Cultor College


Architettura tradizionale giapponese - 2

parte 1°


Casa del thè

Nel periodo Ashikaga (1338-1573), le classi superiori amavano sedere con gli amici in un ambiente del tutto separato dalle preoccupazioni della vita, ascoltando il suono dolce dell'acqua. I membri dell'aristocrazia crearono speciali sale da thè nei loro palazzi o case da thè nei loro giardini, costruzioni in apparenza semplici, ma progettate con estrema cura in ogni dettaglio. I Daimyo (la carica feudale più importante) tennero importanti riunioni proprio nelle case da thé, spesso realizzate per mostrare la loro ricchezza.

L'idea era quella di creare un'atmosfera di calma e di meditazione. Le case progettate dal grande architetto del 15° secolo Senno Rikyu (1522-1591) erano piccole con un tetto di bambù, pareti nude, porte scorrevoli di carta traslucida bianca e pilastri in legno. L'unico ornamento era un cartiglio di calligrafia appeso o una composizione floreale nel tokonoma, la nicchia destinata ai fiori o all'esposizione di un'opera d'arte.

L'obiettivo era di creare qualcosa di simile alla capanna di un eremita con un senso di Wabi (gusto tranquillo) e Shibumi (sobrietà). Anche il percorso per arrivare alla casa da thè era curato con particolare attenzione per preparare lo spirito alla cerimonia.

Santuari shintoisti

I santuari Shintoisti consistono in un edificio circondato da alberi.

Queste costruzioni erano realizzate per armonizzare con la natura circostante. Spesso di piccole dimensioni, a volte inseriti dentro alberi, risultano anche difficili da vedere. Niente a che vedere con le grandi cattedrali occidentali.

In Giappone ci sono circa 80.000 santuari Shinto. Quasi ogni quartiere ne ha uno. Agli albori dello shintoismo non vi erano santuari. I fedeli si raccoglievano per semplici riti eseguiti in prossimità di oggetti sacri come gli alberi di sakaki (ora presenti in ogni santuario). I più antichi santuari shintoisti erano luoghi contrassegnati con corde speciali (shimenawa) e strisce di carta bianca (gohei). Recinzioni e cancelli Torii (ora caratteristiche comuni a tutti i santuari) sono state introdotti in seguito.

I santuari shintoisti hanno varie forme e dimensioni. L'architettura della maggior parte di loro si crede che sia basata su quella dei magazzini e delle abitazioni in legno dei tempi preistorici. I santuari che rispettano rigorosamente l'architettura di questi antichi edifici sono definiti in stile "puro". Il miglior esempio di stile "puro" è il santuario di Ise (a destra).


Principali edifici Shinto

All'interno del santuario si possono trovare:

1) il santuario (Haiden), un luogo di culto dove si prega
2) il santuario principale (Honden), vale a dire un luogo sacro inibito ai laici, dove si ritiene risieda il kami (l'oggetto di venerazione) del santuario.
3) un padiglione a capanna, per la purificazion dei fedeli, dove la gente lava le mani e la bocca con acqua prelevata da un bacino (chozuya).

I santuari Shinto non hanno immagini o idoli ma simboli. La parte più riservata di questi edifici, l'Honden (molti dei quali non sono stati aperti da decenni), contiene uno specchio di bronzo, (che rappresenta il sole), la spada e il gioiello (simbolo di quelli concessi ad Jimmu, primo imperatore) e poco altro. Solo un sacerdote può entrare in questo spazio.

Il santuario principale è generalmente composto da un portico, con una corda, una campana e una scatola di raccolta, dove la gente prega. Al di là del portico c'è una piccola sala, dove i sacerdoti shintoisti eseguono rituali e benedizioni, in particolare a Capodanno


Caratteristiche dei santuari shintoisti

Caratteristiche dei santuari in stile "puro" sono le colonne e le pareti in legno naturale (in contrasto con quelli dipinti di rosso e bianco), tetti di paglia, le corna (Chigi) che sporgono dalla sommità del tetto.

La maggior parte dei santuari hanno elementi dell'architettura cinese che sono stati inseriti nei santuari dopo che il buddhismo fu introdotto in Giappone nel 6° secolo. Queste caratteristiche "cinesi" includono le colorazioni in rosso, pareti e colonne bianchi, tetti di tegole, gronde rovesciate e sculture dettagliate e ornamenti del sottogronda.

