Tempio buddhista di Borobudur - Indonesia

Cultor College

L'Autore:

Carlos Zeballos è un architetto peruviano, che dopo aver studiato e conseguito il Master in Perù ed Argentina, attualmente ha un dottorato di Ricerca in Urbanistica Ambientale presso l'Università di Kyoto, in Giappone.

Carlos ha fondato il sito "Mi Moleskine Arquitectónico" dove tratta le caratteristiche artitettonico artistiche dei principali monumenti.

L'Indonesia

E' un paese situato nella parte meridionale del Sud-Est asiatico, costituito da 17,500 isole, che formano il più grande arcipelago del mondo. Una tale pletora di isole assicura un ricco e vario patrimonio culturale; grazie alla sua importanza geopolitica il paese è stato influenzato da diverse nazioni vicine, che hanno segnato la sua storia e la sua architettura.


1500 anni fa e sotto l'influenza indiana, in queste isole fiorirono i regni indù e buddisti. Secoli dopo, i commercianti musulmani hanno portato la religione islamica e oggi l'Indonesia conta la più numerosa popolazione musulmana al mondo.


La produzione di spezie favorì gli scambi commerciali con la Cina, che le potenze europee, più tardi, tentarono di controllare. Colonia olandese dall'inizio del XVII secolo, venne brutalmente occupata dai giapponesi nel 1942.
L'Indonesia ha ottenuto l'indipendenza subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nel bel mezzo dell'isola indonesiana di Giava (famosa per la scoperta di alcuni dei primi fossili conosciuti di Homo Erectus l'"uomo di giava"), 40 km a nordest di Yogjakarta, sorge lo splendido santuario di Borobudur, una meraviglia che unisce scultura, architettura e simbolismo, così come gli insegnamenti di induismo e buddismo, per produrre il più grande monumento al mondo dedicato a Buddha.

Borobudur è stato costruito tra il 760 e l'825 dC e fu misteriosamente abbandonato nel XIV secolo durante la conversione dell'Indonesia all'Islam, con il conseguente declino di buddismo ed induismo in tutto l'arcipelago.

Borobudur al tramonto
Foto per gentile concessione di M3R

Il tempio è stato riscoperto nel 1814 da Sir Thomas Raffles, governatore inglese di Giava, che iniziò alcuni lavori di restauro.

Il restauro vero e proprio è stato effettuato dal governo indonesiano e dall'UNESCO nel 1975-1982, dopo di che il Borobudur è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Borobudur, al momento della sua scoperta


Il luogo

Per capire Borobudur dobbiamo vederlo sia nel suo contesto regionale che nel complesso della sua composizione architettonica.

Il tempio attirò subito l'attenzione di un gran numero di pellegrini provenienti da tutto il sud-est asiatico.
Il pellegrinaggio supponeva un processo di preparazione prima di arrivare al tempio principale.
Per questo, nel suo approccio al tempio, un pellegrino trovava prima i templi di Mendut e Pawon, luoghi che sono allineati con Borobudur.

Tempio Pawon

Tempio Mendut

Il tempio di Borobudur è situato in una zona dove un tempo vi era un lago, che è stato naturalmente disseccato dalle eruzioni vulcaniche. Si ritiene che la costruzione di questo tempio sul lago assomigliasse ad un fiore di loto galleggiante sulle acque.

Durante la visita, iniziata alle 4 del mattino, dal tempio ho potuto assistere allo spettacolo del sorgere del sole, con la luce bluastra dell'alba che svelava lentamente le montagne che circondano il complesso, mentre una fitta nebbia emanata dalla giungla giavanese creava la sensazione di trovarsi in un luogo non terreno, più vicino al cielo.


Borobudur, un Mandala Architettonico

Nel Buddismo, il mandala rappresenta un paesaggio dell'universo, con il Buddha nel centro, e mostra le varie fasi del processo per trovare la verità.

Borobudur è stato costruito su una collina, seguendo lo schema di un mandala gigante, che rappresenta la cosmologia buddhista.
Si compone di nove piattaforme divise in tre sezioni:

- Le tre superiori sono circolari, chiamate Arupadhatu, e hanno una forma ovale, leggermente curva, costituita da due assi minori allineati con i punti cardinali e da due grandi assi allineati con le direzioni intermedie.
- Le sei piattaforme inferiori sono quadrate, chiamate Rupadhatu,
- Inoltre, nel 1885 è stata scoperta una struttura della base che è stata chiamaa Kamadhatu.

La piattaforma più bassa, probabilmente aveva anche una funzione strutturale per evitare il collasso della struttura.
Venne aggiunta dopo che il tempio era finito, come si può vedere in uno degli angoli, dove sono stati esposti i rilievi più vecchi.

Il layout architettonico conduce il visitatore attraverso un sistema di scale, per ascendere alle piattaforme e raggiungere la cima della struttura. Una chiara rappresentazione del cammino verso una "illuminazione" spirituale.
I pellegrini percorrevano ogni piattaforma per due volte, per imparare dai rilievi su ogni lato.

