Cultor College

Evoluzione del colore nella pittura

Parte IV - I sette contrasti di colore



I sette contrasti del colore sono:

1 - Contrasto di colori puri
2 - Contrasto di chiaro e scuro
3 - Contrasto di freddo e caldo
4 - Contrasto dei complementari
5 - Contrasto di simultaneità 
6 - Contrasto di qualità
7 - Contrasto di quantità


1 - Contrasto di colori puri

Il contrasto di colori puri si ha quando si accostano colori al loro massimo grado di purezza, cioè non mescolati. Può aiutare a risolvere molti problemi pittorici in quanto riproduce la vitale ricchezza di una luminosità primordiale. I primari e secondari allo stato puro hanno una forza luminosa originaria e nello stesso tempo danno il senso di realtà tangibile e festosa. Per questo sono stati utilizzati con altrettanta proprietà per un'incoronazione della Vergine o per una natura morta realistica.

Il  contrasto di colori puri è già presente nell'arte popolare dei popoli piu diversi. Ricami variopinti, costumi e ceramiche testimoniano la spontanea capacità d'attrattiva dell'effetto cromatico. Nella miniatura alto medioevale, il contrasto di colori puri fu usato largamente, ma più per il piacere della sua vivaci
tà decorativa che per ragioni d'ordine spirituale. Esso ricorre con particolare frequenza nelle vetrate, dove con forza primordiale trionfa sulle forme architettoniche e plastiche.


Stefan Lochner (1410-1451), fra' Beato Angelico (1395-1455), Sandro Botticelli (1445-1510) e altri hanno impostato i loro dipinti su contrasti di colori puri.

Ma il piu grandioso esempio in arte è La Resurrezione di Matthias Grunewald (1480-1528) (vedi immagini nel capitolo I), dove tale contrasto assume consapevolmente un valore e una espressività cosmici.


Enguerrand Quarton, o Charonton (1418 - 1466), Incoronazione della Vergine del Musèe Pierre du Luxembourg a Villeneuve-les-Avignon.


Anche nel Compianto di Cristo di Botticelli della Pinacoteca di Monaco il contrasto di colori puri permette di indicare l'infinito significato dell'avvenimento. La totalità dei colori simboleggia infatti la portata cosmica dell'evento.



Sandro Botticelli "Compianto sul Cristo morto con san Girolamo, san Paolo e san Pietro", 1490-92 ca., tavola, 1,10 x 2,07 m., Alte Pinakothek, Monaco.


E' facile costatare che le possibilità espressive di ogni singolo contrasto di colori possono essere molteplici. Il contrasto di colori puri può esprimere tanto la gioia chiassosa, che la profonda tristezza, sia la primordialità terrestre che l'universalità cosmica.

Tra gli autori moderni, Matisse, Mondrian, Picasso, Kandinsky, Léger e Miro si sono spesso basati sul contrasto di colori puri. Matisse in particolare ha dipinto molte nature morte e quadri di figure giocando sulla vivacità d'effetti di questo contrasto. Un bell'esempio è il ritratto di donna Le collier d'ambre, dove il maestro si è servito di rossi, gialli, verdi, blu allo stato puro, del rosso-viola, del bianco e nero, riuscendo mediante il loro accordo a caratterizzare espressivamente la personalità di una giovane donna sensuale e intelligente. I pittori del «Blau Reiter» Kandinsky, Franz Marc (1880-1916) e August Macke (1887-1914), nelle loro opere giovanili sono ricorsi quasi esclusivamente a contrasti di colori puri.

Piet Mondrian, Composizione rosso, giallo e blu, 1928.

August Macke, Girls Under Trees, 1914, State Gallery for Modern Art, Munich.


2 - Contrasto
di chiaro e scuro

La xilografia, l'incisione su rame e l'acquaforte sono basate esclusivamente sul chiaroscuro. Con il tratteggio e la densità delle macchie, l'incisore può ottenere qualsiasi gradazione di chiaro e scuro. Così Rembrandt nelle sue acqueforti ha trattato in modo personalissimo i più svariati soggetti e nei suoi disegni si trova la stessa maestria chiaroscurale della pittura a inchiostro dell'estremo Oriente.

Anche Seurat, nei suoi disegni, ha studiato con assoluto rigore le gradazioni chiaroscurali.







Rembrandt, "L'uomo dall'elmo d'oro", cm.67x0, Staatliche Museum, Berlino.

