Analisi Tecnico - Estetica dell'opera pittorica

Analisi del "Festino degli Dei" un capolavoro a più mani - gli Stili (2)

Stili

Il "Festino degli Dei" mostra gli stili di tre diversi artisti: due sono certamente Giovanni Bellini e Tiziano, mentre sul terzo ci sono interpretazioni discordi. In questa pagina presentiamo quella che lo individua in Dosso Dossi. Più avanti esamineremo le tesi che indicano nel tedesco Albrecht Durer l'autore di alcune figure.

Ci sono differenze evidenti ed altre meno: nelle specifiche che seguono esaminiamo gli stili dei tre pittori prima nel lavoro d'insieme, poi evidenziando particolari differenti (personaggi, uccelli e piante).

La tela evidenzia le figure (in primo piano): il loro aspetto sereno e il raggruppamento in un blocco classico, mostrano la mano del Bellini. Il paesaggio dinamico, scuro, per indirizzare gli occhi verso le persone, ha il marchio di Tiziano. Secondo questa interpretazione l'apporto di Dossi si vede nelle foglie e nel fagiano.


"Festino degli Dei "
Giovanni Bellini, "Martirio di San Pietro per mano dei Catari", National Gallery, Londra.


Tiziano Vecellio, "I Baccanali degli Adriani" 1523-1525. Museo del Prado, Madrid

Dosso Dossi, "Enea e Acate sulle coste della Libia", National Gallery of Art, Washington


Una prima differenza stilistica si riscontra tra le figure in primo piano (generalmente ritratte con lo stile tradizionalista dei primi del 500 (Bellini)) e il paesaggio di fondo (reso con uno stile più innovativo e dinamico (Tiziano)).


Confronto dei personaggi - lo stile dei tre pittori è molto diverso: le figure del Bellini sono individualiste e ancora statuarie; quelle di Dossi sono indistinte ed impalpabili, mentre quelle di Tiziano sono espressive e dinamiche. Nel Festino degli Dei, le figure sono come statue serene, con occhi bassi e distolti, tanto che è facile trascurare il segreto atto sessuale di Priapo.

Qui sotto vediamo un particolare di Nettuno dal "Festino" e tre esempi dello stile usato per ritrarre personaggi da ognuno dei tre pittori.

La festa degli Dei
Bellini
Tiziano
Dossi
Nettuno


ritratto di un gentiluomo fiorentino, c. 1500

"Baccanale degli Andrii",
c. 1525 - Museo del Prado
"Enea e Acate sulle coste della Libia" c. 1520

Gli studiosi sono sempre stati incerti nel definire l'autore dell'immagine del fagiano. Lo strato di colore è più alto intorno al fagiano, suggerendo che questi sia stato dipinto prima degli alberi circostanti.
Anche se questo non definisce quale mano abbia usato il pennello
, chi sostiene che il terzo autore fu Dossi, lo attribuisce proprio a lui.
Di seguito, otre all'ingrandimento dell'originale, proponiamo tre soggetti simili dipinti da Bellini, Tiziano e Dosso.

C'è anche anche la possibilità che anche in questo caso più mani abbiano lavorato sullo stesso particolare.

La festa degli Dei
Bellini
Tiziano
Dossi
Particolare del fagiano
"San Gerolamo che legge",
c. 1480/1490 - Nat.Gallery, Londra
"Baccanale degli Andrii",
c. 1525 - Museo del Prado
"Circe e i suoi amanti"
c. 1525, National Gallery, Washington

Confronto del fogliame: è solo per il fogliame che possiamo confrontare direttamente il lavoro di tutti e tre gli artisti. Bellini e Tiziano dipinsero la maggior parte delle foglie, ma quelle in alto nell'angolo di destra probabilmente sono di Dosso
.

particolare foglie in alto a destra
"Il giovane Bacco" c. 1505/1510
"Baccanale degli Andrii",
c. 1525 - Museo del Prado
"Enea e Acate sulle coste della Libia" c. 1520

I tre pittori

Bellini
Tiziano
Dossi

Giovanni Bellini (Venezia, 1430 circa - Venezia, 1516) uno dei più celebri pitttori del Rinascimento, famoso anche con il nome di Giambellino.

Bellini coniuga il plasticismo metafisico di Piero della Francesca e il realismo umano di Antonello da Messina (non quello esasperato dei Fiamminghi) con la profondità cromatica tipica dei Veneti, aprendo la strada al cosiddetto "tonalismo" veneto.

Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1480 - 1485 - Venezia, 27 agosto 1576) Artista innovatore e poliedrico, maestro con Giorgione del colore tonale, Tiziano Vecellio è uno dei pochi pittori italiani titolari di una vera e propria azienda, imprenditore dell'arte sua propria e della bottega, direttamente a contatto con i potenti dell'epoca, suoi maggiori committenti.

Niccolò di Giovanni Luteri, detto Dosso Dossi, non sono noti luogo e data di nascita, che si presume intorno al 1486-87.

Gli storici concordano nel ritenere che, nei primi anni del '500 Dosso si sia formato a Venezia, dal momento che le sue prime opere giovanili mostrano di ispirarsi al cromatismo di Giorgione e del giovane Tiziano.