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"Lena" Maddalena Antognetti

(nei dipinti di Caravaggio)

"Lena", Maddalena Antognetti, romana, descritta in alcune cronache come "donna di Michelangelo": compare negli ultimi quadri romani.

Proviene da una famiglia di cortigiane: sua sorella Amabilia era una prostituta bellissima e un documento la mostra di notte su un cavallo, con le chiome sciolte, mentre torna a casa dopo una notte passata con il bargello del Campidoglio.

Lena compare sicuramente in due dipinti e probabilmente in un terzo:

Madonna dei pellegrini, 1606
Madonna dei palafrenieri, 1604
Maria Maddalena in estasi (?), 1606


Madonna dei Pellegrini, 1606, olio su tela, 260 cm × 150 cm, Roma, Chiesa di Sant'Agostino.
Il quadro mostra la Madonna vestita da popolana con Gesù in braccio e due pellegrini. Oltre al riconoscibile volto di Lena, col suo bimbo, fecero scalpore i piedi nudi e gonfi,in primissimo piano, dei pellegrini. Il Baglioni racconta che, per questo, non appena il quadro fu messo sull'altare: "ne fu fatto dai preti e da' popolani estremo schiamazzo".
Altro scandalo fu il modo in cui era stravolto il racconto biblico. Secondo la leggenda, infatti, la casa di Maria venne portata in volo a Loreto dagli angeli (fatto che non risulta nel quadro), la casa inoltre è cadente, con l'intonaco scrostato e i mattoni a vista. Qualcuno pensa che il Caravaggio volesse ribadire l'adesione alla povertà assoluta della Sacra Famiglia, che la Chiesa dovrebbe osservare .


Il 2/11/1604 Lena venne arrestata di notte perchè trovata per strada travestita da uomo, nel 1602 aveva avuto un figlio (probabilmente lo stesso in questo quadro e in quello successivo) e questo aveva posto fine alla sua carriera tra gli ecclesiasti d’alto rango.

La relazione della polizia:

8.1604 novembre 2. - Lena Antognetti curiale romana e sorpresa a piazza Catinara. Die 2 novembris 1604. Loc.s Sacripantes ex debito sui officii retulit prout infra videlicet: "Questa notte andando alla cerca con la mia compagnia quando sono stato in piazza Catinara ho trovato una certa Lena romana che era ammantata con un ferraiolo (mantello) et erano sette hore sonate; et perche detta donna e cortigiana io l'ho mandata prigione a corte Savella".

Lena, giovanissima era stata amante prima del «giovane morbido», cardinale Montalto poi di monsignor Melchiorre Crescenzi e del cardinal Peretti, nipote di Sisto V. Faceva parte di un gruppo di prostitute d’alto bordo con Fillide Melandroni, Menica Calvi e Tella Brunori.

Fare di Lena la "Madonna dei Pellegrini" era una mossa rischiosa, qualcosa di ben diverso dal ritrarre Anna Bianchini o Fillide Melandroni nei panni della Maddalena per una collezione privata. La giovane, infatti, era un volto conosciutissimo in città. Il concilio di Trento aveva specificamente bandito “tutte le lascivie di una sfacciata bellezza nelle figure” e un volto noto, soprattutto quello di una prostituta, costituiva un pericolo, specie quando si avevano molti nemici .

Confronta questo volto con quello della madonna dei Palafrenieri:

Madonna dei palafrenieri (o della serpe), 1604, olio su tela, 292 cm × 211 cm, Roma, Galleria Borghese.
Il quadro mostra Maria ed il Bambino mentre schiacciano il serpente del peccato originale, alla presenza di Anna.

L'opera era destinata all'altare maggiore della chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri presso San Pietro in Vaticano.

Il dipinto però rimase nella chiesa meno di un mese, venne rifiutato dai committenti, perché fece scandalo il Bambino, troppo cresciuto per essere ritratto completamente nudo, la scollatura abbondante della Madonna e il fatto che in lei si riconoscesse facilmente Lena, nota donna di malaffare.

Il quadro venne prima trasferito nella chiesa della Confraternita di S.Anna, poi venduta per cento scudi al cardinale Borghese.
Ancora una volta autorità che pubblicamente condannavano i suoi lavori, si affrettavano poi ad acquistarli (sotto costo) per le loro collezioni private.