Il contrasto tra chiaro e scuro consiste nel contrapporre colori che esprimono diversi valori di luminosità, sia relativi ai toni puri, sia alle mescolanze.

3 - Contrasto di freddo e caldo

Si ha contrapponendo colori con dominante gialla e colori con dominante blu.

Pierre Auguste Renoir, "Ballo al molino de la Galette", 1876, olio su tela, 131x175 cm., Museo d'Orsay, Parigi.


Le vetrate policrome delle cattedrali gotiche erano fulgidi segni che potevano essere capiti da tutto il popolo. La loro magica luminosità era così misteriosa che i fedeli, contemplandole, si sentivano trasportati da un'esperienza ottico-sensitiva che li rendeva istantaneamente ricettivi a una più elevata spiritualità. La vetrata detta «La belle Verrière» nella cattedrale di Chartres utilizza simbolicamente il calore del rosso e la freddezza del blu. Respira con lo stesso ritmo del sole. La mutevole luce del cielo varia continuamente il suo angolo di incidenza e i colori acquistano uno splendore diverso a ogni ora del giorno.

Particolare della vetrata "La belle verriere" nella cattedrale di Cartres, XIII secolo, raffigurante le "Nozze di Cana".

La materia trasparente del vetro ha la forza di irradiazione d'una pietra preziosa. Quando Monet si volse totalmente alla pittura di paesaggio, non dipingendo più nello studio, ma all'aperto, a contatto diretto con la natura, suo oggetto di studio approfondito divennero la mutevolezza della luce e dell'atmosfera, secondo le stagioni, le ore del giorno e le condizioni meteorologiche. Volle rappresentare nei suoi dipinti il tremolio della luce nell'aria e sui campi assolati, le rifrazioni colorate delle nuvole e della nebbia umida, i molteplici riflessi dell'acqua fluente e ondosa, l'alternanza di verdi lucidi e cupi del fogliame degli alberi. Osservò che i colori locali degli oggetti sono dissolti dalla luce e dall'ombra e che i raggi colorati riflessi si compongono in macchie assai piu ricche di variazioni di freddo-caldo che di contrasti chiaroscurali. Così abbandonò nei suoi paesaggi il chiaroscuro per sostituirlo con il contrasto di freddo e caldo. Gli impressionisti si accorsero che l'azzurro freddo, trasparente del cielo e dell'atmosfera assumendo il carattere di ombra colorata, entrava in contrasto con le calde tonalità della luce solare. L'incanto cromatico dei quadri di Monet, Pissarro e Renoir deriva in gran parte dalle artificiose modulazioni tra freddo e caldo. (Consulta lo studio su Monet)


4 - Contrasto dei complementari

Due colori sono complementari quando i loro pigmenti mischiati originano un grigio-nero neutro. Per quanto contrari si richiamano reciprocamente, contrapposti raggiungono il massimo grado di luminosità, mescolati si annullano nel grigio.

La legge dei complementari è alla base della composizione armonica, in quanto stabilisce un perfetto equilibrio visivo.

I complementari, usati in giusti rapporti quantitativi, danno effetti di solida staticità. Essi infatti conservano inalterata la loro luminosità e la loro essenza cromatica. Per il loro valore costante riescono soprattutto utili nella pittura murale.
Jan Van Eyk, "La madonna del cancelliere Rolin", 1435 c., olio su tavola, 66x62 cm., Museo del Louvre, Parigi.
In molti dipinti, basati sul contrasto dei complementari, oltre ai colori puri, troviamo i loro composti in funzione mediatrice e di equilibrio. Con la loro affinità a entrambi, i colori in contrasto li unificano in un complesso omogeneo. Più volte questi composti sono addirittura più numerosi e frequenti dei colori puri. La natura mostra assai spesso analoghi accordi cromatici, ad esempio tra i rami e le foglie di un cespuglio di rose rosse, prima che sboccino i fiori. Il rosso del bocciolo si fonde col verde dello stelo e delle foglie, in meravigliose sfumature rosso-grigio e verde-grigio.

Con due complementari si possono ottenere grigi di particolare bellezza. Gli antichi maestri ottennero magistralmente dei grigi pieni di colore, sovrapponendo a un colore luminoso il suo complementare, oppure stendendo sul primo sottili velature del secondo.

I «pointillistes» hanno creato questi grigi in modo del tutto diverso contrapponendo piccoli punti di colore nero, cosicché la miscela che dà origine al grigio avviene nell'occhio dell’osservatore.