Funi speciali e nappe pendenti (shimenawa) e strisce di carta bianca (gohei) risalgono ai tempi antichi quando venivano usate per delimitare i luoghi sacri.
Le Shimenawa sono state tradizionalmente collocate sopra l'ingresso dei templi principali per segnalare il luogo come sacro. Possono essere enormi: le corde possono pesare 200 kg e le nappe, che assomigliano a fasci di essiccazione del riso, misurano anche 1,5 metri di altezza. Sono messe in atto con una gru.

Le corde più larghe sono al santuario di Izumo, uno dei più antichi del Giappone. Pesano sei tonnellate, sono fatte con fili intrecciati di paglia di riso. Versioni più piccole di queste corde sono conservate in quasi tutti i santuari shintoisti per allontanare gli spiriti maligni. La corda più grande del mondo è di 15 metri di lunghezza, 5 metri di diametro, è stata realizzata in paglia di riso per il festival annuale di Naha a Okinawa nel mese di ottobre del 1995.

L'ingresso dei santuari spesso è protetto da statue in pietra di leoni cinesi o cani coreani. Queste statue di aspetto minaccioso di solito appaiono in coppia. Su un lato della porta una ha la bocca aperta, sputando buona fortuna. Sull'altro lato l'altra, con la bocca chiusa, cattura il male.


Porte Torii

Un cancello rosso arancio Torii segnala che si sta per entrare in un luogo sacro.

Spesso i grandi santuari hanno molte porte Torii.

Le porte antiche erano di cipresso colorato, in seguito sono state realizzate anche in legno, pietra, bronzo o persino cemento. Una porta dipinta in rosso mostra l'influenza cinese-buddhista.
Lanterne di pietra

Il percorso di un santuario è spesso contrassegnato da lanterne di pietra donate dai fedeli. Il design utilizzato nella maggior parte delle lanterne proviene dalla Corea. Alcuni intagliatori di pietra visitano regolarmente la Corea del Sud per apprendere le tecniche e avere l'ispirazione dagli artigiani locali.

Anche se oggi molte lanterne vengono fatte da macchine, gli artigiani utilizzano ancora un'ampia gamma di strumenti per modellare la pietra. Le linee sono disegnate con inchiostro nelle parti della pietra da scolpire. Dopo essere state scolpite le lanterne sono esposte a pioggia e vento per almeno tre anni in modo da assumere le caratteristiche del wabi.

Santuario di Ise

Il Santuario shintoista di Ise vicino Nagoya è il luogo più sacro nella religione Shinto e uno dei migliori esempi di architettura tradizionale giapponese. Fondato nel 690 dC, è stato ricostruito ogni 20 anni (con alcune eccezioni), con una procedurà che è metà rito e metà ricostruzione vera e propria.

Dedicato alla dea scintoista Ise è composto da strutture austere di hinoke (Cipresso giapponese) in quello che si dice sia lo stile più puro e più semplice dell'architettura shintoista.

Gli edifici hanno la forma del tradizionale deposito di riso. Le colonne di sostegno passano attraverso un piano rialzato e sono inserite direttamente nel terreno. Rispondendo più a principi naturali che a quelli architettonici, queste colonne sono molto più spesse di quanto sia necessario per sostenere la struttura. Infatti hanno la forma e lo spessore di un albero vivo e sono collocati nel terreno per aspirare l'umidità proprio come un albero vivo.

Non sono stati utilizzati chiodi, solo tasselli e giunti di collegamento. Il tetto è di paglia, il legno non è verniciato, mostra la bellezza selvaggia della trama naturale del cipresso.

Cerimonia del rinnovamento a Ise

I santuari del complesso sono connessi a due templi principali, Naiku e Geku, completamente inaccessibili.
Il santuario di Ise infatti è ritenuto il luogo più sacro del culto shintoista giapponese: costruito in onore della dea del Sole, Amaterasu, pare che custodisca alcuni dei tesori più preziosi dell'intera storia del Giappone imperiale. Dal 7° secolo dC, con solo poche eccezioni, i santuari principali sono ricostruiti ogni 20 anni ed i simboli della loro kami sono presi dal vecchio santuario e riposti in quello rinnovato. Questo rituale per il popolo giapponese serve per riceve la benedizione dal loro rinnovato kami e per propiziare la pace nel mondo.

I santuari sono stati ricostruiti per la 61° volta nel 1993 al costo di 60 milioni di dollari. La prossima ricostruzione sarà nel 2013. La ragione per la ricostruzione periodica è incerta. Alcuni suggericono sia per mantenere vive le tradizionali tecniche di falegnameria. Altri credono che potrebbe avere a che fare con l'antica tradizione che quando un imperatore muore si ricostruisca un nuovo palazzo in un altro luogo.

