Cultor College


tempio di Sulamani Guphaya (c. 1183)

del prof. Robert D. Fiala




Il tempio Sulamani Pahto (a sinistra) e le costruzioni adiacenti.


Il tempio Sulamani (occasionalmente Sulamuni) Guphaya, o Pahto, è una delle più importanti attrazioni di Bagan.
Il nome stesso significa 'Gioello dell'Incoronazione' o 'Piccoli rubini'.
Paul Strachan lo ha definito:
"Il segno magniloquente di un impero al sua apice".
In realtà fu ben più di un tempio, il complesso in origine conteneva un gran numero di edifici annessi, tra cui sale di riunione, celle per i monaci e una biblioteca.

 



Sulamani è il tempio più importante del tardo periodo (1170-1300) di Bagan.

Era uno dei molti templi e stupa costruiti da Sithu II (o Narapatisithu) (1174-12ll), probabilmente, come espiazione per alcuni dei suoi molti misfatti.


E' stato il modello per costruire il tempio Htilominlo.

Combina maestosamente la verticalità del
Thatbyinnyu con l'orizzontalismo e la monumentalità
del Dhammayangyi.

Vista est con l'ingresso monumentale ad arco che attraversa le mura circolari.


Il tempio di mattoni rossi è di forma piramidale su base quadrata ed è orientato a est. Ci sono due livelli con portici a ciascuno dei punti cardinali. Ogni terrazza ascendente ha pilastri in forma di stupa agli angoli e una bellissima sikhara (torre tipica dell'architettura Indù), restaurata dopo il terremoto del 1975, corona il complesso.


Particolare delle decorazioni esterne.


Ciascuno dei maggiori livelli ha ambulacri interni che corrono lungo tutto il perimetro, decorati con nicchie che ospitano i Buddha. Salire al secondo piano e ai livelli superiori attualmente è vietato.



Buddha all'ingresso nord. Buddha dorato all'ingresso ovest. Un altra statua di Buddha.


Le caratteristiche salienti del Sulamani comprendono le fini decorazioni in muratura e l'uso della pietra sia nelle parti portanti che negli angoli esterni, più vulnerabili.
Le numerose piastrelle e pannelli vetrosi, lungo lo zoccolo e le modanature delle terrazze, aggiungono gioia ed esuberanza verso l'esterno, mentre gli affreschi rendono ricco l'interno stuccato dei corridoi ambulatoriali, anche se danneggiati.
Con la loro rappresentazione vivace sia del
sublime che del grottesco riflettono una costante interazione tra la luce fisica e mitica e l'oscurità.


Sulle pareti dipinti con la vita del Buddha. Una vista dal corridoio.

Bagan monumento numero 748




Last modified: January 2018