Il contrasto tra complementari è basato sull’accostamento di colori complementari, colori cioè che ricostituiscono la ‘totalità cromatica’ in quanto comprendono, puri o in mescolanza, tutti e tre i primari.

5 - Contrasto di simultaneità 

Contrasto di simultaneità è il fenomeno per cui il nostro occhio, sottoposto a un dato colore, ne esige simultaneamente il complementare, e non ricevendolo se lo rappresenta da sé. Il fenomeno prova che per l'armonia cromatica è essenziale il rispetto della legge dei complementari.
Vincent Van Gogh, "Il caffè di notte", 1888, olio su tela, 70x89 cm., Yale University gallery, New Haven.
Il colore prodotto simultaneamente esiste solo nella percezione cromatica di chi guarda e non nella realtà esterna, come dimostra il fatto che non può venire fotografato.

6 - Contrasto di qualità

Qualità cromatica è il grado di purezza (di saturazione) dei colori. Il contrasto di qualità è il contrasto fra colori intensi, luminosi e altri smorti, offuscati. Si ha quando si accostano colori della medesima tinta, ma variati in saturazione. I colori del prisma, prodotti per rifrazione della luce bianca, posseggono il massimo grado di saturazione e di luminosità. Possiamo «tagliare» un colore puro col bianco, per renderlo più freddo oppure col nero così facendo il giallo perde ad esempio la sua apparenza chiara e irradiante, assumendo un aspetto malaticcio, subdolo e velenoso, soprattutto a scapito della sua luminosità.

Georges de La Tour, "Il neonato", XVI secolo-Museo di Rennes

Il quadro di Theodore Géricault (1791-1824), "La demente", dipinto in foschi toni giallo neri, ha una sconvolgente potenza rappresentativa, dell'abnorme psicologico.


7 - Contrasto di quantità

N
on è una caratteristica distintiva a livello estetico, ma un elemento creativo, visto che si riferisce alla ripartizione dei colori dentro all'immagine.

Consiste nel regolare l'estensione di un colore in rapporto alla sua luminosità o comunque al suo minore o maggiore ‘peso’ visuale.

Pieter Bruegel, Paesaggio con la caduta di Icaro, 1558, Muso Royaux des Beaux-Arts Bruxelles

Quando in una composizione cromatica troviamo dei rapporti quantitativi disarmonici, cioè un colore che domina su tutti gli altri, in funzione di un determinato effetto espressivo, in tal caso è la sensibilità artistica soggettiva, il gusto individuale a stabilire le rispettive misure.

Parlando di contrasto simultaneo abbiamo visto come l'occhio esige l'integrazione di un colore dato col suo complementare. Probabilmente l'occhio partecipa a un'esigenza di equilibrio e di autoconservazione. Anche il contrasto di quantità nasce, a quanto pare, da tale esigenza. Il colore in minoranza, trovandosi, per così dire, in difficoltà, si difende coll'apparire più luminoso di quando è presente in quantità proporzionata.

Mediante l'uso di contrasti che si accentuano reciprocamente, è possibile raggiungere effetti cromatici estremamente vividi e inconsueti.

Un'altra caratteristica del contrasto quantitativo è la capacità, di alterare ed esaltare gli effetti dovuti a ogni altro tipo di contrasto. Già a proposito del contrasto chiaroscurale, si è accennato al valore delle proporzioni. Il contrasto quantitativo in sé non è altro che un contrasto di proporzioni. Se in una composizione chiaroscurale una piccola macchia chiara entra in contrasto con una grande superficie scura, immediatamente tutto il dipinto assume un effetto di maggior ampiezza e profondità.

L'uomo dall'elmo dorato di Rembrandt (visibile nel paragrafo del contrasto chiaro-scuro) ne offre un  esempio: è proprio la piccola macchia chiara sulla spalla a dare la giusta dimensione alla testa. Nel dipinto di Bruegel "Paesaggio con la caduta di Icaro" (in alto) la piccola macchia rosso-arancio sulla manica e sul collo del contadino che ara è in contrasto di quantità con i toni verde-azzurro, verde e marrone dell'insieme del dipinto. Il calcolo e l'accordo delle reciproche zone di superficie dipinta è almeno altrettanto importante che la scelta dei colori. Una composizione cromatica dovrebbe sempre svolgersi in base a ben calcolati rapporti delle aree colorate.

I rapporti cromatici quantitativi fra colori primari e secondari.