Tra la prima e l'ultima piattaforma circolare c'è un arco sormontato da una figura intimidatoria di un guardiano.
E' un riferimento ad una transizione verso un luogo più puro, dove gli spiriti maligni non avevano accesso.

Lo stupa a forma di campana contiene la figura di un Buddha. Questo è abbastanza insolito, non si riscontra in altri paesi asiatici, forse a causa di un sincretismo tra Buddhismo e antiche tradizioni giavanesi, dove antichi asceti andavano a meditare nelle grotte.

Un dettaglio interessante è che le aperture delle stupa dei primi due livelli sono a forma di diamante, mentre quelli della stupa della piattaforma superiore sono a forma quadrata. (Si noti la diversa conformazione dei pezzi di pietra). Probabilmente questo simboleggia la perfezione del percorso dell'illuminazione cui ogni pellegrino aspirava conseguire con la salita e la meditazione, attraverso le diverse piattaforme.


Astrologia, cosmologia, matematica di Borobudur

La struttura può essere suddivisa in tre elementi principali: la base, la parte centrale e la parte superiore, che in analogia, ai piedi, al corpo e alla testa rappresentano i tre stati di preparazione mentale: il Kamadhatu o mondo dei desideri, il mondo Rupadhatu o delle forme e il mondo Arupadhatu o senza forma.

Uno studio del 1977, condotto dal prof. Atmadi, ha trovato un rapporto di 4:6:9 per la composizione delle tre parti del tempio, così come ciascuno degli elementi del tempio principale.
Questo rapporto è uguale a quello riscontrato nei templi di Pawon e Mendut nonchè nell'imponente complesso di 
Angkor Wat in Cambogia.

Sezione del tempio secondo i professor Atmadi.
Immagine gentilmente concessa da Borobudur.tv

Il ricercatore Mark Long, per diversi anni ha studiato i rapporti calendariali, astronomici e cosmologici di Borobudur, suggerisce che stesso rapporto di 04:06:09 può essere applicato alla larghezza del complesso.

Sezione Nord Sud, dove, secondo lo stesso Mark Long il rapporto 04:06:09 è stato utilizzato, ad esempio nell'altezza del tempio.
Immagine gentilmente concessa da Borobudur.tv

Si pensa che l'architetto di Borobudur, chiamato Gunadharma, credesse che i progetti dei templi svolgessero un ruolo diretto nel determinare il destino di ogni occupante della struttura. Secondo questa filosofia il ruolo dell'architetto dovrebbe essere quello di armonizzare le forze del microcosmo, che governano la vita umana, con il macrocosmo che governa la vita degli dei.

Gunadharma prese il Tala, che è la distanza tra il pollice e il mignolo quando sono tesi alla loro massima separazione, come unità di misura, un sistema ampiamente utilizzato in India. Poichè questa misura varia poco da persona a persona è possibile che il Tala di qualche persona importante venisse utilizzato come metodo di misura standard. Mark Long ha scoperto che l'entità del Tala utilizzato in questo monumento è stato di 22,9 centimetri.


Sulla base delle sue misure, Long ha dichiarato che le dimensioni complessive sono basate su un numero di Tala, che simboleggiano gli eventi importanti del calendario indù, in particolare di un calendario denominato Vatsu Purusha Mandala. Nelle facciate e negli angoli quadrati di questo schema sono rappresentati i solstizi e gli equinozi.
La disposizione degli stupa segue uno schema ben studiato geometricamente, evitando, per esempio, di porli nelle diagonali principali del monumento, dove si credeva fluissero le energie divine.


Decorazioni

Borobudur, a parte il simbolismo del layout architettonico a forma di mandala, mostra anche molti riferimenti alla vita di Buddha, sia nei rilievi che nelle statue.

I rilievi hanno un ruolo educativo. Le scene rappresentano la storia di Buddha, le sue varie incarnazioni e il percorso che i fedeli devono seguire per raggiungere il Nirvana.

Le statue di Buddha, molti delle quali sono mutilate (alcune mancanti), sono distribuite in modo diverso nelle piattaforme quadrate, rispetto a quelle circolari.

Nelle cinque piattaforme quadrate che si chiamano Rupadhatu, i Buddha in totale sono 432 e si trovano in nicchie, poste in fila nella parte esterna della balaustre.

Il numero dei Buddha diminuisce nelle piattaforme più elevate. Così, la prima piattaforma contiene 104 nicchie, la seconda 104, la terza 88, la quarta 72 e la quinta 64.

Dettagli di Borobudur

Foto per gentile concessione di Davey Sarge

Le piattaforme superiori o Arupadhatu, contengono 72 piccoli stupa a grate (sono strutture a forma di tumulo, tipiche del primo buddismo) che circondano una stupa più grande. Così, nel primo livello ci sono 32 stupa, 24 nel secondo e 16 nel terzo livello.

Modello della sommità del tempio, con i tre livelli di piccoli stupa

A prima vista i Buddha sembrano essere gli stessi, seduti nella posizione del loto, con le gambe incrociate. Tuttavia, le diverse posizioni delle mani rappresentano vari stati di meditazione.

Particolare dell'interno di uno stupa, che mostra un Buddha seduto




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