Fotografia: effetto Bokeh

Cultor College


Come realizzare l'effetto Bokeh


di
Robert Donovan


L'Autore: Robert Donovan è Design Manager alla Robrady di Sarasota, in Florida. Da sempre pratica e studia la fotografia: le sue immagini sono state pubblicate, a migliaia, sulla rete e su libri e anche riprese in primo piano nei film

(come "Going the Distance" del 2010).

Robert, citato anche nelle pagine della Adobe, ha fondato il sito robertsdonovan.com.

Una Galleria delle sue immagini si può vedere su SmugMugPro.

In questo intervento spiega come realizzare l'effetto Bokeh.



Ultimamente sembra che molti fotografi cerchino di ottenere buoni scatti utilizzando l'effetto Bokeh.
La buona notizia è che questa tecnica è una delle più facili da imparare. Purtroppo, è anche una delle più difficili da padroneggiare. Qui mi limiterò ad
iniziare con le basi.

Bokeh è il fuori fuoco o le aree volutamente sfocate di una fotografia. Su Flickr ho trovato molte persone che usano questo termine per descrivere in modo specifico le luci fuori fuoco.
In questa pagina ci concentreremo appunto su questa tecnica particolare.

La foto qui sopra ha meritato la prima pagina su Flickr Explore. Vorrei poter dire che questo è stato uno scatto difficile ed impegnativo che ha mobilitato tutte le mie capacità di fotografo.
La verità, invece, è che questo è stato uno degli scatti più facili di quella notte.

Le foto qui sotto, ad esempio, a lunga esposizione e piccola apertura, sono state molto più difficili da ottenere (cliccate sull'immagine per ingrandirla):



Il segreto del Bokeh risiede nella sua definizione: luci fuori fuoco.
Per realizzarlo servono tre cose: punti di luce, una grande apertura e una breve distanza focale.

Quando dico punti di luce mi riferisco a sorgenti luminose di piccole dimensioni.
Il tentativo di scattare su una vasta area di luce, come una finestra o una luce fluorescente, non produce il tipico bokeh "circolare" che stiamo cercando qui.

Piccole luci brillanti, come le decorazionidi Natale, sono una fonte perfetta, ma qualsiasi fonte di luce che sia abbastanza lontana risulterà sufficientemente piccola da produrre l'effetto voluto.
Trovo che le luci delle auto e delle strade, in lontananza di notte, creino un 
bokeh meraviglioso.

Quindi, abbiamo bisogno di una grande apertura.
Per il novizio si tratta dell'apertura della lente (f) che controlla la quantità di luce che passa attraverso l'obiettivo e l'otturatore per impressionare la pellicola o il sensore.


Minore è il numero f (o f-stop), più grande è l'apertura (vedi prospetto qui sotto).

Questa è di solito espressa come f/5,6, f/4, f/2,8, f/1,4, ecc
.

In genere maggiore è il diaframma più grande è il bokeh.

Lenti veloci, sotto f/2,8, (come questa Pentax-A 50mm f/1.7, qui sopra, che uso da vent'anni) sono ideali per le riprese bokeh.
Questo non vuol dire che non si può ottenere questo effetto utilizzando grandi obiettivi con apertura massima più piccola.

Il trucco è assicurarsi che si stia utilizzando la più grande apertura possibile (il più piccolo numero di f).

Per farlo vi consiglio di passare la fotocamera in modalità Priorità di Diaframma (in genere con l'etichetta "A" o "AV" sul selettore di modalità programma) e utilizzare il numero f più basso possibile.

Con la maggior parte delle lenti questo sarà f/3,5. Ecco qui a fianco un'altra foto bokeh scattata con la mia lente a f/3,5.

L'altro motivo per cui si desidera la più grande apertura possibile è quello di garantire che il bokeh risulti rotondo e non sfaccettato.
La maggior parte delle lenti usano lamelle 5-7 per creare l'apertura variabile nella lente. L'effetto Bokeh prende la forma e la dimensione dell'apertura della lente quindi aperture più piccole produrranno "effetti circolari" più piccoli e piacevoli, in genere meno sfaccettati.


