Analisi Tecnico - Estetica dell'opera pittorica

Analisi della "Festa degli Dei" di Bellini - Dossi - Tiziano - Ricostruzione (8)

Ricostruzione


Vediamo le conclusioni degli studi che individuano in Bellini, Tiziano e Dossi i tre autori. Nell'immagine a tre colori qui sotto sono evidenziati i tre diversi interventi che sarebbero stati effettuati dai pittori in questione.



Cominciamo con le prove documentali: nel 1568, Vasari pubblicò "Le vite" scrivendo che Bellini era troppo vecchio per completare il "Festino degli Dei" così Tiziano venne chiamato per finirlo.

Contrariamente a questa affermazione, quando gli studiosi hanno esaminato il dipinto ai raggi-X, nel 1950, hanno verificato Bellini che ha completato l'intero dipinto. Inoltre, hanno visto i segni della seconda versione (intermedia), ma l'identità del secondo artista al tempo era ancora misteriosa. Trent'anni più tardi, durante l'analisi tecnica e la pulizia completa (1985-1990) del dipinto l'autore di questa seconda fase è stato identificato in Dosso Dossi.

Il dipinto, come lo vediamo oggi, è costituito da sezioni di Bellini, Dossi, e Tiziano, come specificato nell'immagine qui sopra. In alcune parti Tiziano ha solo effettuato piccole modifiche al paesaggio di Dossi.

 



I documenti registrano che Bellini venne pagato per il "Festino degli Dei", nel novembre 1514. La sua versione originale evidenzia uno sfondo di boschi che può essere agevolmente ricostruito ai raggi X e agli infrarossi.

Quando il dipinto venne esposto a Ferrara nel 1514, le figure di primo piano si stagliavano davanti a una fila continua di alberi. L'aspetto generale doveva ricordare un'altra opera del Bellini, la "Morte di San Pietro Martire" dipinto circa dieci anni prima.

In questo dipinto la vicinanza dei tronchi degli alberi e del fogliame, offre un fondale quasi compatto per le figure di primo piano.

Il dipinto propone la storia di san Pietro martire, un frate e inquisitore domenicano, che deriva dalla 'Leggenda Aurea.' Nel 1252 al frate venne teso un agguato sulla strada di Milano, da sicari eretici catari. Venne ferito alla testa e accoltellato ripetutamente. La sua ultima azione, mostrata nel dipinto, afferma la sua fede scrivendo 'filosofia' ("Io credo"), nel proprio sangue. Pietro martire fu riconosciuto santo dal papa. Divenne una figura importante per i Domenicani, accanto al fondatore dell'ordine, San Domenico. Curiosamente i raggi X mostrano che la posizione del frate morente, rispetto al suo assassino, è stata cambiata: da frontale a chinata.



Bellini: Morte di San Pietro Martire




Bellini: Morte di San Pietro Martire (raggi X)

L'ipotesi Dossi

Le prove stilistiche e circostanziali suggeriscono che il secondo pittore fu Dossi. Anche se vaghi, numerosi elementi rivelati ai raggi X e agli infrarossi, non sembrano di Bellini.

Dosso Dossi e il fratello Battista avevano lavorato al soffitto e ai fregi della parete della galleria privata del Duca.

Ma che aspetto aveva il dipinto dopo l'intervento di Dossi? Nell'immagine rotante qui a fianco è stata ipotizzata una ricostruzione dei vari passaggi basata sugli elementi principali, visti ai raggi-X e agli infrarossi, e utilizzando altre opere di Dossi per ricreare quale potesse essere il dipinto dopo il suo intervento

Il primo fotogramma riproduce il dipinto dopo la versione iniziale di Bellini. I seguenti ipotizzano varie possibilità degli interventi di Dossi:

L'intervento di Tiziano

I documenti relativi all'intervento di Tiziano riportano che, probabilmente, apportò le sue modifiche durante una visita a Ferrara ai primi del 1529. La maggior parte del paesaggio alle spalle delle figure di primo piano è suo.

Tiziano così è stato l'ultimo pittore a mettere mano al "Festino". Ma resta ancora l'interrogativo di quanto, di ciò che vediamo oggi, è di sua mano o se rimane ancora qualche traccia dipinta da Dossi.