Cultor CollegeCaravaggio nei suoi dipinti
(i suoi autoriratti)

Bacchino malato, 1593,
Concerto, 1595,
Martirio di San Matteo, 1599 c.
Giuditta e Oloferne, 1599
Cattura di Cristo, 1602,
Davide e Golia, 1606,
Davide con la testa di Golia, 1607
Salomè con la testa del Battista, 1607,
Decollazione di San Giovanni Battista, 1608,
Salomè con la testa di S.Giovanni Battista c.1609
Davide con la testa di Golia, 1610,

| Giuditta e Oloferne, 1599, olio su tela, 145 cm × 195 cm, Roma, Galleria nazionale di arte antica | |
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In questo quadro Caravaggio rappresenta l'episodio biblico della decapitazione del condottiero assiro Oloferne da parte della vedova ebrea Giuditta, per salvare il suo popolo dalla dominazione straniera.
Si dice che Caravaggio abbia dipinto il quadro pensando alla storia di Beatrice Cenci, che, insieme alla madre e al fratello, uccisero il padre padrone, dopo averlo addormentato con l'oppio. Anticipa, quasi come una premonizione, la serie di teste mozzate raffiguranti il volto del pittore, successive alla sua condanna del 1606 |
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| Cattura di Cristo, 1602, olio su tela, 133,5 cm x 169,5 cm, Dublino, National Gallery of Ireland | |
La storia della scoperta di questo quadro, effettuata nel 1990 da Sergio Benedetti e della sua attribuzione a Caravaggio è narrata da Jonathan Harr in un recente libro dal significativo titolo "Il Caravaggio perduto". Di proprietà della comunità gesuita di Dublino, è in prestito alla National Gallery of Ireland di Dublino. Il personaggio in alto a destra (ingrandito qui a fiano), con la lanterna, ha le sembianze di Caravaggio |
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| Tra il maggio e l'ottobre del 1604 il pittore fu arrestato varie volte per possesso d'armi abusivo e ingiurie alle guardie cittadine; inoltre, fu querelato da un garzone d'osteria per avergli tirato in faccia un piatto di carciofi. Nel 1605 fu costretto a scappare a Genova per circa tre settimane, dopo aver ferito gravemente un notaio, Mariano Pasqualone, a causa di una donna: Lena. L'intervento dei protettori dell'artista riuscì anche questa volta ad insabbiare l'accaduto anche se, al ritorno a Roma, il pittore venne querelato da Prudenzia Bruni, sua padrona di casa, per non aver pagato l'affitto ed aver praticato un buco nel soffitto. Per ripicca, Merisi prese nottetempo a sassate la sua finestra, finendo nuovamente querelato. Nel novembre dello stesso anno, il pittore risulta degente per una ferita, che dice di essersi procurato da solo, cadendo sulla propria spada. |
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Rientrato a Roma il 29 maggio 1606, uccide in una zuffa al Campo Marzio il suo avversario al giuoco della pallacorda, Ranuccio Tommasoni . La condanna fu severissima: Caravaggio venne condannato alla decapitazione, che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada, riscuotendone poi la taglia. Nei suoi dipinti cominciano a comparire ossessivamente personaggi giustiziati con la testa mozzata, la sua. |
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Chi era Ranuccio Tomassoni?
Il giovane che Caravaggio uccide secondo alcuni era un esponente della mafia ternana. Ma la mafia non c'entra. I Tomassoni creavano solidarieta' e nepotismo, attorno a loro si raccoglievano molti famigli e conterranei. Erano una societa' di mutua assistenza e protezione. L' assassinio di Ranuccio avviene in un giorno in cui le fazioni filospagnola, vicina al Papa, e filofrancese erano particolarmente agguerrite. La giornata dell' incidente viene descritta dai documenti come una giornata di feste pubbliche e di contrasti politici e sociali: Paolo V era stato eletto esattamente un anno prima, e si festeggia l' anniversario. A Roma aveva ripreso forza la fazione spagnola, in seguito all'interdetto di Venezia.
Quindi, ragioni politiche? Paolo V aveva lanciato l' interdetto alla Serenissima, intenzionata a processare per omicidio due ecclesiastici anziche' consegnarli al tribunale romano. La decisione aveva causato a Roma uno stato di tensione e di lacerazione. Sta di fatto che nello scontro tra Ranuccio e Caravaggio si trovarono di fronte due fazioni opposte. Non e' vero che nacque da una lite legata al gioco della pallacorda, fu solo un pretesto. Molti pensano che i due gruppi, che avevano arruolato dei rinforzi per l'occasione, si incontrarono con l'intenzione di duellare, e per questo scelsero quel luogo appartato: fu un duello a viso aperto, non certo fortuito. Uno sfregio terribile |
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Dopo Napoli il pittore riparò a Malta dove questo quadro fu commissionato dalla Compagnia della Misericordia.
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![]() Davide con la testa di Golia, 1610, Roma, Galleria Borghese Il volto terribile del Caravaggio nei panni di Golia. L'immagine, di estremo realismo e drammaticità, con i denti rovinati e, sulla fronte, lo sfregio rimediato nel recente agguato di Napoli, sembra preannunciare la fine imminente. Come nelle altre raffigurazioni di Davide e Golia, il modello per il giovane è Cecco Boneri. |
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| Qui a fianco l'atto di morte del Caravaggio:
"A li 18 luglio 1609 nel'ospitale di S. Maria Ausiliatrice morse [= morì] Michel angelo Merisi da Caravaggio, dipintore, per malattia" |
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| L'omaggio di Rubens Anche Pieter Paul Rubens volle rendere omaggio a Caravaggio inserendo il suo volto (anche in questo caso una testa mozzata) nel suo quadro: “Il festino di Erode”, Peter Paul Rubens, National Gallery of Scotland, Edinburgh, 1633. |
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I ragazzi: Mario Minniti |
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