Cultor CollegeAvventurieri, cardinali, vecchi e giovani
(nei dipinti di Caravaggio)
Il volto del santo somiglia a quello del cardinal Francesco Maria Del Monte.
Nell'immagine a destra il viso del quadro è confrontato con un ritratto del cardinale (più vecchio).
Secondo Christoph Frommel "Del Monte fu, per il giovane Caravaggio, qualcosa di più che un protettore che gli offrì alloggio, commissioni e una ricca collezione da ammirare"

Anche Peter Robb pensa a un rapporto più intenso:
"Egli non aveva mancato di cogliere nei primi lavori dell'artista una certa vibrazione erotica, anche se quanto sarebbe accaduto in seguito fa pensare che non ne avesse intuito tutta la portata. Non si trattava solo di pittura. La fedeltà personale che quello squisito mediatore avrebbe continuato a dimostrare al suo taciturno e provocatorio protetto qualche anno dopo, anche quando la sua presenza diventava seriamente compromettente, implicava qualcosa di più nei loro rapporti del riconoscimento del genio da parte del cardinale, del fascino che egli provava per un pittore pronto a portare la sua arte al limite. In quell'ambiente chiuso, avere attorno una persona come Caravaggio doveva essere eccitante, una boccata d'aria fresca. Ma di questo naturalmente non restano testimonianze. "
Certo è che l'incontro col cardinale cambiò la sua vita che, da quel momento, avrebbe avuto il suo centro nella zona di palazzo Madama, anche se le sue abitudini, come racconta Bellori, non mutarono: “era negligentissimo nel pulirsi: mangiò molti anni sopra la tela di un ritratto, servendosene per tovaglia mattina e sera”.
“Usava egli drappi e velluti nobili, ma quando poi si era messo un abito, mai lo tralasciava finchè non cadeva in stracci”.
Dal 1595, ogni evento della vita del pittore sarebbe ruotato intorno alla zona che aveva come centro la piazzetta con la chiesa di San Luigi (4) e, al di là di uno stretto vicolo, il grande palazzo Madama (3), proprietà dei Medici, residenza del cardinal Del Monte (ora sede del Senato), che ospitò Caravaggio e Mario Minniti. La chiesa era il luogo da dove, cinque anni dopo, avrebbe trasformato l'arte europea con la sua prima opera pubblica, e dove poi sarebbe andato incontro al primo umiliante rifiuto. Imboccando lo stretto vicolo (2) dove venne arrestato la prima volta, si giungeva in breve al vasto e promiscuo luogo di incontro di piazza Navona (1), teatro dei segreti appuntamenti amorosi, dei raduni fra amici, delle aggressioni, degli arresti della polizia. Tornati indietro ci si trovava di fronte a palazzo Giustiniani (5), dimora del banchiere Vincenzo, che sarebbe divenuto il più fedele acquirente delle sue opere. A sinistra, si apriva sulla piazzetta via della Scrofa (6), scenario di tante violenze che avrebbero coinvolto l'artista, e, imboccandola, si giungeva dopo pochi passi al Campo Marzio (7), dove avrebbe in seguito affittato una casa, dove viveva il cavalier D'Arpino, e poco più su via della Pallacorda (8), dove si trovavano appunto i campi di pallacorda, che sarebbe stata il teatro della terribile e fatale battaglia di strada e dell'assassinio che doveva mettere fine alla sua vita romana. Questa zona (8) è evidenziata nella cartina è riprodotta ingrandita qui sotto in una mappa dell'epoca.


Campo Marzio era anche il quartiere del lavoro, oltre che della trasgressione dove Caravaggio frequentava altri spiriti ribelli come il suo: l'architetto lombardo Onorio Longhi, suo amico sin dai primissimi tempi. Era una grande personalita' culturale che dominava la scena romana, personaggio stravagante e sanguigno, libertino e filofrancese, come Caravaggio, poeta, laureato alla Sapienza. Morira' di sifilide nel 1619.
Lo si trova una domenica ad attaccar briga con un pasticciere perche' continuava a toccare "bianchi magnari". Con Onorio spesso Caravaggio si trova coinvolto in zuffe e risse, con lui lo troviamo anche la sera dell'assassinio di Ranuccio. Il primo documento in cui compare il nome di Caravaggio racconta di una giovane e bella donna che viveva ai Santi Apostoli, la quale un giorno decide di andare a querelare un gruppo di tredici giovani che tutte le sere andavano in banda a schitarrare e cantare canzoni volgari sotto il suo balcone. Vengono citati, tra gli altri, Onorio e suo fratello Decio, prete.
Un testimone accennera' anche a un giovane sbarbato chiamato Michelangelo "che si fa pittore". Siamo nell'agosto 1593.
Un altro componente dell'allegra brigata di Caravaggio era Orazio Gentileschi, fratello di Artemisia, la pittrice nota per una personale versione di "Giuditta e Oloferne". Anche lui aveva un caratterino niente male, come racconta il Baglione:
“Se Horatio Gentileschi fusse stato di humore più pratticabile, haverebbe fatto assai buon profitto nella virtù, ma più nel bestiale, che nell'humano egli dava; [ ... ] era di sua opinione, e con la sua satirica lingua ciascheduno offendeva, e dalla benignità di Dio habbiamo da sperare il perdono d'ogni suo fallo”.

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Decollazione di San Giovanni Battista, 1608, olio su tela, 361× 520 cm, La Valletta, Concattedrale di San Giovanni |
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Nella decollazione del Battista, il vecchio cerchiato in verde, è stato individuato come Philippe de Wignacourt, fratello di Alof, Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. Altri ci hanno visto lo stesso Alof. Certo è che questo tipo di fattezze ricorre spesso nei dipinti di Caravaggio, come si può vedere negli ingrandimenti a destra. ![]() |
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