Ogni sforzo è fatto per assicurarsi che la nuova struttura sia elegante come quella che andrà a sostituire. La scelta e selezione del legno (hinoki) da una foresta speciale inizia con dieci anni di anticipo. Il nuovo sito e il legno è purificato dai sacerdoti shintoisti residenti vestiti di bianco.

Anche i tesori sacri e i capi di vestiario che vengono offerti ai kami sono rifatti. Ci sono 125 diversi abiti sacri, 1085 oggetti, 491 tesori e 1.600 accessori. Tutti vengono rifatti da esperti artigiani in conformità con le esatte specifiche tradizionali.

Dopo che il nuovo santuario è completato ha luogo un'elaborata cerimonia notturna, chiamata l'offerta del primo frutto, in cui i simboli dei kami sono posti in una serie di appositi contenitori e trasportati con un lungo sudario di seta, insieme a tesori sacri, abbigliamento e gli accessori, dal vecchio santuario al santuario di nuova costruzione. Il legno del vecchio santuario viene usato per costruire il torii all'ingresso del nuovo santuario o viene donato ad altri santuari altrove in Giappone.


Templi buddhisti

In Giappone ci sono circa 70.000 templi buddhisti (mentre i luoghi di culto shintoisti sono definiti santuari). Un tempio contiene generalmente un'immagine di Buddha e ha un posto dove i buddhisti praticano attività devozionali. Spesso sono utilizzati come luoghi per la meditazione silenziosa, mentre molti atti di culto e di devozione avvengono davanti a un altare privato in casa.

Templi buddisti sono in genere gruppi di edifici, il cui numero e dimensione dipende dall'importanza del tempio. Quelli più piccoli hanno una sala e una casa per un monaco residente. Alcuni templi comprendono anche un cimitero.

L'architettura dei templi buddhisti è influenzata dall'architettura di Corea e Cina, i due paesi che hanno introdotto il Buddhismo in Giappone.

I primi templi buddhisti giapponesi consistevano di pagode, che sono stati modellate in stile cinese (a loro volta erano stati modellate sulle stupa indiane). Col passare del tempo queste pagode divennero parte di un complesso di grandi dimensioni con molti edifici.

I templi buddisti costruiti nel 7° secolo sono caratterizzati da colonne rosse, grondaie sostenute e decorate da immagini di animali mitologici scolpiti in strati di tessuto di canapa incollati tra loro e ricoperti di vernice, oppure in bronzo. Purtroppo non restano esempi di questo stile originale che aveva una forte influenza indiana.


Tipi di templi e di edifici buddhisti

Ci sono tre tipi principali di templi buddhisti:

1) stile giapponese (wayo),
2) stile Grande Buddha (daibutsuyo),
3) stile cinese (karayo).
Questi a loro volta, variano secondo la scuola buddhista e il periodo storico in cui sono stati costruiti.

La sala principale (Kondo o Hondo) si trova di solito al centro del tempio. All'interno ci sono immagini del Buddha, altre immagini, un altare o altari con vari oggetti e lo spazio per i monaci e fedeli. La sala principale è a volte collegata ad una sala di conferenze.


Altri edifici includono una sala conferenze (Kodo), dove i monaci si riuniscono per studiare e cantare i sutra, il depositario dei sutra (Kyozo), un luogo in cui sono tenute le scritture buddhiste, spesso a forma di casetta di legno su palafitte; ci sono poi gli edifici dove vivono e lavorano i monaci. I templi più grandi spesso hanno apposite sale dove sono conservati ed esposti i tesori. Alcuni hanno anche una pagoda.

Caratteristiche dei templi buddisti in Giappone

Molti templi buddhisti contengono grandi campane, che vengono suonate per il nuovo anno e in altre occasioni particolari.

In molti templi è stato usato il cemento, abilmente camuffato in maniera tale da sembrare legno. In prossimità di molti templi buddisti ci sono figure di pietra Jizo con pettorine rosse, un bastone in una mano e un gioiello nell'altra: onorano le anime dei bambini che sono morti o sono stati abortiti.

Castelli e torrioni

Castelli in stile giapponese (e torrioni) sono strutture esteticamente molto belle. Di solito costruiti su una collina che domina un paese o una città, sono composti da strutture a più piani, simili a pagode, con pareti di pietra di grandi dimensioni, talvolta circondati da larghi fossati.

