Cultor College


tempio Shwezigon Paya (fine dell'XI secolo)

del prof. Robert D. Fiala




Il tempio con le sue guglie dorate e stupa più piccole all'angolo delle terrazze.


La Paya Shwezigon (pagoda, stupa o Zedi), è una delle strutture sacre più significative della zona di Bagan e di tutto il Myanmar. Situata a quattro miglia a nord est di Old Bagan è davvero una pagoda 'nazionale', in quanto è servita come prototipo per molte altre costruzioni poi realizzate in tutta la zona.
Shwezigon è ancora oggi un importante centro nazionale di culto.

Vista lungo uno del lati che misurano circa 50 metri.


I pellegrini accorrono da molte parti del Myanmar per la festa che si tiene durante il mese birmano di Nadaw (novembre / dicembre), sia a causa del suo carattere storico che per il significato religioso che ha per il buddhismo birmano.

 




La sezione del tempio vista da est.

Shwezigon è stato uno dei primi simboli del trionfo del Buddhismo 'purificato' Theravada, è stato anche il primo a ospitare anche immagini 'nat' (pre-spiriti buddisti che avevano il potere di fare il bene o il male) tra le mura della sua pagoda.
Il suo costruttore, re Anawrahta (r. 1044-1077), infatti aveva inserito le immagini dei 37 Nats tradizionali, nelle terrazze inferiori.

Le decorazioni floreali all'esterno del tempio.

Così il culto 'nat' si abbinò per la prima volta al nascente buddismo Theravada per formare un'unica e vibrante esperienza religiosa birmana che ha contribuito anche alla crescita generale del movimento Theravada.
Alla fine i Nats di Shwezigon sono stati rimossi dalle terrazze e spostati in un piccola sala all'interno del complesso, ma il Festival di Shwezigon vede ancora molti pellegrini che onorano i Nats.

Lo stupa più piccolo ha come sfondo quello più grande.
Le elaborate decorazioni della cupola principale.


La conversione di re Anawrahta, alla metà dell'XI secolo, ebbe una profonda influenza sulla vita religiosa e culturale di Bagan. Anawrahta fu il principale fautore di questo cambiamento e delle grandi costruzioni di Bagan.

La parte esterna del tempio riflette al sole le sue dorature.

Anawrahta ha iniziato la costruzione del Shwezigon (su un sito presumibilmente scelto da un elefante bianco) come imponente santuario centrale, da utilizzare come reliquiario.
Sembra che abbia completato le prime tre terrazze prima di essere ucciso da un bufalo selvaggio nel
1077. Alcuni sostengono che aveva anche completato un piccolo stupa sulle terrazze che pensava di racchiudere in una struttura più ampia.
Uno dei templi satelliti con i tradizionali "pyathats", le torri con vari tetti digradanti.


Il santuario reliquiario fu completato tra il 1086 e 1090 dal re Kyanzittha (r. 1084-1113), probabilmente figlio di Anawrahta (le questioni di parentela di questa dinastia sono molto complicate).
Kyanzittha probabilmente fu il più grande re di Bagan, sotto di lui questo regno acquistò grande fama, magari anche con qualche esagerazione, come la definizione di
'città di quattro milioni di pagode'.
Fece erigere centinaia di monumenti e difese con successo la cultura buddhista Mon.
Quando il simbolico 'Hti', a forma di ombrello, venne istallato nel corso della festa Shwezigon nel 1090, il reliquiario-santuario sostanzialmente aveva la stessa forma che vediamo oggi.

 




Terremoti e altri fenomeni naturali hanno, naturalmente, lasciato il segno nel corso dei secoli, ed è stato spesso riparato, particolarmente dal re Bayinnaung (r. 1551-1581) nel tardo XVI secolo. Il recente devastante terremoto del 1975 ha causato ingenti danni alla guglia e alla sommità della cupola. Ogni restauro ha in qualche modo modificato parti della sua struttura. La pagoda, per esempio, ora è acchiusa da oltre 30.000 lastre di rame, grazie alle donazioni locali, nazionali ed internazionali. L'intera struttura è stata dorata nel 1983-1984 e nuovamente in anni recenti. Nonostante ciò la parte inferiore della stupa e terrazze restano in gran parte come quando vennero costruite in origine nell'XI secolo.

La Paya è una solida stupa simmetrica orientata ad est; costruita con blocchi di arenaria che in media misurano circa 38 x 26 x 8 cm. Raggiunge un'altezza di circa 49 metri su una base ottagonale e su tre terrazze quadrate accessibili dai quattro punti cardinali. Ciascuna di queste terrazze ha 'Jataka' (piastrelle lavorate) che narrano la vita del Buddha.
Stupa più piccoli, riprendono la forma dello stupa centrale ai quattro angoli di ogni terrazzo.
La base quadrata dello stupa corrisponde all'altezza della guglia: 49m su ciascun lato.


Sulla cupola vi è un'ampia varietà di decorazioni e spesse modanature circolari.
La guglia centrale è coronata dalla tradizionale 'Hti', o ombrello, simbolo di sovranità.

La parte superiore della guglia con l'"Hti", l'ombrello sacro dove vengono inseriti ornamenti preziosi. Questa parte è stata restaurata dopo i danni del terremoto del 1975.
Una delle strutture che compongono il complesso di Shwezigon.


Di fronte a ciascuna delle scale assiali che conducono alle terrazze superiori ci sono templi satelliti, santuari che sono stati progettati per far parte del complesso.
Ogni santuario (o 'Kyg-gu Taik') contiene un Buddha in bronzo dorato in stile Gupta di circa 3,5 m. (le più grandi statue originali di Bagan) che risale agli inizi del XII secolo.
Rappresentano i Buddha che hanno conseguito l'illuminazione in questo mondo: Kakusana, Konagom, Kassapa e Gotama.

Un altro dei magnifici templi satelliti che fanno parte del complesso di Shwezigon.


Shwezigon si trova al centro di un muro di cinta di 230 m. su ogni lato, accessibile da quattro porte. All'interno vi è un ampio numero di santuari, monumenti, piccoli Zedi e templi.
Sul lato orientale, due cippi posti da re Kyanzittha raccontano la storia della pagoda in lingua Lun. E' interessante notare che la scritta non menziona re Anawrahta, che ha iniziato la costruzione nella metà dell'XI secolo.

Bagan monumento numero 1 (gli altri monumenti all'interno della struttura sono numerati dal 2 al 28).

 



Una delle scale d'accesso. Particolare delle decorazioni floreali.
Particolare di un soffitto.



Last modified: January 2018