Ci sono eccezioni a questa regola: diverse lenti di fascia alta utilizzano lamelle del diaframma curve, che mantengono rot
onda la forma dell'apertura per tutti i livelli di f.

Riassumendo: più lamelle ha il diaframma (più morbida è la geometria), più bello è l'effetto.

Tuttavia, se si scattano fotografie con un costosissimo obiettivo della Canon serie L, credo che si sappia già come ottenere questo effetto.

Qui sotto le aperture di una lente a 6 lamelle (notale la forma esagonale del f/5.6):

f/1.7
f/5.6
f/22

Qui sotto tre diversi scatti Bokeh con diverse impostazioni d'apertura (specificate in basso) effettuati con questo obiettivo:

f/1.7 bokeh
f/4 bokeh
f/8 bokeh


L'ultima componente per ottenere buoni scatti bokeh è la distanza focale utilizzata.
Ho trovato che minore è la distanza di messa a fuoco del soggetto in primo piano, migliore è il bokeh di fondo.

L'idea è di ottenere la massima distanza tra il soggetto e le luci. Inoltre quanto più vicino sarà il soggetto a fuoco, tanto più corta sarà
la profondità di campo (DOF).
Questo assicura che le luci sullo sfondo siano belle e sfumate.

Bisogna considerare anche la lunghezza focale dell'obiettivo. La profondità di campo è fondamentalmente una funzione della lunghezza focale, la distanza soggetto e apertura.
Con una data apertura una distanza focale più lunga porta a una minore DOF.
Una DOF corta è quello che ci serve per sfocare lo sfondo producendo efficacemente l'effetto voluto .


Quindi è bene arrivare il più vicino possibile al soggetto in primo piano, utilizzando la più lunga impostazione del vostro obiettivo.
Qui sotto abbiamo un esempio di messa a fuoco ravvicinata sul soggetto in primo piano, accoppiata con un diaframma spalancato e lunghezza focale lunga per creare l'effetto con le piccole luci dello sfondo.

Quando ho scattato questa foto ero alla distanza di messa a fuoco minima per il mio 50 mm f1,7.

Le luci bianche (qui sono color oro) erano su un altro albero di Natale a circa 30 cm. dietro alla lampadina e al ramo messi a fuoco

Gli altri bokeh colorati, più piccoli, erano altre luci sullo stesso albero che ho messo a fuoco.


TUTORIAL

Ora che ho divagato ad nauseam su tutti i complessi dettagli del bokeh, procediamo con la parte pratica per realizarlo:

1. Impostare la fotocamera in modalità priorità Apertura (A o Av sul quadrante del programma).

2. Selezionare la più piccola apertura possibile (f) del proprio obiettivo (dovrebbe essere ≤ f / 4).

3. Utilizzare la messa a fuoco manuale e regolare la messa a fuoco sull'impostazione più vicina.

4. Zoomare la lente intorno ai 50mm.

5. Trovare dei punti luce ad una distanza di 25-30 cm. (o più) dalla fotocamera.

6. Scattare!

Se si ottiene una velocità di scatto che è troppo lenta (ovvero: meno di 1/30 di secondo), provate ad alzare il valore degli ISO fino a 400 o più.

Se si riprende un albero di Natale quello che si dovrebbe ottenere è qualcosa di simile all'immagine a fianco.


A seconda di come lo sfondo è scuro (più è scuro, di solito, meglio risulta) potrebbe essere necessario comporre con qualche compensazione dell'esposizione per ottenere che il bokeh risalti meglio.

Questa immagine non ne ha avuto bisogno, ma spesso sono costretto a compensare, da + 2/3 a +1 EV, per il 50 millimetri 1,7 sulla mia Pentax K10D.

Allora non resta che provare: mettete un soggetto di fronte alla macchina a distanza di messa a fuoco minima con punti luminosi sullo sfondo e iniziate a fare delle prove.

Ci vorranno un po' di tentativi per padroneggiare l'illuminazione (sia di primo piano che dello sfondo), ma in poco tempo si dovrebbe essere in grado di effettuare scatti bokeh come un vero professionista!