All'inizio del 1603 Lena aveva messo il suo bimbo a balia, e in marzo era andata a vivere con Gaspare Albertini, notaio e letterato membro del gruppo degli Insensati.
Ma quello tra Lena e Caravaggio era un rapporto sessuale ?
Giambattista Passeri (1772) che scrive delle vite degli artisti di quel periodo pensava che non ci fosse niente di erotico.
I fatti, secondo i registri giudiziari, erano questi: una sera d'estate del 1605, esattamente venerdì 29 luglio, un giovane notaio di nome Mariano Pasqualone si presentò al tribunale criminale mostrando una ferita fresca sul lato sinistro della testa «cum magna sanguinis effusione». Dichiarò che mentre passeggiava in piazza Navona: «son stato assassinato da Michelangelo da Caravaggio pittore. Mi sono sentito dare una botta in testa dalla banda di dietro, che io sono subbito cascato a terra et sono restato ferito in testa, che credo sia stato un colpo di spada». Non aveva visto l'aggressore, «ma io non ho da fare con altri che con detto Michelangelo, perché a queste sere passate havessimo parole sul Corso lui et io per causa d'una donna chiamata Lena che sta in piedi a piazza Navona, che è donna di Michelangelo. E di gratia vostra signoria mi spedischi presto acciò me possa medicare».
Mentre il ferito andava a cercare un dottore, il suo compagno, scrivano al Vaticano, testimoniò che, nel vedere Pasqualone cadere improvvisamente a terra, «rivoltatomi di dietro ho visto uno con un'arme sfoderata in mano che mi è parso una spada o pistolese, che subito si è rivoltato, ha fatto tre salti et è voltato verso il palazzo dell'illustrissimo cardinal Del Monte, cioè in quel vicolo, che portava un ferraiolo negro in una spalla sola». Ma il notaio ferito non era uno spasimante geloso, solo un funzionario sfortunato.

La convivenza di Lena con Gaspare Albertini non funzionava. La maternità non faceva per lei, e un rapporto con un professionista di modesto livello, per lei, abituata a frequentare cardinali ricchi e generosi e i loro amici, doveva risultare monotono e deludente. Due settimane dopo che Lena fu arrestata mentre correva a casa avvolta in un mantello da uomo, avvenne l'arresto di Caravaggio, fermato non lontano dalla casa di Lena, per insulti alla polizia. Il suo arresto successivo, sei mesi dopo, sarebbe avvenuto dopo le cinque del mattino in via del Corso, di fronte alla chiesa di Sant' Ambrosio, dove viveva Lena. I pittori Prospero Orsi e Cherubino Alberti, il libraio Ottaviano Gabrielli e un sarto di nome Girolamo Crocicchia intervennero pagando una cauzione di cento scudi per fare uscire di galera il pittore.

In questo contesto turbolento s'infilò Mariano Pasqualone, che lavorava in uno degli uffici legali del cardinale vicario di Roma. Tra i suoi compiti c'era quello di consegnare gli ordini del tribunale che vietavano a persone coinvolte in relazioni scandalose di continuare a vedersi. Forse gli fu detto di diffidare chi conduceva una vita privata irregolare, ma Caravaggio reagì furiosamente. Un conto, però, era fare a botte con dei pittori per strada, un altro ferire un funzionario legale dello Stato ecclesiastico. Questa volta l'aveva combinata grossa. La cosa migliore era lasciare la città e aspettare che le acque si calmassero, aspettare che il suo protettore, il cardinal Del Monte, vedesse come limitare i danni. E fu questo che fece.


Maria Maddalena in estasi, 1606, olio su tela, 106,5 × 91 cm, Roma, collezione privata.

Di quest'opera esistono almeno otto copie (fu uno tra i dipinti più copiati di Caravaggio).


Si pensa che il pittore si sia ispirato al volto di Lena per raffigurare la Maddalena.

Questa versione conservata nella collezione privata di Roma, presentata nel Caravaggio di John Gash nel 2003, sembra essere la più vicina all'originale.

Un'altra variante, altrettanto fedele all'originale, è conservata nel Musèe des Beaux-Arts di Marsiglia.


Lena morì ancora prima di Caravaggio
L'anno dopo la fuga dell'artista da Roma, tornò a vivere con la madre e la sorella in via dei Greci, dove spirò nel 1610. Aveva solo ventotto'
anni.


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