Analisi della Bellezza Le ricerche del più importante chirurgo estetico della California, Stephen R. Marquardt: Il viso perfetto

Cultor College


Analisi della Bellezza

Il viso perfetto - 3


di Stephen R. Marquardt


Il viso perfetto - 3

La maschera aurea
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La biologia della bellezza

"Che cos'è la "maschera aurea"?

Noi crediamo che, parlando del volto, non esista un'immagine di "bellezza", ma piuttosto un'immagine di "umanità". Vale a dire il nostro modo di identificare la nostra specie e gli individui all'interno della nostra specie.
Come tutti gli altri animali abbiamo bisogno di questo metodo di riconoscimento per l'accoppiamento, i legami, l'auto-protezione, la sopravvivenza ecc.

Platone
Inoltre abbiamo bisogno di essere in grado, per scopi simili, di distinguere gli individui sani e liberi da malattia all'interno della nostra specie.
Altri animali si riconoscono attraverso uno, o più, dei loro sensi. Falene e farfalle, ad esempio, si riconoscono attraverso l'olfatto. Sono in grado di riconoscere o identificare altre falene dai loro profumi (o "Feromoni") fino a 3 miglia di distanza. I cani, invece, si riconoscono reciprocamente da una combinazione di visione ed odore.
Inizialmente identificano visivamente un altro animale riconoscendolo come un
"cane", quindi si avvicinano ad odorare e accertare il suo grado di "caninità ", così come tutte le altre informazioni su quel cane.

I delfini riconoscono la loro specie e quindi i singoli individui della loro specie attraverso il suono. Il grado di accettazione di un delfino da parte di un altro membro della sua specie, dipende da come i suoni di questo delfino vengono percepiti come tali.
Questi suoni, infatti, creano una sua
specifica identità.

Gli elefanti sembrano utilizzare un
combinazione di suono, visione e olfatto.
Secondo alcuni questi comportamenti animali sono tutti istintuali
e sono geneticamente codificati e attuati inconsciamente.
Anche noi siamo animali. Gli esseri umani, tuttavia, storicamente hanno avuto grandi difficoltà per vedere sè stessi come "animali".

Carl Gustav Jung
Abbiamo definito noi stessi "Homo Sapiens Sapiens" o "uomo Saggio" ma se gli altri animali avessero avuto la possibilità di rinominarci, probabilmente ci avrebbero definito "L'uomo: il distruttore di tutte le specie e distruttore del pianeta", o qualcosa di simile.
Siamo molto orgogliosi delle nostre conoscenze, del
controllo che abbiamo sul nostro pianeta e su tutte le altre specie che lo abitano. Ma il nostro ego ci ha portato un po' fuori strada per quanto riguarda la comprensione di noi stessi. Siamo, infatti, proprio come gli altri animali e come gli altri animali, siamo il prodotto del nostro corredo genetico.
Quello che siamo deriva per la maggior parte da questo nostro patrimonio e, in misura minore, dall'ambiente.


Gli esseri umani sono animali, ma in particolare sono animali visivi; cioè si riconoscono a vista. Non possiamo farlo con l'olfatto e se qualcuno grida il nostro nome ci giriano subito per vedere, o identificare "visivamente", chi chiama. Parte del nostro codice genetico è una immagine inconscia di ciò che si suppone sia "Umano".
L'immagine principale di "umanità" è
geneticamente codificata nell'immagine visiva di un volto umano "ideale". Più un volto è simile a questo "Viso Ideale" più è percepito come quello di essere umano.
Quando questo avviene,
scatena in noi una risposta cosciente di "attrazione" e di "emozioni positive".
La
Bellezza è definita come la qualità o la combinazione di qualità che evocano in chi guarda uno combinazione di un senso di "forte richiamo" e un senso di "forte emozione positiva". Quindi possiamo ipotizzare che la percezione o "riconoscimento" della bellezza è in realtà niente di più di una forte correlazione con ciò che inconsciamente ci aspettiamo appaia come "Umano".

Archetipi

Platone (427-347 aC) ha postulato che tutti gli oggetti hanno una "forma" o struttura "ideale". In particolare, ha insegnato che queste "forme" sono stati oggetti di pura o perfetta matematica o di altra conoscenza concettuale. Pensava che queste forme "pure" esistessero solo nel regno della conoscenza e non nella realtà della umana esistenza quotidiana.

Le cose individuali nel regno dell'apparenza sono belle solo nella misura in cui partecipano, o sono in correlazione, con una struttura universale di "forma" della Bellezza.

Karl Jung (1875-1961) ha utilizzato questo concetto di Platone ampliandolo nella sua teoria degli archetipi.

Nella psicologia junghiana un archetipo è "un'idea inconscia, modello di pensiero, immagine, ecc, ereditata dagli antenati della razza e universalmente presente nella psiche individuale".

In termini più semplici potremmo sostanzialmente fare riferimento a un archetipo come a un "istinto".

Cioè , in sostanza, un'idea istintuale, modello di pensiero, immagine, ecc, ereditata dagli antenati della razza e universalmente presente nella psiche individuale.

Ora crediamo che l'immagine del volto umano "ideale" è infatti un "Archetipo", un'immagine inconscia che è nata con noi e ci accompagna per tutta la vita.

Questo archetipo si è evoluto al fine di aiutarci a identificare i membri della nostra specie e a definirli secondo la loro salute e la relativa capacità di riprodursi con successo e di fornirci altre risorse per noi e per coloro che sono vicini a noi.


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Last modified: 3 - Jan - 2018