo, ad esempio: la sposa della natura, dando vita ad una serie di significati subliminali, come la grandezza della stessa o la fertilità della donna facilmente associabile alla madre terra.

Una pianta malata si può curare © Douglas Fusco
Dalla natura dipende la tua vita © Douglas Fusco

E’ chiaro che più i due soggetti si compenseranno nelle gradazioni cromatiche e i vari bilanciamenti di esposizione e più sarà veritiero il risultato finale. Alcune immagini funzionano anche per il semplice motivo di occupare solo il 30% dello spazio della fotografia, lasciando cosi respirare l’osservatore, particolare molto importante da non sottovalutare, anche per la fotografia tradizionale. 

Taxi  © Douglas Fusco




CONDIVISIONE E GRADIMENTO DEL NOSTRO GUSTO FOTOGRAFICO

In realtà non esiste un metro di misura per pianificare cosa sarà di piacevole condivisione.
Se possa piacere o no lo possiamo intuire solo dopo l’esposizione del materiale in questione, ma è certo che,  il nostro gusto personale può modificarsi, confrontandosi con nuove idee.
Competere con gusti e stili diversi, può portare solo migliorie che costituiranno la base della nostra esperienza didattica. Essere dotati di grandi peculiarità artistiche non sempre è risolutivo, fondamentale sì, ma a volte è necessaria anche l’esperienza.

Comprendere e metabolizzare  l’esperienza  altrui è la prima lezione da studiare. Abbiamo il compito di fotografare alberi e sentieri, dobbiamo evidenziare la natura selvaggia. Non sempre la nostra determinazione ci dirige nella direzione esatta, dovremmo imparare a farci assorbire dalla natura, sarà lei a farsi fotografare.
Mi reco sul posto e mi faccio conquistare dal circondario, apro la mia mente e la libero da tutti i pensieri e tutto diventa più famigliare. Ma, badate bene, questa immersione totale la si ottiene solo se si è da soli.  Per essere chiari si potrebbe riassumere tutto ciò con il termine "concentrazione".
Cerco, spero con esito positivo, di descrivere la mia tecnica di meditazione, sottolineando come la  ottengo nel più breve tempo possibile.


Per tornare al confronto ed al dono dell'esperienza altrui, vorrei sottolineare che l’interazione di un bosco o piuttosto delle vallate di una  montagna,  ha lo stesso valore o fine,  anche queste componenti oggettive ci mettono a disposizione le lore esperienze di vita. Il nostro incarico  è quello di afferrarle. 
Non sempre il tempismo e la fortuna donano risultati accattivanti, utilizziamo  la nostra sensibilità come uno strumento di localizzazione.


Un’altra tecnica da me utilizzata, è quella di osservare il soggetto attentamente cercando di trovare forme famigliari.
Qui entrano in gioco le attitudini scultorie, come quando da bambini si cercava di estrapolare facce o sagome dalle nuvole. Tutto questo può divenire utile e divertente per localizzare in un soggetto, esclusi corpi umani, le parti più interessanti da fotografare.

La foto sotto con relativo particolare, dimostra una assomiglianza rilevante  al volto di una capra, con una osservazione acuta, non è insolito incontrare queste caratteristiche peculiari.




TECNICA DELLO SCONTORNO

La campagna viva © Douglas Fusco  

Il Re della Notte © Douglas Fusco 

Lo scontorno delle immagini è l’elemento più importante, per ottenere un fotomontaggio perfetto; anche se metterà a dura prova la nostra pazienza, sarà determinante per la riuscita del nostro lavoro.
Diffidiamo dei vari strumenti facilitanti, che si trovano in Photoshop, come ad esempio la bacchetta magica di selezione; dovremmo sostituirla con i tracciati, strumento assai più preciso e di ottimo controllo.
I migliori risultati si otterranno solo se ci preoccuperemo di eseguire il lavoro con attenzione meticolosa, tal volta millimetro per millimetro. Le difficoltà di uno scontorno stanno nel seguire i confini frastagliati del soggetto, senza alterarne la sua sagoma; un'altra difficoltà sta nel determinare il contrasto  dei confini dell’immagine appena incollata su quella di fondo, lavorando su dei livelli.

E' anche necessario, e di fondamentale importanza, esaminare ogni singolo documento perché si distingueranno sempre l’uno dall’altro. In termini pratici non è detto che la tecnica di  un lavoro antecedente sia essere adatta per il nuovo.
Ogni fotografia ha le sue variazioni oggettive quindi  muteranno anche i nostri accorgimenti: le differenze sono anche nella proporzione dei pixel che saranno riadattati all’immagine di fondo, in quanto il risultato varierà il tipo di grana.
Si deve anche cercare di sfumare il contorno il più possibile, simulando lo stesso grado di sfocatura o di contrasto e, in un passaggio successivo, applicarvi lo stesso disturbo di retino o di esposizione luminosa, anche se a volte la perfezione non sempre dona risultati soddisfacenti.

Colgo l’occasione per un consiglio: con diversi scatti fotografici, osservandoli nella loro varietà potremmo prendere spunto da alcuni effetti  mediati dalla camera digitale,  come la caduta di una goccia d’acqua, per riprodurli fedelmente sui nostri fotomontaggi.
Con il navigatore di Photoshop avviciniamoci fino al punto di non distinguere più la sagoma in questione: dovremmo renderci conto, ad esempio, che il confine tra un petalo di un fiore e il suo sfondo  avrà una sua caratteristica peculiare, di conseguenza tutti gli oggetti che dovranno far parte del fotomontaggio dovranno essere più possibile speculari a quell’effetto di confine.

Infine, di fondamentale importanza, è l’ubicazione del soggetto, cerchiamo di dargli una posizione naturale, mai troppo distinta, cerchiamo di simulare l’imprevisto. Sul movimento di un petalo di fiore dovremmo applicare delle leggere trasparenze di confine, evitando di ripeterci.
Applichiamo la varietà nella varietà, diverrà il vostro piccolo segreto.

Buon divertimento 

duglasart@gmail.com



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© Le fotografie sono di Douglas Fusco e non possono essere utilizzate o duplicate senza permesso.
All images are copyright by Douglas Fusco © to license the use of any image please contact him.


Last modified: January 2018