Ci sono tre tipidi fortificazioni in Giappone:
di montagna,
di collina
di pianura.

La torre principale è nota come il tensu. Alcuni castelli avevano una sola tensu, altri diverse disposte intorno a quella più grande. Gli edifici minori erano di legno ricoperto di intonaco che li proteggeva dal fuoco, dai proiettili e dalle frecce.
Molti castelli sono stati costruiti con elaborati labirinti di sale, corridoi e tunnel che permettevano ai membri della corte di fuggire discretamente se le mura del castello fossero state violate dai nemici.

L'intera struttura è circondata da un'imponente cinta difensiva e fossati. Le pareti hanno fori triangolari e circolari utilizzati per sparare e lanciare frecce. Le aperture nelle camere speciali costruite sulle mura venivano utilizzate per versare olio bollente e rocce sugli attaccanti.

Per costruire i muri di pietra massiccia e i fossati era necessaria una grande quantità di lavoro. Le pietre utilizzate nei muri pesavano anche 130 tonnellate.

Storia dei Castelli giapponese

I primi castelli giapponesi erano semplici forti di montagna. Il problema di queste strutture è che spesso venivano costruite in luoghi scomodi o lontani dalle località migliori in cui vivere e coltivare i raccolti.

I "castelli di pianura" che si trovano oggi in Giappone sono stati realizzati da antiche residenze dei Daimyo costruite su un terreno pianeggiante in mezzo alla città che proteggevano.
Dopo la ribellione Ronin del 1467, il Giappone entrò nel periodo di guerre civili e i castelli divennero sempre più importanti per la difesa e la sopravvivenza.

Nel 1615, lo shogunato Tokugawa proclamò che ogni dominio poteva mantenere solo un castello per ridurre le minacce al suo potere. Ciò ha provocato la distruzione di molti piccoli castelli. Nel 1873, il governo Meiji ha ordinato la distruzione di 144 castelli, lasciandone solo 39. Di questi quasi 12 sono stati distrutti nella seconda guerra mondiale.

Dei 12 castelli restanti quattro Hijemi, Hikone, Matsumoto e Inuyama-sono stati designati patrimonio nazionale. Il 1960 fu un periodo di frenetica ricostruzione, la maggior parte in calcestruzzo, soprattutto a beneficio dei turisti.

Castello di Himeji

Il castello di Himeji nel sud di Kobe è considerato come il migliore dei castelli del Giappone e uno dei pochi con alcuni interni originali e l'esterno intatto. Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1993, fu costruito tra il 1601 e il 1609 da Ikeda Terumasa, il genero di Tokugawa Ieyasu. A differenza di altri castelli non è stato distrutto da un incendio o altre calamità naturali e non fu mai attaccato. Ha subito alcuni restauri importanti, ma sempre in conformità con i disegni e metodi di costruzione usati per l'originale.

Alto 46 metri, Himeji è conosciuto come il castello dell'airone bianco, perché tutte le strutture sono bianche e, da lontano, il castello appare come un uccello bianco nel bel mezzo di alcuni campi di riso. Costruito in legno, gesso e pietra, ha un torrione di sette piani, cinque livelli, con le piattaforme di pietra bianca ed esterno in intonaco bianco, passaggi tra i torrioni più piccoli, una torre a tre piani, e un passaggio coperto che collega il mastio con le torri.

Il castello contiene molte delle strutture architettoniche e difensive presenti in questo tipo di strutture. Le alte fondazioni in pietra, i muri bianchissimi e l'organizzazione e disposizione degli edifici all'interno del complesso sono un elemento standard di ogni tipico castello giapponese, come anche le postazioni dell'artiglieria e i fori per il lancio di pietre contro il nemico. Il maschio, la struttura centrale del complesso, venne eretto nel 1601.
La più importante, e probabilmente più famosa, struttura difensiva del castello di Himeji è costituita dal dedalo di stradine che conduce al maschio centrale. Le porte d'accesso, i bastioni e le mura esterne sono state costruite in modo da condurre le forze nemiche che volessero avvicinarsi al castello in un percorso a spirale, con numerosi vicoli ciechi, permettendo ai difensori di tenere sotto tiro gli attaccanti per tutto il periodo del loro tentativo di avvicinamento. Il castello non è comunque mai stato attaccato in questo modo, quindi il sistema difensivo non ha potuto dare prova della sua efficacia




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