Cultor College


Mingalazedi (XIII secolo)

del prof. Robert D. Fiala





Mingalazedi segna sia il culmine, che la fine della costruzione, dei templi più importanti di Bagan. Venne completato solo dieci anni prima del crollo del regno avvenuto per mano dei mongoli nel 1287, ma a giudicare dalla sue arte, è chiaro che il regno è rimasto forte e organizzato fino alla sua sconfitta finale.

Il tempio è il primo (ed unico) costruito con un set completo di piastrelle Jakata, dopo il tempio Dhammayazika, che risale al 1196.
Le piastrelle Jakata erano molto costose, spesso erano previste nel progetto di un tempio, ma raramente venivano applicate.
Che il regno di Bagan sia stato in grado di produrne tutta una serie completa suggerisce l'abilità degli artisti della zona e la raffinatezza dei suoi governanti.

Una piastrella Jakata, deteriorata dal tempo.


Il tempio è stato voluto da re Narathihapati (1255/6-1287), noto più tardi come Tayokpyemin (letteralmente: "Il re che fuggì dai cinesi"). Nella dedica al tempio l'atteggiamento del re non è certo pio: si vanta di comandare un esercito di 36 milioni di soldati e di mangiare 300 piatti a base di curry al giorno!
Questa esagerazione suggerisce la tranquilla fiducia del sovrano e l'integrità del regno prima della sua sconfitta.


Il layout del tempio differisce notevolmente dai precedentii. Invece dei soliti stupa o sikharas agli angoli delle terrazze, ci sono obelischi stretti a ciascuno dei livelli. Inoltre, la pianta delle terrazze inferiori è quasi quadrata, in maniera tale da creare una piattaforma sopraelevata dove sorge buona parte degli stupa.

I templi che circondano Mingalazedi.


Bagan tempio numero 1439







Last modified: January 2018